
Un fulmine a ciel sereno, sotto forma di querela ma tanto simile ad una potente scarica elettrica, quello scagliato dal sindaco Piero Longo nei confronti dell’ex collega Paolo Covella (da anni entrambi appartenenti alla categoria dei giornalisti pubblicisti, entrambi attivisti ieri e personaggi attivi oggi della politica locale, anche se su opposti versanti).
Una querela inspiegabile, a prescindere dalle cause scatenanti (si parla di una intervista più o meno immaginaria pubblicata sull’ultimo numero in edicola del periodico politico “gioiademocratica”, tra l’altro uscito con un errore nella prima edizione e fatto ritirare nel limite del possibile, ndr), che evidentemente il sindaco Piero Longo non ha per nulla gradito, lui che aveva fatto della satira più che pungente la sua arma vincente nei confronti dell’ex
sindaco Vito Mastrovito e del centrosinistra, contro cui nessuno di loro ha mai presentato denuncia. Risultato? Oggi continuano a leccarsi le ferite, conseguenza di quelle stilettate.
Una querela però ben meditata ma soprattutto ben organizzata, se si considera che ha voluto comunicarla a mezzo di una conferenza stampa indetta per le ore 18.00 preceduta da una brevissima nota inviata, via mail alle 15.28 di oggi, come sempre in questi casi, a pochi intimi, forse per sbaglio anche al sottoscritto che così recitava: “Oggi, lunedì 12 settembre, alle ore 18.00 presso la Sala del Consiglio di Palazzo San Domenico, il Sindaco ha convocato una conferenza stampa per relazionare sull'attività locale”.
Sull’attività locale, si guardi bene, che nulla mai e poi mai avrebbe fatto pensare ad un atto così estremo quale può essere considerato quello di querela
re Paolo Covella, non solo il giornalista "incriminato", ma anche l'esponente di spicco di un partito più che in ascesa e tra l’altro avversario nell’agone politico-amministrativo locale. E se qualcuno non avesse avuto la possibilità di controllare la posta elettronica in tempo utile, come il sottoscritto, come avrebbe potuto saperlo?
Ovviamente tramite terze ed interposte persone, giungendo per questi motivi in ritardo e non potendo assistere e quindi ascoltare il suo soliloquio. Alle 18.15 circa la seduta era stata già sciolta. Strano però che nonostante questa fretta fossero presenti gran parte dei suoi fedelissimi interlocutori, telecamere comprese. Per gli assenti (il sottoscritto e qualcuno di Gioiademocratica) nessun riguardo, nemmeno una telefonata per sapere se erano in dirittura di arriv
o o per sollecitarli a fare presto.
Questo mi ricorda tanto un altro episodio che aveva avuto come protagonista della querela sempre il sottoscritto e un assessore di una delle giunte Mastrovito. E già, per quanto fossi di parte, me la sono beccata anch’io la querela. Chiesi di andare avanti perché era mia intenzione scoperchiare con questo mezzo tutte le pentole che allora bollivano, ma non se ne fece più nulla, qualcuno pensò bene che era meglio tirare i remi in barca e mettere tutto a tacere.
Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione anche se con attori diversi. Evidentemente i corsi e i ricorsi storici si ripresentano sempre ciclicamente, a prescindere da chi governa, con facce diverse ma con gli stessi soggetti (giornalista e politico), stesse motivazioni (le offese più o meno gratuite), mi auguro con gli stessi risultati (un nulla di fatto).
In questo clima amministrativo più che alle parole bisognerebbe pensare ai contenuti, ai problemi irrisolti che assillano la città, alle beghe interne che non fanno crescere il nostro tenore di vita, all’attività amministrativa da troppo tempo ingessata, altro che pensare alle querele su temi quasi goliardici, ma evidentemente tutto serve, anche alzare, nel bene o nel male, i classici polveroni come questo, pur di sviare l’attenzione dal quotidiano e non parlare dell’arrosto che sta bruciando ma che tutti speravamo fin da tre anni fa di poter gustare.
