Il 12 e il 13 giugno il Paese sarà chiamato ad esprimere un voto su acqua, ambiente e legalità, tre temi che attengono allo Stato di diritto e che quindi non hanno colore politico.
Per questo l’IDV Gioia del Colle, visto l’assoluto silenzio di alcuni partiti, ha inviato 2 lettere aperte al sindaco, agli assessori e ai consiglieri per conoscere la loro posizione sui temi oggetto del referendum. Sarebbe stato molto positivo aprire un dibattito serio, in cui ognuno avrebbe potuto sostenere le ragioni del sì e del no, al di fuori di ogni id
eologia, rendendo più fruibili i temi referendari e offrendo ai cittadini un’informazione approfondita e corretta. Il Sindaco, invece, ha preferito ignorare il nostro invito, decidendo di non dichiarare pubblicamente quale opinione ha in merito alla consultazione referendaria.
L’unica risposta pervenuta alla nostra segreteria, è stata quella del consigliere Mauro Mastrovito, che ha esposto, in maniera chiara, la sua apprezzabile opinione.
(Segreteria IDV - tel. 328.2486.232, via Santa Maria Maddalena, 27 - Gioia del Colle)
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Commenti
In merito al Pd, vorrei sottolineare che non mi pare che si fosse qui vantato di qualcosa ma piuttosto che, tirato velenosamente in questione da "ilparadise", ho ritenuto di esprimere la mia opinione. Quindi si eviti, signora Scarnera, di scaricare tutto sul Pd quando sono stati altri (e si rilegga gli altri commenti) a tirarlo per i capelli. E, al di là del mio intervento, non capisco a chi si riferisse con la frase in cui allude che solo il PD si stia vantando. Dove? Quando?
L'intervento di Tonia Scarnera è un ulteriore risposta a chi, come "paradiso", affermava che il PD non avesse affisso manifesti. I manifesti c'erano. Insieme a SeL e IdV.
Infine, per concludere con il signor Vinci, mi colpisce che, pur facendo parte, se non ricordo male, del Pd, non sia intervenuto per difendere lo stesso quando veniva accusato d aver taciuto sui referendum (quando, avendo dichiarato di aver aderito al Comitato, doveva ben essere informato del contrario), ma è intervenuto in difesa della sua associazione che nessuno aveva tirato in ballo.
Davvero sono gli altri ad avere pregiudizi e a non essere ben informati?
Meno lezioni, dunque, e più concretezza e verità. Tutti a votare per il SI' al referendum per raggiungere il quorum. Le polemiche lasciamole ad altri.
Librtà e Giustizia ha fatto parte del Comitato referendario ed ha contribuito abbondantemente con il materiale pubblicitario. Fermo restando che i manifesti stampati dal Comitato sono stati appena 10 e usati esclusivamente per i Presidi istituiti, per tappezzare il Pulmino che ha girato giovedi e per tutte le pressanti iniziative realizzate per quasi un mese. Il Comitato ha usato esclusivamente le bandiere per l'acqua e per il nucleare, in quanto con decisione unanime, ci si è prefissati di non usare le bandiere di Associazioni e Partiti aderenti, tranne che per la serata conclusiva quando è stato allestito il palco. Ma a parte questo, per la città oltre ai manifesti del PD vi erano anche quelli di IdV e SeL, ma nessuno si sta vantando di aver messo più o meno manifesti se non il PD.
Vorrei ricordare alla sig.ra Miriam, che la Campagna per i referendum ha inglobato le forze sane del Territorio, senza che nessuno primeggiasse sull'altro. Quindi consiglierei di evitare ulteriori polemiche che come al solito danneggiano giornate di impegno condiviso. Tutti giù dal piedistallo, uguali per un unico obiettivo....il raggiungimento del Quorum e la vittoria dei 4 SI. Nel caso in cui l'Istituzione di Libertà e Giustizia provochi dei malumori, ci dispiace per voi, ma noi ci siamo e faremo sentire la nostra voce, che sarà quella dei cittadini.
Per amore di verità, infine, vorrei far notare al signor Vinci che non risulta affisso nessun manifesto del Comitato referendario.
Sicuro che il signor Vinci abbia aderito al Comitato? Qualcuno l'ha visto?
se un giorno(mi auguro mai) dovesse accadere un incidente alle centrali nucleari francesi o svizzere,la radioattivita' arriva o no da noi?
Quindi deduco che gli interessi siano ben altri e non la salvaguardia del territorio.
Grazie
Riteniamo quindi sia opportuno commentare le opinioni espresse da entrambi sui temi referendari.
Anzitutto cogliamo con molto favore la posizione che i due consiglieri hanno sui quesiti inerenti l'acqua, entrambi voteranno SI.
Sul legittimo impedimento, invece, cogliamo le differenze di vedute, che sapevamo esserci. Mauro Mastrovito tende comunque al SI, per Giovanni Mastrangelo sarà un deciso NO. Ovviamente rispettiamo la sua opinione, ma è bene chiarire due aspetti: primo chiediamo un voto per abrogare un vero e proprio privilegio che il Presidente del Consiglio e i Ministri si sono ritagliati, perché una norma simile non dovrebbe esistere per nessun Governo, espressione di qualsiasi maggioranza e in secondo luogo nessun Governo in questo paese è caduto perché il suo presidente ha ricevuto un avviso di garanzia. Non è questo il luogo per aprire un dibattito, ma il primo governo Berlusconi cadde perché una delle forze politiche che lo sostenevano, la Lega, uscirono dalla maggioranza. Chiunque può informarsi. Infine anche sul nucleare emergono divergenze con la nostra posizione ed entrambi i consiglieri sono orientati all’astensione. E’ necessario sottolineare che l’IDV, come unica forza politica, ha iniziato a raccogliere le firme molto prima del dramma giapponese, appena dopo la presentazione del Piano Scajola per la costruzione di 4 centrali nucleari. Solo dopo il disastro in Giappone, le altre forze politiche hanno deciso di appoggiare senza più tentennamenti il referendum. Di questo siamo comunque lieti, come si dice: “Maglio tardi che mai”. Inoltre quando l’avvocato Mastrangelo dice che le centrali nucleari sono costruite in paesi a noi vicini e dunque in caso di disastro saremmo comunque coinvolti, occorre chiarire che in caso di disastro nucleare le distanze non sono irrilevanti. Sarebbe già grave se ci fosse un incidente nucleare ad esempio in Francia, ma sarebbe ancora più grave se ci fosse in Italia. Non dimentichiamo che la catastrofe di Fukushima ha prodotto comunque l’evacuazione della popolazione in un raggio di 30 km, certo le radiazioni arrivano anche oltre i 30 km, ma intanto il pericolo di sopravvivenza è limitato ai 30 km. Non c’è paragone tra il danno che farebbe una centrale che esplode in Italia e una che esplode in Francia. In ogni caso quello che è successo ci ha dimostrato che anche in un paese tecnologicamente avanzato come il Giappone non esistono centrali nucleari sicure al 100% e quindi se una centrale non è sicura non si dovrebbe costruire e non costruirsela più vicino a casa propria! Per non parlare della gestione delle scorie che sono per sempre e su cui potrebbe allungarsi la mano della criminalità organizzata.
Semmai vai a dire ai tuoi nuovi amici urbanisti perché non fanno stampare ed affiggere un po di manifesti sui referendum. Ma si sa, a parlare siete tutti bravi, ma quando dovete aprire il portafogli per una buona causa allora scomparite...Complimenti paradiso!