Giovedì scorso, giorno in cui abbiamo scritto di quanto accaduto al nostro concittadino Giuseppe Capodiferro (GIOIESE MIRACOLATO DALLA MADONNA DI MEDJUGORJE), su Palazzo San Domenico, sede del Municipio, andava in scena una nuova puntata della sit-comedy “Fiumi di parole: guadagnare e non produrre”.
A dire il vero fino all’ultimo abbiamo sperato in un altro miracolo, che i nostri provetti attori riuscissero finalmente a completare il loro copione, ma così non è stato.
Dopo ben oltre 8 ore di inutili discussioni e fiumi di parole la seduta è stata rimandata a martedì prossimo. Degli 11 punti in discussione, più un ulteriore punto aggiunto in extremis dal sindaco Piero Longo, di cui però non c’è più traccia sul sito istituzionale del comune, solo uno è riuscito, si fa per dire, a superare l’esame.
Il sipario si è alzato alle 10 in punto, quando è andato in scena il primo atto, durato fino alle 13, per poi rialzarsi, dopo una breve pausa (???), alle 16 orario in cui è iniziato il secondo atto durato ininterrottamente fino alle 21 circa.
Una rappresentazione in cui il ruolo da protagonista è stato interpretato ancora una volta dal consigliere Tommaso Bradascio, che quasi da solo ha messo in difficoltà l’intera maggioranza, orfana, nei momenti cruciali, dei consiglieri Dongiovanni e Paradiso che hanno votato a favore dell'opposizione, quindi contro la Giunta Longo. Assente (giustificato?) Mauro Mastrovito.
La discussione si è arenata sul bilancio consuntivo relativo all’anno 2010 che, secondo Bradascio, “è da ritenere falso in quanto non contempla i debiti, comunque in essere accumulati nei confronti della Spes Gioia Spa per i servizi erogati. Debiti che dall’originario 1 milione e 200 mila euro, sono arrivati ad oltre 2 milioni e 300 mila euro”.
Secondo il consigliere “era stato promesso che sarebbero stati quantizzati e ufficializzati in modo ineccepibile, ma ad oggi sembrerebbe esattamente il contrario, per cui mi chiedo come hanno fatto i Revisori dei conti ad approvarlo e a dare il loro parere favorevole. In queste condizioni non possiamo assolutamente pensare di approvarlo, né tanto meno di apportare delle variazioni, nemmeno a quello di previsione”.
“La stessa situazione l’ho anche evidenziata - conclude Bradascio - per la manifestazione Baccanà Gioia/Fiera, dove erano in programma diverse richieste di assestamento, ma senza le carte, le pezze giustificative non se ne fa nulla, perché non si può fare nulla. Anzi, il sindaco ci deve dire che fine hanno fatto i soldi raccolti da
Alessio Milano e Alex Savino. Anche in questo caso vogliamo un resoconto dettagliato che al momento non c’è ancora ma che Piero Longo aveva detto, l’anno scorso, avrebbe reso pubblico”.
Una situazione a dir poco paradossale e senza uscita che probabilmente potrebbe far presagire a una soluzione eclatante, come la richiesta di sfiducia da consegnare al sindaco. I numeri sono numeri e in questo momento la minoranza dovrebbe averli tutti per poter sperare di far cadere Piero Longo.
Infatti, ai 10 voti contrari ottenuti nella votazione della mozione presentata dal consigliere Bradascio, se ne potrebbe aggiungere uno ulteriore, quello di Mauro Mastrovito, vale a dire le 11 firme necessarie per sottoscrivere quell’agognato documento che il sindaco, rivolgendosi ai suoi detrattori, continua a sfidare gli venga consegnato.
Sarà questa la volta buona? Forse, ma ci vorrebbe un ulteriore miracolo, o perlomeno una spintarella nella “conversione” definitiva e certa, alla causa della minoranza, anche di Filippo Tisci, per ripararsi da eventuali ripensamenti dell’ultima ora. Avverrà mai?
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Commenti
Meditate gente, meditate.
Già da tempo si paventava questa crisi al comune, andando avanti solo per spirito di... "convenienza" e infischiandosene di quanto stava accadendo in questa città. Ora dovremo anche accollarci eventuali ammanchi di bilancio che questi signorotti ci lasceranno in eredità, per colpa di una politica volta a favorire frivolezze e passa tempo.
Questo Gioia ha voluto e questo è ciò che la città si è ritrovata:
le pezze al cu..
la mia speranza è quella di non ritrovarmi alle prossime elezioni a dover decidere di votare il male minore, la speranza credo condivisa da altri è di vedere ascoltare e seguire, persone nuove competenti e che coinvolgano positivamente tutti i cittadini nello sforzo di migliorare il paese senza prenderci per il .... con false promesse. ciao a tutti.
è bene che si vada a votare nella speranza che al centro ci sia un progetto di rilancio per Gioia, che si pensi alle cose fondanti, alle questioni irrisolte e non alle frivolezze (vd. pupi fritti).. ma che ci vogliamo fare.. spesso a noi cittadini ci piace il fumo negli occhi..poi non lamentiamoci.
Un caro saluto a tutti
Hanno scelto di stare dalla parte della città ed ora ci restano.
Chi dovrebbe invece farsi un esame di coscienza e scegliere da che parte stare è proprio l'avvocato.
Come nell'Amleto di Shakespeare:
ESSERE O NON ESSERE
E' meglio restare qui e presiedere consigli comunali che ormai non dicono nulla e prendersi comunque il relativo gettone
(rischiando di non essere rieletto) oppure schierarsi con il resto della città affamata di servizi pubblici e sete di giustizia?
Per quanto riguardo il sindaco farebbe bene a dimettersi non avendo + una maggiornaza e non riuscendo a governare.
Per il resto ... ai posteri l'ardua sentenza!