Sindaco, lei può anche andare avanti, ma Paolo Covella, in virtù della doppia figura che incarna nella società gioiese, troverà sicuramente tanti sostenitori, anche alla luce di tutto quello che è accaduto e sta accadendo da mesi e che è sotto gli occhi di tutti. Se poi vuol prendersela con i critici politici e sperare di fargliela pagare, faccia pure, ma credo che se ne dovrà assumere tutte le successive conseguenze, politiche ovviamente.
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Commenti
qualcuno può aggiornare sul consiglio comunale di ieri.
Leggendo i giornali stamattina, sembrerebbe che il nostro sindaco, sia stato l'unico in Italia a non scioperare contro la manovra del governo centrale,
visto che tg e fogli d'informazioni danno la notizia che
ieri hanno scioperato gli oltre 8100 sindaci d'ITALIA.
Ecco è questo il problema!
Io le ho risposto: "Purtroppo davanti alle poltrone e al potere, CERTE persone sono troppo deboli. Provano una frenesia, per fortuna a me sconosciuta, che dev'essere molto simile ad una passione amorosa e come in una passione loro vivono in uno stato alterato di coscienza. In questo stato sono oggi alcuni dei nostri amministratori e a nulla vale lo sdegno della gente, la maggior parte di essa almeno lo è, anzi non vogliono vederlo e preferiscono illudersi di essere potenti per sempre. Invece, parafrasando qualcuno molto più nobile di noi: il POTERE è "una cosa umana e come tutte le cose umane ha un inizio ed avrà una fine".
Quindi anche davanti a questi commenti, alcuni quasi violenti, i signori nostri amministratori non desisteranno, si iluderanno di essere ancora maggioranza e nel frattempo, senza nessun amor di patria precipiteranno il nostro paese forse in un baratro. Questo posso dirlo anche perchè ho avuto la "sfortuna" di poterli osservare da vicino il primo giorno del loro insediamento a Palazzo San Domenico. Mi impressionarono per la loro invadenza e penetrarono velocemente in ogni stanza. Sembrarono ai miei occhi dei cani famelici, avevano sete e la loro era sete di potere.Ci hanno illuso, col falso motto dell' ORA SI CAMBIA, ed invece hanno tentato di mantenere i gioiesi in un perenne infantilismo sociale e culturale proponendoci giochi, ballerine, cantanti per adolescenti, pupi fritti, cherichetti e compagnucci della parrocchietta scambiandocelo per divertimento. Solo il loro però.
Adesso che il giocattolino sta per rompersi come faranno ad abituarsi ad essere signor Nessuno? E' logico che si opporranno e come nelle migliori tragedie greche faranno errori su errori, calpesteranno e infameranno chiunque ma non avranno mai il coraggio di dirsi: "Va bene, forse ho perso, adesso tocca ad un altro!".
Saluti Covella, sarà per te un onore essere stato querelato da Longo.
Vediamo dunque se Piero Longo ha gli attribbuti per competere ad armi pari con Covella, senza nascondersi dietro il Comune. Altrimenti è l'ennesima presa in giro a spese di noi tutti. Forza Covella!!!
Per Tina parrucchiera: Se siamo nella situazione da te descritta, la colpa è di Berlusca che "NON CI GOVERNA" da circa 20 anni (a parte una parentesi di pochi anni/mesi della sinistra).
La crisi italiana non è colpa ne di centro ne di sinistra; è colpa di un solo uomo (che ha sempre e solo curato i suoi interessi familiari), di buona parte della destra che si è sempre asservita allo stesso uomo, di buona parte della sinistra che non agisce in opposizione come dovrebbe perché anch'essa proiettata a difendere i propri interessi.
A livello locale (non solo Gioia), lo stesso.
ma come si può affidare un Paese ad un Sindaco che non riesce a capire che quell'intervista era una evidentissima satira politica...oltre tutto è stato un ...giornalista?????(..una ragione in più per abolire l'ordine dei giornalisti...visti i risultati...)
feltri sospeso per il caso boffo dove lui stesso ha ammesso quello che ha fatto...
belpietro non è mai stato sospeso, nonostante la polizia stia ancora cercado il suo presunto attentatore
più che voci fuori dal coro sono giornalisti pagati dalla famiglia berlusconi, più servi di così si muore
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