Sabato 26 Maggio 2012
   
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NICOLA CAPOZZI: “UNA VITA DALLA PARTE DEI DEBOLI”-foto

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nicola-capozzi-relatoriL’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea ‘T. Fiore’, assieme all’Associazione ‘Libertà e Giustizia’ – presiedute rispettivamente da Vito Antonio Leuzzi (assente all’incontro) e Vito Vinci, hanno presentato, venerdì 20 gennaio, presso il Chiostro Comunale ‘S. Domenico’, la monografia sul nostro concittadino Vito Nicola Capozzi.

Il libro, scritto dal prof. Ermando Ottani, docente di storia e filosofia presso il liceo scientifico di Conversano, è intitolato “Socialismo e antifascismo a Gioia del Colle. Nicola Capozzi – Documenti e testimonianze” ed è di fresca edizione Suma 2011.

A fare da sfondo, agli avvenimenti più importanti del giovane artigiano Nicola Capozzi, uno dei periodi storici più difficili della storia italiana del Novecento contrassegnato dalla dittatura fascista, e da quello che quel regime fu capace di infliggere nei confronti di chi aveva il coraggio di pensare in maniera autonoma e scevra da ogni condizionamento.

Ad introdurre Paolnicola-capozzi-covellao Covella – che ha moderato l’intero incontro –, il quale ha subito sottolineato l’importanza, da parte dei concittadini gioiesi, di rimediare alla dimenticanza di un personaggio politico dall’indubbia statura morale. L’incipit è dato dalla lettura di alcuni intensi frammenti tratti dal testo in questione: “Il giovane Capozzi è un militante di slancio e di passione […]. La scelta di Capozzi di schierarsi dalla parte dei più deboli, è decisa. Il suo sguardo sul mondo volge verso l’ingiustizia nei confronti dei più poveri”. Così declama Pasquale D’Attoma Fanizzi che, insieme allo stesso autore del testo, ha accompagnato il numeroso pubblico nel viaggio teso a ricostruire i momenti salienti della vita del modesto artigiano.

nicola-capozzi-chiostroSi ricostruiscono, inoltre, gli anni della costrizione dell’esilio dettato dal regime, delle ingiuste vicende giudiziarie, e dell’ambito e definitivo ritorno a Gioia con la consequenziale rifondazione della sezione comunista. Ma Nicola Capozzi non fu mai comunista, ritenne di essere un vero socialista: fu, infatti, espulso dal PC, perché accusava loro di metodi stalinisti.

Il figlio, Enzo Capozzi, presente all’incontro letterario, ricorda quell’avvenimento. Ma non solo. Ricorda le delusione e lo sconforto delle elezioni del 1948, o ancora, sul piano personale, “ […] Il rimprovero di mio padre per il fatto di aver partecipato alla manomissione dei manifesti del partito della DC”.

DSC04323E, come afferma Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione ‘Di Vagno’, il quale si definisce un socialista ancora in circolazione: “quando si tratta della memoria uomini che hanno espresso cotanta passione, noi abbiamo il dovere di ricordare”.

In riguardo sostiene di condividere il pensiero del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poiché “La memoria è l’unico vero nutrimento per restituire dignità alla politica”. Aggiunge anche: “Il libro è pregevole, perché è uno scritto ampiamente documentato. Le tre appendici nicola-capozzi-commissariorappresentano una fonte inesauribile di notizie […]”.

Infine, Maria Filomena Dabbicco, commissario straordinario di Gioia del Colle, pone l’attenzione sulla dicotomia di vanità e verità, affermando: “In un’epoca in cui tutto è basato sull’apparenza, un personaggio storico come Vito Nicola Capozzi, ci fa intendere quanto sia importante cercare di mettere in prima linea la verità”. E conclude: “Sono qui presente con la fascia tricolore per onorare il vostro concittadino che merita un tributo per la sua statura morale e per l’attività politica”.

Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la puntuale e precisa collaborazione.  

Commenti 

 
#7 sconvolta 2012-01-24 16:20
x antonio N......tu si ca si passat, ma dall'alt vann du c'rvjdd! il lato oscuro....ma va, va....
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#6 nicola vacca 2012-01-24 12:18
"Capozzi non fu mai comunista, ritenne di essere un vero socialista". La differenza è notevole e il socialismo rappresenta una certa idea di sinistra che ha a che fare con la democrazia e la libertà.
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#5 Antonio N. 2012-01-23 23:32
la parola dei rossi era no pasaran e invece noi siamo passati!!!!!!!!
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#4 Dino 2012-01-23 18:30
x Antonio N.- Bravissimi comunisti e anche orgogliosi di aver liberato l'Italia da brutti ceffi e mazzieri.
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#3 vito antonio vinci 2012-01-23 17:22
I Socialisti, orgogliosi, hanno commemorato il perseguitato politico Nicola Capozzi. I fascisti possono rifarsi commemorando i De Bellis, i Buttiglione o i Czzolino.
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#2 vito antonio vinci 2012-01-23 17:13
La mamma dei decerebrati è sempre incinta.
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#1 Antonio N. 2012-01-23 15:08
bravi comunisti!
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