“Italiani uno, governo zero: nella partita dei diritti i cittadini hanno segnato un punto fondamentale, quello di poter dire se vogliono davvero centrali nucleari e depositi di scorie radioattive nei propri territori”. E’ il commento del capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, alla decisione con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno si terrà il referendum sul nucleare.
“I pugliesi – spiega Decaro - grideranno il loro definitivo dissenso rispetto alla scelta del ritorno al nucleare. “Forse il governo ancora non lo sa, ma, secondo gli ultimi dati della Fondazione Univerde, ad oggi il 92% degli italiani ritiene il solare l’energia del futuro”.
Per il capogruppo della Puglia per Vendola Angelo Disabato, “la Cassazione ha fatto salvo il diritto dei cittadini di potersi esprimere sul referendum sul nuclerare, noi rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di mettere i cittadini nelle condizioni di consapevolezza del diritto che possono esercitare. Il referendum è lo strumento legislativo più elevato di espressione della democrazia contemplato dalla nostra costituzione, e per i cittadini gli appuntamenti referendari del 12 e il 13 giugno rappresentano un’altra occasione da non perdere”.
Mentre per il presidente del Consiglio Regionale Introna “è una decisione che dà fiducia sulla tenuta dei principi democratici e giuridici alla base dell’ordinamento repubblicano ma che allo stesso tempo responsabilizza i cittadini, titolari della sovranità popolare che viene chiamata ad esprimersi”.
“Sono certo che gli italiani hanno a cuore le sorti dell’ambiente, non sognano un avvenire popolato di scheletri di centrali come Chernobil e Fukushima e credono nella proprietà pubblica delle risorse idriche”.
Per Introna, “la Cassazione ha rimesso ordine confermando i referendum. Ora la parola passa agli italiani, sarebbe ingiustificato non esprimerla: il quorum del 50% va superato, per convalidare la scelta di chi ha veramente a cuore il domani dei propri figli e nipoti”.
Stranamente nessuna “voce” in merito da parte dei rappresentanti del centro-destra pugliese, nonostante avessero votato a larga maggioranza la sovranità della regione Puglia sulle decisioni inerenti la costruzione sul nostro territorio di centrali nucleari e il loro secco no ad un futuro energetico basato sull’atomo.
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