Lunedì 25 Maggio 2020
   
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ÀTREBILTEATRO A FASANO” CON “SORRY, SIR SHAKESPEARE”-foto

atrebil teatro

atrebil teatro ÀtrebilTeatro si cimenta con Shakespeare e lo fa… scherzandoci su in “Sorry, Sir Shakespeare”, portata in scena con brio, estremo impegno e indiscussa serietà recitativa, tanto da esser “promossa” per meriti e a pieni voti tra le compagnie del circuito amatoriale più promettenti ed in “odor” di… professionismo!

Con maestri e registi d’eccezione come Rocco Capri Chiumarulo e Anna Garofalo, il risultato è scontato, eppur tanta spontaneità e bravura - al di là degli “apprendimenti” e delle tecniche di recitazione - appaiono un valore aggiunto, il frutto di un armonico, reciproco ascolto, di una complicità che trapela nelle gestualità, dal porgersi la battuta, dall’empatico “percepirsi” di chi vive questa esperienza in amicizia e la coltiva attraverso le prove e gli spazi scenici esplorati.

“Sorry, Sir Shakespeare”, dopo il successo dell’8 giugno in prima assoluta nel gremitissimo teatro dell’Immacolata, partecipa in questi giorni al VI Festival di Teatro Amatoriale “Di Scena a Fasano”.

Solo sei delle compagnie partecipanti, selezionate il 10 agosto, si esibiranno in ottobre e novembre sul palco del Teatro Sociale per conquistare i premi in concorso, ed ÀtrebilTeatro - con umiltà - si mette in gioco.

L’opera si presenta, sin dalle prime battute, sorretta da un’architettura originale, costruita su tre piani: quello reale del dietro le quinte, caotico, esagerato, elettrico, in cui si esibiscono gli attori in più ruoli, costretti ad industriarsi in mille fantasiosi modi, essendo stati derubati di scenografie, luci, costumi e attrezzature. Il secondo piano vede una recitazione di altissima professionalità… Shakespeare aleggia nella perfetta interpretazione di Giulietta (Giovanna Greco) e Romeo (Cristina Ferulli), che al pari di navigati professionisti, entrano ed esconatrebil teatroo dal personaggio cambiando in pochissimi istanti espressione, tono di voce, postura… scrollandosi quell’aura romantica evocata dal pathos recitativo in un batter di ciglia.

Abbandonano il personaggio e si abbandonano alle ansie, ai sogni, all’ira di chi è costretto a recitare nella vita altri ruoli, indossando altre maschere.

E’ in questo passaggio che l'originale scrittura di Anna Garofalo - ideatrice del testo, l'abilità registica di Chiumarulo e quella  recitativa si sublimano: le persone diventano attori e gli attori persone, la recitazione realtà e la realtà recitazione. I personaggi raccontano le loro verità e non esitano a mostrare le loro fragilità messe a nudo dalla tensione che aleggia dietro le quinte. Lì svelano ambizioni, paure, invidie, fobie, isterismi da prime donne e stress per nulla latenti, che tratteggiano indimenticabili “profili” attoriali.

Monica Lasorella, assistente di scena, segretaria, tecnico del suono e delle luci, fonico e rumorista… nonché paziente (ma non sempre) capro espiatorio del povero Max Brambilla - cui lo stress da regista dona non poco -, eccentrico ed esagerato il giusto, sconfitto dalle avversità e consumato dal sacro fuoco con cui vorrebbe incendiare gli animi della sua compagnia, per assurgere al successo.

Le prove in una scenografia volutamente minimale, divengono esilaranti: invece di affacciarsi ad un balcone, è la scala a far da verone, il saio è un giubbotto con cappuccio, la bara un materassino gonfiato in diretta, al posto di usare il coltello. Giulietta si “strozza” a mani nude… per non parlar dello stress di Cristina Ferulli, costretta ad impersonare “contro natura” Romeo, mentre nel cuore culla il palpitante sogno di esprimere la propria femminilità ed esser diva, ma non “sciantosa” quanto Titti Antonicelli, traboccante di sensualità e provocante… tanto da provocare vere e proprie liti per evidente incompatibilità nei ruoli.

Ed ancora Giovanna, a suo modoatrebil teatro romanticamente concreta, pronta a subire ogni onta pur di far vivere e morire la sua Giulietta e la tenera Luciana Passiatore con il suo emozionato incespicare ed invertire le poche battute ripetute all’infinito e all’infinito… sbagliate, corrette in un salutare e liberatorio attacco isterico che al pari di un temporale estivo scoppia e si placa in pochi minuti.

Nel finale il parossismo sfiora l’assurdo… ordini, contrordini, errori e orrori per poi, di fronte alla debacle, stringersi tutti attorno al povero Max, sull’orlo di un collasso. Ottimi davvero tutti, sia i già “nominati” che Antonio Buttiglione, Roberto Fatiguso e Gianfranco Romano, “mulinelli” in quel gorgo di paradossi ricreati ad arte in scena, a conferma dell’importanza di essere “squadra” ancor prima che cast, con dei coach - Rocco Capri Chiumarulo e Anna Garofalo - amati e stimati, al pari di spiriti guida di un percorso iniziatico nell’arte teatrale.

E per gli esiti del concorso, il 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, quando ogni sogno si avvera ed ogni riserva sarà sciolta, tanti, tantissimi auguri!

atrebil teatro

Commenti  

 
#1 beard 2014-07-26 06:46
…ho avuto il piacere di assistere alla rappresentazione: sono stati davvero bravi: Una su tutte Giovanna! Sono sicuro che non potranno che farsi valere. Incrocerò le dita e tanta tanta m..da!...
 

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