Il servizio pubblico regionale dei trasporti è a rischio stop, lo afferma l'assessore al ramo Minervini. “Alla Puglia mancano 45 milioni del trasporto pubblico regionale stanziati dallo Stato ma non ancora trasferiti. È in gioco la credibilità istituzionale dell’esecutivo e il servizio messo a disposizione dei passeggeri. Inoltre il prossimo anno, se il taglio del 75% dovesse essere confermato, si arriverà al collasso del sistema di trasporto pubblico”.
“Abbiamo potuto erogare a Trenitalia - prosegue Minervini - meno di 12 milioni, neanche tutta la prima trimestralità. Trenitalia ci ha già chiesto gli interessi sui mancati introiti e questa incertezza sta producendo già inevitabili ricadute negative per i pendolari”.
Ogni anno vengono movimentati 300 treni al giorno (sulle linee Bari-Barletta-Foggia; Bari-Brindisi-Lecce; Bari-Gioia del Colle-Taranto) con circa 13,8 milioni di passeggeri per un costo di 90 milioni. Solo un terzo è coperto dal ricavo della vendita dei biglietti, gli altri 60 milioni arrivano in larga parte dai trasferimenti statali e 3,5 milioni dal bilancio autonomo regionale. A fronte di questo bisogno la quota assegnata alla Puglia per il 2012 è solo di circa 15 milioni, esattamente il 75% in meno di quanto è necessario per mantenere gli attuali livelli di servizio.
“Ci stiamo preparando al peggio - ammette l’assessore - ci prepariamo alla fase in cui dovremo gestire il servizio con meno risorse. Con Trenitalia stiamo pro
vando a razionalizzare, allentando il servizio dove è minore la domanda e potenziandolo sulle direttrici con maggiore affluenza di pendolari. Partirà in questo senso già dal 1° ottobre una sperimentazione sulla Gioia-Rocchetta e sulla Canosa-Spinazzola di riduzione delle corse e conversione con servizi su gomma che assicurano il servizio, ma costano tre volte di meno. Stiamo elaborando un nuovo modello di organizzazione del servizio che individui stazioni dove far confluire i servizi su gomma per poi potenziare i collegamenti su ferro con maggiori partenze. Ma tutto questo rischia di non essere sufficiente. Se non abbiamo risposte dal governo dovremo muoverci verso la prospettiva di elevare il costo dei biglietti, gli investimenti sul rinnovo dei treni e stiamo valutando, come altre regioni, un possibile ritocco all’accisa sui carburanti. Dobbiamo aprire una discussione pubblica sugli scenari possibili”.
(fonte: corriere mezzogiorno)
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