Sabato 26 Maggio 2012
   
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L’ITALIA: “LA TOMBA DELLO STATO DI DIRITTO”

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mani-pulite-377Dio è morto, Marx pure e lo Stato di diritto nel nostro Paese non sta poi mica tanto bene. Anzi possiamo tranquillamente accertare la sua morte. Da anni è in corso una lotta crudele tra la politica la giustizia. Da questo conflitto perenne esce sconfitto un intero sistema e oggi possiamo affermare a malincuore che in Italia la legge non è uguale per tutti.

Il giustizialismo di Mani Pulite e l’impunità del berlusconismo sono i principali responsabili del naufragio totale della giustizia nostrana.

La Seconda Repubblica non è decollata perché la Prima è mani-pulite-poolstata spazzata via con la violenza della via giudiziaria alla politica. Questo è un passaggio fondamentale per comprendere la malattia istituzionale della nostra democrazia parlamentare. È necessario fare un passo indietro, e tornare agli anni della ghigliottina mediatica. Un manipolo di giudici, riunitosi in un Pool, misero in atto con l’abuso della carcerazione preventiva una campagna di odio contro la Dc e il Psi. L’obiettivo era il loro abbattimento, senza aver alcun rispetto per le regole fondamentali dello Stato di diritto.

Il Pool aveva le idee chiare: abbattere la democrazia dei silvio-berlusconi-bettino-craxi-459x5011partiti con lo strumento antidemocratico del giustizialismo. Napoleone Colajanni in un libro dedicato a quella stagione (Mani Pulite? Giustizia e politica in Italia, Mondadori, 1996) affermò che tra le cause dell’attuale stato d’incertezza, non solo politica, in cui versa il nostro Paese si debba annoverare anche il modo in cui ha operato la magistratura. È illuminante quanto scrive a proposito dei giudici di Tangentopoli. “Questi uomini avevano però alcune caratteristiche comuni: l’avversione per il sistema dei partiti, che di fatto diveniva avversione per la democrazia così come esiste in Italia; la consapevolezza di disporre di uno strumento formidabile, qualora lo si fosse potuto usare, per operare il cambiamento; un orientamento, che si potrebbe definire fondamentalista, per cui la giustizia è una sorta di macchina inesorabile al cui centro è l’obbligo dell’azione penale, da portare avanti in ogni circostanza, qualunLa_18deg_legge_ad_personamque essa sia”.

La via giudiziaria alla politica con il terribile tintinnio delle manette ha aperto scenari inquietanti.

Poi è arrivata la stagione delle leggi ad personam, che ha avuto il suo apice nell’ennesimo voto di fiducia con cui il Senato ha approvato il processo lungo.

La legge approvata in questi giorni garantisce di mandare in tilt l’intero sistema giudiziario: i giudici hanno l’obbligo di ammettere tutti i testimoni pertinenti alla causa senza alcun margine valutativo possibile sulla loro rilevanza o superfluità rispetto alle circostanze da processo_lungoaccertare. Questo significa che l’impunità raggiungerà ampiezze macroscopiche.

Il giustizialismo sommario di Tangentopoli ieri, e la strategia di demolizione delle regole costituzionali del diritto praticate dai berlusconiani oggi, hanno dato il colpo di grazia definitivo alla speranza di ridare dignità al concetto di giustizia giusta.

L’Italia non è più la culla del diritto, ma ne è la tomba.

Commenti 

 
#3 Ferdinando 2011-08-05 15:04
Quando il Berlusca rischia di essere defenestrato, è nell'occhio del ciclone per qualche motivo o è condannato a restituire milioni (qualcuno ci ha fatto caso?)ecco che d'improvviso LA BORSA VA IN TILT e scoppia la crisi... Sarà, ma io credo che con quelle quattro azionucce qua e là e vari trilioni da investire SIA TUTTO CALCOLATO e per un triplice scopo: FAR CASSA, DISTRARRE GLI ITALIANI dal guai del suo premier e TENERE SOTTO SCACCO le aziende di cui, da oculato investitore, si è appropriato comprando al ribasso. C'è qualcuno che controlla chi sta dietro tutte queste manove speculative? Forse sarà FANTAPOLITICA o il caso... ma succede sempre! Oltre che mandarlo a casa, bisogna RENDERLO INNOCUO. Questo qui fa crollare anche l'America, altro che Bin Laden!
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#2 questecosenonsifanno 2011-08-03 14:08
non credo che in tutto questo ci sia un piano quasi eversivo della magistratura nei confronti della politica. direi che è il contrario. che ci troviamo da anni di fronte ad una politica che non vuol essere sottoposta al giudizio della legge, che crede e pretende di essere immune da qualsiasi azione legale intrapresa nei loro confronti dalla magistratura e dai giudici. e berlusconi ne è l'emblema. da quando c'è lui tutto si può fare, anche le leggi ad personam, che poi immancabilmente vengono estese a tutti coloro che hanno commesso atti illegali o illeciti, e , non solo in politica. ieri il berlusca voleva a tutti i costi il processo breve, non avendolo ottenuto si è rifugiato nel processo lungo, entrambi con lo scopo evidente di non essere giudicato e insieme a lui tutti i suoi seguaci che chissà pechè continuano a votare queste leggi palesemente antidemocratiche. E la sua tesi più volte conclamata, di voler migliorare la giustizia in Italia, è una lapalessiana menzogna. Altra sua menzogna, grande quanto il suo patrimonio che nonostante la crisi continua a crescere smisuratamente, è quella sullo stato in cui versa la nostra nazione. fino a ieri lo considerava per nulla preoccupante, tanto da chiamare catastrofistici o iettatori tutti coloro che non la pensavano come lui. salvo cambiare idea il giorno dopo, non mesi dopo, e decretare la crisi economica-finanziaria italiana, addirittura a rischio fallimento. ecco questi sono i personaggi che ci governano, e in tutto ciò la giustizia, la magistratura, non riesce ancora a fare totalmente il suo dovere, anzi rischia di rimanere ancora una volta bloccata al palo di partenza.
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#1 Gab 2011-08-03 11:25
Bah,probabilmente l'unica colpa del "manipolo di giudici" è stata quella di non averli messi tutti dentro quei ladri visto che ce ne sono ancora molti (se non tutti) seduti ancora sulle sedie dorate...
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