Venerdì 23 Ottobre 2020
   
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ELDA RENNA: “LA MAFIA? SONO IO IL SUO INCUBO!”

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Leggins al ginocchio, maestate-rosa--carovana-ppglietta bianca griffata “Estate in rosa 2013”, scarpe da ginnastica con “un tocco” di rosa, capelli un po’ arruffati e sguardo aperto e sincero.

E’ Elda Renna, è lei alla guida del Camper Rosa che ha portato in tutta la Regione allestimenti, depliant, opuscoli, gadget su tematiche declinate al femminile e aperto serate in cui delle donne - protagoniste degli incontri - si è tanto detto e discusso. Donne con storie diverse, pronte a raccontarsi e confrontarsi, come Natalina Pasqualicchio - sindaco di Molfetta - o “conduttrici” e ospiti dello spessore di Serena Molendini ed ancora testimonial della stessa città, per una sera “prime donne” nel salotto rosa portato a Gioia da Vanna Magistro e dalla sua Meters.

Elda è accanto al suo camper parcheggiato con cura, pronta a rimettersi in viaggio anche a tarda ora e a progettare la prossima tappa.

La sua è una storia speciale, di quelle metterebbe K.O. più di un uomo coraggioso, vicende che nessuno vorrebbe mai aver vissuto, che lasciano il segno.elda renna estate rosa 2013

Vivo a Cellino San Marco, da noi la mafia c’è e va combattuta. Avevo 14 anni quando hanno incendiato il distributore di carburanti di mio padre. Accadde in piena notte, ricordo che a stento i vigili del fuoco riuscirono a fermarlo, si era già gettato nelle fiamme nel tentativo di spegnerle, rischiando la vita. Stava tentando di salvare la nostra unica fonte di reddito, quella che ci permetteva di vivere e sostenerci. Era il 1990… abbiamo perso tutto, quella notte! Lì iniziai a capire parole come “mafia” e “pizzo”. Io ero l’ultima di quattro figli, mia sorella, primogenita, diversamente abile si guardava intorno sperduta e spaventata… io gridavo a squarciagola “Papàààà!”

Le fiamme erano sempre più alte, le sirene dei vigili del fuoco urlavano impazzite, la gente gridava… qualcuno mi coprì gli occhi perché non vedessi tanto orrore. Mio padre non si lasciò intimidire, andò dal magistrato Emiliano - oggi sindaco di Bari - e denunciò chi aveva tentato di distruggere la nostra vita. Dettero avvio all’indagine, la chiamarono “Operazione San Marco” e si concluse con 21 arresti. Ma non era ancora finita, alcunielda renna3 mesi dopo ci incendiarono casa”.

Un incubo senza fine a cui Elda reagisce con rabbia e determinazione.

No, nessun incubo! Sono io il loro incubo, non ho paura di loro. Saranno anche bravi con le pistole, ma io ho dalla mia parte l’onestà, loro sono in carcere, io sono libera!

Nel 2005 Elda viene eletta nelle liste del Pd, viene nominata assessore - unica donna in giunta - e ha ben cinque deleghe… ma solo sulla carta!

Non potevo neanche parlare, a volte pretendevano che firmassi le delibere in bianco! Consideravano folli le mie proposte sulla raccolta differenziata porta a porta con incentivo per i cittadini, avevo pensato a dei buoni da consumare nei negozi della mia città, per risollevare l’economia del mio paese... - quel che poi è stato progettato a livello regionale e nazionale -, venni sollevata dall’incarico di assessore, non potevano manovrarmi come se fossi un burattino senza cervello, quindi non ero la persona giusta cui affidare l’assessorato”.

Essere onesti, “pensanti” ed avere buon senso non sempre sono requisiti apprezzati da politici che misurano e si misurano “nel merito” di interessi che non vanno a favore del bene comune e usano il potere come arma e merce di scambio.estate in rosa2013

Il sindaco fu costretto a ricredersi e dopo un incontro con la Commissione delle Pari Opportunità di cui facevano parte Serenella Molendini, Magda Terravoli, Patrizia Colella ed altre donne, mi restituì l’incarico di assessore perché lui - sindaco con licenza di quinta elementare -, “voleva donne intelligenti”.

