Sabato 26 Maggio 2012
   
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ABBATTUTI I SECOLARI ULIVI DEL RONDÓ EX SS 100-foto

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ulivo-abbattuto-macchineGIOIA DEL COLLE\ I rondò, le rotatorie o come volete chiamarle, continuano a destare scalpore e a suscitare indignazione. Non solo per la loro realizzazione a dir poco bislacca, a misura di assessore che viene e che va, ma anche per la moria di quegli alberi, da tutti riconosciuti come simboli del nostro territorio, che gli stessi politici dicevano di aver “amorevolmente” piantato al loro interno, dopo aver ordinato, da perfetti “inesperti”, la loro estirpazione da quei terreni dove le secolari piante avevano messo le prime radici, crescendo rigogliosamente e in perfetta salute per decenni e decenni.

Una operazione che a distanza di qualche tempo ha prodotto i perfidi frutti che in tanti avevano previsto. La ulivo-abbattuto-2loro lenta agonia. Una agonia che si è protratta senza alcun intervento conservativo fino alla loro morte, e di conseguenza al loro completo abbattimento.

Come accaduto venerdì scorso agli alberi di ulivo presenti, e fino all’altro ieri in bella mostra, sul rondò realizzato sulla intersezione tra la ex statale 100 e la complanare che collega le strade provinciali per Putignano-Noci-Acquaviva-Santeramo.

Un fatto che lascia esterrefatti e senza parole, ma che, ne siamo certi, non troverà mai un colpevole (il rondò è stato realizzato con il soldi della Provincia ma il comune avrebbe dovuto provvedere alla loro “manutenzione”).

ulivo-salvator-rosaIn questi casi il classico scaricabarile politico è d’obbligo, figlio prediletto dei nostri amministratori, più che mai miopi, incompetenti, inconsapevoli e, peggio che peggio, “voltagabbana”.

E questo, dopo le “palme girovaghe”, non è che un ulteriore, ma non ultimo, esempio di scempio ambientale perpetrato ai danni della natura e della collettività. E fra poco la stessa sorte toccherà anche ad altri alberi, ne siamo certi, presenti in altri rondò, scusate rotatorie, della discordia diventate, dopo quanto accaduto, anche della morte.

(Scatti fotografici a cura di Donato Stoppini)

Commenti 

 
#3 schizzo 2011-10-10 13:34
che schifo...e ci sono altre decine di esempi...si vedano per esempio l'albero piantato a piazza livia che è pieno di malattie ed aveva le foglie secche già da giugno, gli alberi di via roma potati come se fossero peri o percochi, gli alberi di recinto di piazza pinto a cui è stata tagliata la cima deturpando IRRIMEDIABILMENTE la loro forma naturale a cono, quelle quercette piantate qualche anno fa ovunque che oggi appaiono sofferenti e con forme NON da piante cittadine..
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#2 vito giuseppe 2011-10-10 10:27
Stessa sorte per la piazza all'ombra, nel giro di un anno, non esiste più niente è rimasto solo lo scempio e questo tutto a spese nostre è ora che questi amministratori scendono da Palazzo S. Domenico però prima gli dobbiamo far pagare tutti i danni che questo paese sta subendo.
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#1 arianna z 2011-10-10 08:30
Il problema è sempre lo stesso, una pianta ha delle necessita che vengono sistematicamente ignorate, il verde cittadino è facile da realizzarsi ma complicatissimo da gestire perchè in primis dovrebbe essere programmata la manutezione e di conseguenza l'innaffiatura costante la potatura la concimazione, nella fattispecie almeno dei primi anni di vita, visto che parliamo di ulivi estirpari e ripiantati. Quindi, amministratori, nel momento in cui decidete di creare un'aiuola, partite dal suo domani e poi piantumate. l'acqua è indispensabile, la programmazione è la sicurezza della realizzazione altrimenti i NOSTRI soldi, come sempre sono stati sprecati.
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