Riflessioni a margine dell’incontro-dibattito sullo sport tenutosi il 18.06.2011 a cura di “Obiettivo Gioia”
Nell’ambito dell’iniziativa “Tutti per Gioia, Gioia per tutti” meeting delle associazioni gioiesi, importante dibattito sullo sport nella nostra città. Il dibattito, moderato con lodevole accuratezza dall’esperto giornalista locale Piero Giannico, passato da alcuni anni all’ufficio stampa della Lega pallavolo serie A femminile, aveva il titolo “Crescere nello sport”. Erano presenti Giuseppe Castellaneta triatleta, Patrizia Castellaneta campionessa Italiana di Tiro con l’Arco, Vincenzo Di Pinto allenatore di pallavolo e Michele Girardi maestro di judo.
L’obiettivo degli organizzatori, stando al titolo, era quello di parlare dello sport nella sua accezione educativa, come strumento appunto per crescere.
Nel corso dei vari interventi è emersa una situazione alquanto problematica in questo senso; infatti si è passati da un concetto di sport come affermazione individuale ad un accezione educativa; tranne che per la Castellaneta, infatti, gli altri presenti hanno dipinto un quadro a tinte fosche sullo sport come strumento educativo, addebitando alle varie agenzie educative e soprattutto alla scuola le colpe di ciò (chissà perché non hanno parlato delle numerose società sportive locali…).
Il Prof. Di Pinto in particolare, lungamente interpellato dal giornalista, nel corso dei suoi interventi ha fatto emergere, anche affermandolo esplicitamente, una visione dello sport come proposta per stimolare i giovani al successo nella vita, in quanto a sua detta, nella
società odierna è indispensabile avere successo e lo sport può essere un buon allenamento in questa direzione (ho dedotto che si riferisse allo sport agonistico, forse…).
Fatica e sacrificio, sono gli ingredienti per un buon sportivo a detta di Giuseppe Castellaneta il quale intravede nello sport anche uno strumento di mediazione con la famiglia. Certamente lucida la visione dello sport da parte del Prof. Girardi, allenatore di campioni internazionali di judo, il quale partendo da una analisi del proprio personale percorso di allenatore/educatore, ha rinnegato pubblicamente l’attenzione da sempre avuta allo sport agonistico. Il passare degli anni lo ha convinto sulla indispensabilità di uno sport come occasione educativa che segua delle linee progettuali chiare ma che
non ha, secondo lui, oggi, interlocutori o soggetti che possano attuarlo.
Significativa la testimonianza giovanile di Patrizia Castellaneta che ha espresso, con la freschezza dei suoi diciassette anni, l’idea di sport come occasione di crescita per tutti i ragazzi, anche quelli che non possono pagare le società sportive; occasione che probabilmente poche agenzie educative sono in grado di offrire oggi nella nostra città. Patrizia ha affermato di aver mosso i primi passi sportivi in Oratorio a San Vito insieme ad altri; lì si è sperimentata, lì ha trovato gli educatori che l’hanno aiutata a credere in quella esperienza che, dopo tanto impegno, a distanza di alcuni anni l’hanno portata al titolo nazionale femminile.
Nel corso del dibattito è emersa inoltre la scarsa attenzione delle politiche locali nei riguardi dello sport come strumento educativo. Eppure a Gioia sono diverse le società sportive che – tra calcio, pallavolo, basket, nuoto e quant’altro – si prendono cura, a pagamento, dei pomeriggi dei nostri figli.
Sono genitore anch’io e mi sono chiesto più volte: ma dove sto mandando mio figlio/figlia a fare sport? Oggi posso dire di avere le idee chiare su quello che anch’io qualche anno fa non avevo compreso e cioè che lo sport è un’occasione che, attraverso il gioco, contribuisce alla crescita dei nostri figli in maniera libera, facendo sì che i ragazzi si possano sperimentare, possano fare una esperienza di comunità, possano imparare a stare insieme agli altri con la guida di persone che rappresentino dei riferimenti significativi.
A Gioia del Colle pare che le cose non vadano proprio in questa direzione.
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Commenti
Gioia è una città che dorme...oramai da parecchio e quindi fa più clamore chi grida che agisce dal basso...
Tutti pronti a cavalcare il vincitore ma quando sta da agire tutti si tirano indietro esempio classico il grande volley, oramai scomparso perchè nessuno si è fatto avanti...ebbene cosi in tutto qua a Gioia...figuriamoci con chi ne avrebbe più bisogno e cioè i giovani...i ragazzi che dovremmo accompagnare verso una crescita migliore in mondo che è spinto solo dalla competizione e non dal fare squadra...perchè è solo stando insieme che si riscoprono valori che oramai andiamo perdendo!!!!