DAL SEGRETARIO CITTADINO DEL PD, ENZO CUSCITO, L’INVITO A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE
“ Chi non ricorda non vive”
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione" (Piero Calamandrei).
Sono trascorsi 150 anni dal Risorgimento. Da quell’impeto patriottico che, pervaso dagli ideali di libertà, aveva riconsegnato l’Italia agli italiani. Da allora la storia d’Italia e d’Europa è stata attraversata da terribili sorti. La prima guerra mondiale, l’ascesa dei fascismi, il secondo conflitto mondiale. Tremende vicende dalle quali il coraggio e lo spirito più nobile di tanti italiani hanno saputo trarre quella linfa vitale che ha dato origine alla nostra Repubblica, alla Costituzione, alla Democrazia. Dal sangue di
tutti quei giovani italiani che, come ricorda Calamandrei, ebbero la forza e la passione di battersi contro il nazi-fascismo per amore della libertà, è nata la pagina più bella e nobile della storia d’Italia. Una pagina che vede nella nostra Costituzione la sua Legge più alta, il suo baluardo, il punto d’arrivo e di partenza di una civiltà nuova, fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla pace, sul lavoro.
Smarrire la memoria di questa nostra storia significa uccidere il futuro. Spezzare il cordone che ci lega al sacrificio dei nostri padri che seppero lottare, sino alla morte, per la nostra libertà, preannuncia l’imminenza di nuove catastrofi, l’avvento di nuovi e più terribili fascismi, di un’eclissi della democrazia e di quei diritti vitali della nostra civiltà libera e umanizzata. Aveva scritto Cesare Pavese: “Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia”. Facendo così eco ad Epicuro che amava ammonire così: “Chi non ricorda non vive”.
Eppure, guardandoci intorno, ascoltando il frastuono caotico della politica dei nostri giorni, emerge inquietante la sottile volontà di “revisionare” il passato per eliminarlo del tutto. Così che, sotterrando quella memoria, gli anticorpi posti a baluardo dei diritti e delle libertà possano essere facilmente epurati. Attorno a noi, sopra di noi, è in atto una guerra silenziosa. Una guerra che non lascia sangue, non uccide la carne, non distrugge le case. E’ una
guerra contro la memoria per uccidere il futuro. Chi morrà sarà il diritto ad essere liberi, ad esprimere le proprie opinioni, il diritto ad essere considerati tutti eguali davanti alla legge, il diritto al lavoro, alla dignità di essere uomini e non numeri. Ci stanno rubando la libertà ad essere noi stessi, omologandoci nel modo di pensare, di vestirci, di guardare l’altro.
Non possiamo non fare memoria del 25 Aprile e di quanto questi rappresenti. Non possiamo indietreggiare di un solo passo su quei diritti per i quali i nostri padri si batterono e morirono. Perché ogni passo indietro è uno avanti verso l’abisso di nuovi e più violenti fascismi, anticamera di nuove violenze, persecuzioni e macerie.
Per questo l’invito che, a nome di tutto il Partito Democratico, voglio consegnare a tutta la Città e ai suoi giovani figli, alle Associazioni laiche e cattoliche, ai Partiti Politici, ai Sindacati, alla Società Civile e a quanti hanno a cuore la Libertà, è a non smarrire la memoria del 25 Aprile. Cominciando, innanzitutto, con l’esserci, sventolando il Tricolore, alla manifestazione Istituzionale che, come sana consuetudine (ci rattrista e ci inquieta la scarsa attenzione e rilevanza che l’Amministrazione Longo dedica all’evento, anche quest’anno), si terrà lunedì 25 Aprile, alle ore 10.30, dinanzi al Monumento ai Caduti. Affinché non prevalga l’opera di quanti vorrebbero spegnere la memoria della Liberazione, mistificandola, anestetizzandola e cancellandola per rubarci, alla fine, la nostra Libertà.
Vi aspettiamo.
Luigi Mongelli - Responsabile Comunicazione Pd Gioia del Colle - cell. 3395967647, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Commenti
Cordialmente Tonia Scarnera.
oggi, continuare a contrapporre le foibe alla Resistenza o allo sterminio degli ebrei significa voler sminuire l'uno a vantaggio dell'altro. Per quanto mi riguarda considero entrambi degenrazioni di due distinti fascismi. Quei fascismi che vedo molto attivi in questi giorni a vari livelli della nostra società politica e civile. Purtroppo oggi tornano ancora alla ribalta coloro che negano l'Olocausto, che revisionano le lotte partigiane, che mettono sullo stesso piano i partigiani che lottarono per la nostra libertà e quelli che si batterono per difendere il regime. E' come voler mettere sullo stesso piano i carnefici e le vittime nei campi di concentramento.
