Ma quali assenze giustificate per malattia o per ferie. Quelle “defaiance” che si stanno registrando da mesi nei banchi della maggioranza gioiese sono solo riconducibili ai continui mal di pancia esistenti fra i consiglieri del centro destra. Una vera e propria armata “Brancaleone” capeggiata da un sindaco sempre pronto a rinverdire il come eravamo e l’epopea del brigantaggio.
Quello che il primo cittadino e i suoi affini stanno interpretando alla grande, è un continuo assalto alla diligenza che sta spingendo il nostro comune nel vortice di un
incontrollato dissesto finanziario. Scorribande che hanno preso il via all’indomani dell’ascesa a palazzo San Domenico del centro destra, con il rifacimento degli infissi alla Scuola San Filippo Neri (lavori per i quali il comune è stato condannato a risarcire il secondo classificato di questo appalto).
Che dire dei tanti cadeau elargiti dalla giunta Longo alla LUM e di quelli indirizzati agli organizzatori dei mercati e mercatini? E dei lavori iniziati e bloccati al Casino Palmentullo (dove dovrebbe sorgere la struttura del “Dopo di noi”) per assenza, sembrerebbe, di fondi per ultimare l’impianto elettrico e la strada d’accesso?
Che dire dei gravi ritardi che s
i stanno accumulando per risolvere la questione passaggio a livello, dove si rischia di perdere i 6 milioni di euro messi a disposizione dall’allora assessore Loizzo? E del forziere vuoto della Spes che non permette di effettuare la spesa corrente (infatti, il mese scorso i dipendenti sono stati pagati in ritardo e vengono trascurati quelli verso i fornitori)?
Che dire, infine, dei venti e passa consigli comunali andati a vuoto, che in ogni caso hanno portato il Comune a sborsare gettoni di presenza per circa 40 mila euro?
Ma i problemi del nostro comune non finiscono qui. Tanti degli argomenti posti all’ordine del giorno nei diversi consigli comunali e rinviati (al momento quello più scottante è legato alle zone F e al project financing sul cimitero), rappresentano uno scoglio irto da superare per la giunta Longo, che sta vivendo proprio all’interno della sua coalizione le maggiori frizioni.
Problemi che stanno sfibrando una città, finita nella morsa del pressapochismo di un sindaco incapace e cocciuto che alle dimissioni preferisce il vivere alla giornata, anche se alla stregua di un fachiro.
Palese decadenza che espone la nostra città di fronte a due fragilità. La prima di natura strutturale (nulla è stata in grado di produrre l’attuale amministrazione, se non un rondò mal fatto) e finanziaria che sicuramente porteranno le giunte che verranno a sacrifici di lacrime e sangue. L’altra politica, checché ne dica qualche menestrello del centro destra.
Tutto ciò grazie alla liquefazione della leader
ship di Longo (ammesso che l’avesse raggiunta), che palesemente non guida più né la Giunta né la coalizione che l’ha portato sullo scranno più alto del comune gioiese, oggi in balia di mestieranti della politica.
Tanto basta a convincere anche i più tenaci dei suoi supporter a pensare e forse anche a dire: sindaco perché non si dimette? Altri, mutuando uno slogan delle donne, a dar loro manforte, aggiungendo: “Se non ora quando?”.
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Commenti
non dobbiamo più dare voti in cambio di favori....è tutto una tangente che parte dall'assessore e arriva fino a Palazzo Chigi.... Ragazzi noi possiamo cambiare le cose, non possiamo veder andare l'Italia in fumo!!
Attenzione perchè arrivare alle rivoluzioni non ci vuol nulla, e lì.... si fa solo carneficina..
Denunciamo e forse qualcuno comincerà a pagare.... a Gioia respiro aria Mafiosa, faccendieri, giro di denaro... ma si cammina a testa bassa e non si vede o non si vuol vedere!
Si sa comunque! si dice già in giro che è un covo di comunisti qui.
Mi appello al direttore di Gioianet. Ti sembra un articolo questo?
Se lo scopo della sua candidatura a leader della coalizione di centrodestra prima e a Sindaco poi furono formulate e volute proprio per questo, per ottenere quello che vediamo oggi e che abbiamo visto in questi ultimi anni: scorribande e libertà d'azione dei singoli - quasi tutti in qualche modo legati a palesi o nascosti conflitti di interesse -.
Se la sua candidatura era tutta fondata su patti e litigi in seno ai partiti di centrodestra mai risolti ma con il comun denominatore delle capacità di comunicatore del prescelto. Capacità che garantiva - sulla carta - un percorso in discesa che avrebbe facilitato la ricucitura di tutti i dissidi. E così è stato, i dissidi nella maggioranza si dissolgono subito non appena il grande comunicatore soddisfa le molteplici esigenze. Che poi queste esigenze coincidono con manifestazioni, eventi, concerti, monumenti, rondeau e quant'altro...mbe, questo ormai lo sappiamo tutti, è la cambiale che assessori e consiglieri devono pagare al comunicatore. Inaugurazioni, onnipresenza e firma di manifesti. Tutto a posto, sulla carta di diceva. E lì ci sono le firme che contano, sui manifesti. Gli interessi dei cittadini possono attendere.