
E’ durato poco più di un’ora il soliloquio del dimissionario sindaco Piero Longo organizzato per spiegare ai gioiesi i perché e i per come di quella sua decisione presa e annunciata nell’ultimo consiglio comunale. Oggi, come allora, ha sciorinato un dettagliato rapporto, più o meno simile a quello proferito in quella circostanza, ma, rispetto ad allora, con alcune novità degne di nota.
Prima fra tutte che le sue dimissioni, a detta del Prefetto, non sono irrevocabili, che ha tempo fino al 31 ottobre per ritirarle. Secondo che ha già indetto per venerdì 28 ottobre un ulteriore Consiglio Comunale per tentare l’approvazione degli equilibri di bilancio che, sempre secondo il parere del Prefetto, non possono considerarsi bocciati per via di un vizio di forma commesso dai consiglieri rimasti in aula in quella ormai fatidica seduta consiliare, al punto da ritenere nulla quella votazione.
Due fulmini a ciel sereno che mettono tutto in discussione, anche la possibilità che possa riprendere in mano le redini della situazione e poter continuare fino alla fine “naturale” del suo mandato. Come? Con l’unica possibilità rimastagli, che intende perseguire in tutti i modi, quella cioè di convincere “tutti quei consiglieri che hanno a cuore le sorti della città, e che non vogliono che la stessa ritorni nelle mani di un Commissario, a sostenerlo per compl
etare questo periodo di fine legislatura”, tanto da “essere disposto a sottoscrivere un progetto di larghe intese basato su quattro, cinque punti programmatici da portare a termine”.
E a tale scopo ha annunciato che “invierà a tutti i consiglieri comunali una lettera-proposta per invitarli a prendere in seria considerazione questa ipotesi”. Un obiettivo che ha però un ostacolo difficile da superare chiamato Sergio Povia, contro cui si è scagliato ancora una volta con veemenza, ritenendolo “l’ideatore e l’organizzatore di una metodica campagna acquisti politica, con promesse che mai potrà mantenere, pur di metterlo in difficoltà, anche a costo di consegnare la città al Commissario, come fece con Vito Mastrovito”.
Colui che in tanti “ritengono il futuro candidato sindaco del centro sinistra nonostante lui stesso abbia dichiarato più volte pubblicamente che non lo avrebbe mai fatto”. Ma che “nei fatti si comporta come tale”, anche “con mezzi poco leciti, come l’utilizzo di un simbolo che non gli appartiene e senza le previste autorizzazione a farlo”.
Un Piero Longo che non nasconde le “difficoltà incontrate nel corso di questi tre anni e mezzo di sua gestione della cosa pubblica”, così come non nasconde la possibilità che possa “essere sfiduciato”, questa volta in modo politicamente ineccepibile, come può essere considerata la mancata approvazione degli equilibri di bilancio. Ma è pronto a “lottare anche nel caso ciò dovesse accadere”, ad “andare a spiegare porta per porta il perché di queste lotte di potere”.
“Sono tanti i cittadini che non hanno capito le ragioni chiedendomi di andare avanti, di lottare per la città, e lo farò con tutte le mie forze, anche per non darla vinta a tutti quei traditori a cui non chiedo e non chiederò nulla perché se hanno tradito una volta possono farlo ancora, una, due, più volte. Ma soprattutto perché mi sento gioiese e amo questa città con tutte le mie forze, perché ce l’ho nel sangue. Sono profondamente innamorato di Gioia, salviamo insieme Gioia del Colle. Viva Gioia, viva Gioia, la nostra Gioia che non deve essere commissariata”.
Un chiarimento utilizzato a mo’ di comizio pre-elettorale che difficilmente potrà sortire gli effetti desiderati. Troppo distanti i suoi propositi, tra l’altro già perseguiti, rispetto alle richieste avanzate dai consiglieri di
maggioranza che lo hanno abbandonato. I quali, a loro volta, difficilmente torneranno sui loro passi. Nell’ul
timo consiglio comunale si sono esposti troppo per comportarsi da figliol prodigo.
Così come è altrettanto remota la possibilità che alcuni consiglieri di minoranza possano aderire a questo suo appello, l’unico, allo stato attuale, potrebbe essere Tommaso Bradascio, sempre più in rotta di collisione sembrerebbe con Povia ed il centro sinistra. Possibile, ma non scontato quindi, un suo appoggio esterno, al pari di Mauro Mastrovito, i veri aghi della bilancia politica che potrebbero far pendere da una parte o dall’altra le sorti di questa tribolata amministrazione, e a cui Piero Longo ha lanciato messaggi chiari e forti, per non dire fin troppo distensivi e propositivi.
Una conclusione che ha strappato gli applausi di alcun fans, troppo pochi, se si escludono parenti ed amici, rispetto a quello che era lecito aspettarsi.
A conclusione dell’incontro, a caldo quindi, abbiamo voluto intervistare il sindaco Piero Longo. Una intervista, la prima in assoluto, rilasciata al nostro sito web, a cui stranamente si è sottoposto volentieri, nonostante fosse affaticato, che sottoponiamo all’attenzione dei nostri attenti lettori, non dopo averlo ringraziato per la gentile concessione.
Si ringrazia Mario Di Giuseppe per il suo immancabile contributo fotografico.
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cambia il "maestro" ma non cambia la musica. questa vol... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
che schifo. è bene che lo sappiano i cittadini questo c... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
Certo vedere Povia dietro la processione farà un certo ... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
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Queste sono le notizie che danno lustro e onore alla no... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
quello che non dovrebbe andare al nostro SANTO PATRONO ... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
Ma Piero Longo andra' dietro la processione di San Fili...
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Commenti
privatizzare? significa pagare ad una cooperativa esterna circa 400 450 mila euro (poi dipende da cosa chiede la cooperativa!!!)...è così sostanziale il risparmio? e se mai ci fosse un reale risparmio la privatizzazione sarebbe il giusto prezzo da pagare? ho molte riserve....
Cosa si direbbe di "eventuali" eletti di sinistra che dovessero "casualmente" passare a destra ?
Grazie.
La Redazione
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Un saluto a tutti con l'augurio di una buona giornata.
Non ho parole e, se non avessi ascoltato il discorso del sindaco in Consiglio (grazie a Gioianet), non ci avrei creduto.
Faccio presente che le educatrici "colpevoli" di aver VOLUTO il secondo figlio, hanno più di 35 anni e quindi poco tempo resta, ma di questo al Sindaco (che io ho tanto amato), poco importa.
Che dire? Il pericolo (certificato) di poter perdere il desiderato figlio, non ha nessun valore per Longo.
Che delusione, Sindaco! Che volgarità i termini da lei usati!
Dovrebbe fare ammenda e chiedere scusa alle donne, alle mamme lavoratrici e non, e, perchè no? Anche alle nonne!
sarebbe più onesto bloccare il concorso e dire che avete già deciso di darlo al privato. Avete lasciato noi mamme "in mezzo ad una strada" non aprendo le sezioni con una graduatoria già fatta VERGOFNATEVI!!! E DOVREMMO CREDERVI NUOVAMENTE, NO, PROPRIO NO.
sfido qualcuno a smentirmi...
alla faccia delle pari opportunità! mi riferisco in particolare al discorso di dimissioni in cui si parla della maternità delle maestre del nido: accompagnato dallo sghignazzo dei presenti si arriva a ipotizzare ad un virus o spermatozoo vagante nell'asilo.... CHE VERGOGNA!