
La paura
Toglie l’aria
lo sgomento dell’incertezza.
Viviamo fianco a fianco
con la caduta.
La crisi attraversa noi:
siamo governati dalla paura
di non farcela.
Sta accadendo di tutto.
Dal baratro alla fine
il nostro futuro è legato
alla sorte dei titoli di stato.
Nicola Vacca
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Commenti
che piacere ritrovarti e soprattutto leggere le tue lucide e giuste considerazioni che mi riportano indietro di qualche decennio quando ci trovavamo a discutere e a confrontarci.
un grande abbraccio
La Poesia merita ben altro...
A me pare che la crociata l'abbiate intrapresa voi. La redazione bene farebbe ad evitare le numerose intromissioni negli articoli dalla stessa pubblicati. Questo articolo non lo avrebbe commentato o apprezzato nessuno ed è certo. Non è forse vero che il l'indice di gradimento di un blog si misura anche dalla partecipazione dei commentatori? Con la mia contrapposizione ho solo contribuito a destare attenzione all'articolo. Aspetterò con ansia le prossime pubblicazioni poetiche. In tal modo potremo vedere tutti la mancanza di apprezzamenti verso le stesse. Ma più di tutto aspetterò le prossime correzioni grrammmatticali..........
La Redazione
Crediamo che queste considerazioni prima di rivolgerle ad altri, caro/a "Non è poesia", le si debba fare proprie. Non è possibile lanciare “macigni” nei confronti di altri interlocutori, che comunque si firmano, quindi ben mirati, se poi ci si offende nel leggere i contenuti di un sacrosanto diritto di replica indirizzato, si guardi bene, ad un anonimo. In questo caso gli aventi nome e cognome chi avrebbero offeso, e in che modo? Si può anche non essere d’accordo sullo stile di un poeta, di uno scrittore, di un politico, di un giornalista, e così via, ma non per questo metterli sulla gogna o farne necessariamente una crociata, una questione di Stato. Una poesia può anche non piacere, può anche non dare emozioni, ma va comunque rispettata, così come va rispettato l’autore della stessa, non fosse altro per l’impegno profuso nel compendiare in poche parole concetti e sentimenti difficili da spiegare in quattro righe. In taluni casi sono bastate pochissime parole per farlo. Un certo Giuseppe Ungaretti, per esempio, è divenuto anche famoso per aver scritto due semplici parole: “m’illumino d’immenso”, che vogliono dire tutto e niente a seconda di chi in quel momento le legge, senza contare che lo stesso le ha scritte a prescindere dalle emozioni che avrebbe potuto suscitare negli altri, i lettori, era un suo stato d’animo e lo ha espresso come meglio ha potuto, voluto e creduto farlo. Così come qualunque scrittore o poeta o giornalista o critico fa, in questo caso di nome Nicola Vacca.
"..il nostro futuro è legato
alla sorte dei titoli di stato."
Conferisce un non so che di sonettistico...potrebbe essere stato scritto dal Belli.
Il poeta Nicola ha usato pensieri di Cesare Cavalleri prima, non pago, si è spinto sino alla Alda Merini.
Ma per favore! Un po di serietà!
sarebbe molto bello se non ti nascondessi dietro l'anonimato. Questa è vigliaccheria.