Mancavano pochi mesi alle elezioni, in realtà la sua intenzione era di “legarmi” in modo che mi ricandidassi con lui, senza formare un gruppo. Naturalmente non lo feci e lui perse le elezioni”.

L’ultima ‘battaglia’ che poi è il significato del mio nome, l’ho vissuta su lavoro. Sono autista di autobus, ma per i miei datori di lavoro ero un probleelda renna4ma. Trattandosi di un ambiente prettamente maschile, avrei potuto portare scompiglio nelle famiglie. A nulla sono servite le mie rimostranze: ho detto chiaro e tondo che se avessi voluto fare un altro mestiere, non sarei stata sui camion ma per la strada e che andava valutata la mia capacità professionale, non il fatto che fossi donna. Ho subito un vero e proprio mobbing sul posto di lavoro e deciso di denunciare il titolare per questo motivo”.

Essere sempre in lotta richiede non solo coraggio, ma anche tanta energia, è un fuoco che arde e consuma serenità, fiducia nel prossimo ed alla fine logora anche i più forti dal punto di vista fisico e psicologico…

E’ da sempre che corro e sono in lotta, anche se a volte crollo e chiedo un po’ di pace dalla vita… Conosco la sofferenza, ecco perché mi batto per me stessa e per le tante ‘Elda’ che ci sono in giro…”.

Elda le sue battaglie le ha vinte tutte e a breve tornerà a guidare il suo autobus, senza “trascurare” quel camper rosa di cui è icona. 

Lei ci insegna che non basta essere donne forti e determinate, pronte a denunciare e lottare contro i soprusi, pronte a cambiare il mondo mettendosi in gioco… per essere accettate ed avere un ruolo, per realizzarsi.

Da sole si è viste come dei “don Chisciotte” anche se contro ben altri mulini si deve lottare! La vera forza è essere unite, solidali,  sostenersi, creare rete senza mai perdere di vista i veri valori, senza estate-rosa-2013-elda-rennascendere a compromessi. I veri nemici delle donne - è un dato purtroppo reale - sono le donne stesse, incapaci di accordare fiducia ad altre donne sulle quali continuano a proiettare le proprie fragilità e insicurezze, e a volte anche invidia, timorose del loro potere sugli uomini, perché donne come Elda riescono a conquistare il rispetto degli stessi uomini che vorrebbero “piegarle” senza ricorrere alle arti della seduzione, da pari a pari e questo per molte esponenti del gentil sesso di qualunque ceto e istruzione, imprigionate in stereotipi di “femminilità”, è inaccettabile.

Ed è questa la vera battaglia ancora in corso, il fine per cui lottare senza esclusione di colpi. Non parità ma pari rispetto e… ascolto!

 

Commenti  

 
#2 Elda Renna 2013-08-09 13:38
Purtroppo l'assenza dei sindaci credo sia estesa a "forse" quasi tutti i comuni...sin'ora ne ho visto solo uno...purtroppo! :(
Fatemi parlare a me col consigliere che ha fatto la battuta sulle donne che non possono guidare tante ore e per tanti Km...gli facciamo fare un bel giro in Camper ROsa...o in pullman cambierà idea di sicuro!!! :lol:
 
 
#1 Vanna Magistro 2013-08-09 12:43
Grazie a Dalila per aver raccolto anche la testimonianza di Elda.
Alla faccia dei consiglieri regionali che votarono NO con voto segreto la Proposta di Legge di iniziativa popolare ’50 e 50′ perché “la politica e’ una cosa solo per uomini“.o come quel consigliere che dichiarò ”una donna di Santa Maria di Leuca non potrebbe guidare fino a Bari per partecipare ai lavori del Consiglio Regionale“. frasi che descrivono le donne come minus habens.
E che dire di Paola Natalicchio...un grande esempio nella vita e nella politica.
Storie di donne, di donne che hanno valorizzato anche gli uomini intelligenti che accompagnano le loro vite.
Peccato invece per le tante assenze dei politici di casa nostra,Sindaco in primis.
 

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