Dobbiamo rafforzare la memoria, quella della Resistenza e quella delle orribili degenerazioni del potere umano, dal nazismo alle foibe. Con onestà storica e non per pura speculazione di parte.
Per quanto riguarda l'Ospedale, sono lieto che la sig.ra Scarnera condivida quanto da me scritto. Non voglio entrare nella sterile polemica delle paternità o maternità violate che mi pare puro esercizio di protagonismo. Per me è importante sapere che questa posizione è il frutto di una maturazione interna al nostro partito, di confronti a vari livelli, di esercizio di realismo e buon senso, che precede di molto l'incontro con l'IdV. Del suo documento sinceramente non ricordo gran ché. Spero che giovedì, nel dibattito che si terrà sul tema, l'IdV di Gioia sostenga questa proposta, facendo così un servizio alla verità e non alla propaganda.
Sul Pronto Soccorso e su quanto scritto dall'Ing. Mastrovito, purtroppo devo confermare che all'orizzonte non vi è ancora nulla di definito. Per questo dobbiamo tutti insieme non abbassare la guardia ed lottare affinché il nostro Ospedale non venga chiuso. L'importante è insistere e proporre il "possibile" e non "l'impossibile". Altrimenti rischiamo di perdere l'uno e l'altro.
Cordialmente.
Enzo Cuscito
Allora si che sara' possibile parla re di democrazia.
Bisogna avere il coraggio di ragionare, e far capire alla Regione che le scelte fatte oggi con il criterio dell'EMERGENZA si ritorceranno contro nei prossimi anni in termini di qualità dei servizi. Non si può eliminare il pronto soccorso sull'intera tratta della SS. 100 da Bari a Taranto. Questi servizi vanno localizzati sul territorio in base a criteri oggettivi, e non politici. E questi criteri legati alla logistica, alla raggiungibilità dell'Ospedale, indicano in Gioia il punto migliore, rispetto a Putignano. Se poi noi a Gioia non siamo in grado di essere uniti, di rivendicare quanto ci è stato già promesso (e non mantenuto) dalla Regione circa il potenziamento del Pronto Soccorso, se dobbiamo dividerci per non andare contro il potente regionale di turno, e così abbandonare a se stesso il destino dell'Ospedale, e più in generale della nostra città, beh, perderemo l'Ospedale e tutti i servizi, così come abbiamo perso la Pretura, e forse presto perderemo anche altri servizi importanti.
In altre comunità sui problemi importanti hanno saputo essere uniti. A Triggiano hanno ottenuto 140 milioni di euro per interrare i binari, ed altri 10 per la circonvallazione. Noi, nella stessa situazione, stiamo litigando per capire se sia nato prima l'uovo o la gallina. A me non frega niente né di Fitto né di Vendola. Io vorrei che l'Ospedale di Gioia, che nasce come Ospedale provinciale non a caso, prima di tutto funzionasse in tutti i suoi reparti (e si verifichi, ad esempio, se rispondono al vero le voci che i pazienti vengono indirizzati verso altri punti di pronto soccorso, la qual cosa sarebbe di una gravità enorme, e perché tutte le istanze per la riparazione delle attrezzature, per la fornitura di beni di prima necessità vengano costantemente disattese, come risulta dalle inchieste dell'Osservatorio) e poi fosse potenziato in funzione delle peculiarità geografiche e politiche (aeroporto) del territorio. E' quello che abbiamo votato in Consiglio comunale, è l'unica posizione che dobbiamo, uniti, portare avanti. Diversamente, la divisione farà il gioco degli altri, e ci ritroveremo con un pugno di mosche ed un mare di rimpianti.
La Redazione
No, la nostra è "la voce del paese". Se poi qualcuno, il Pdl per esempio, preferisce dialogare utilizzando i "muri" e le voci di partito è padronissimo di farlo, ma non può accusarci di essere la voce di qualcuno. Perchè non fa altrettanto? Saremo felici di ospitarlo.
in questi pochi mesi di esperienza politica ho imparato abbastanza per capire che quando si attaccano le persone, utilizzando aggettivi simili a quelli usati da Lei, spesso è frutto di vecchi rancori personali, invidia e incoerenza (la stessa incoerenza che Le impedisce di firmarsi). Non starò qui a difendere Paolo Covella, Povia o il grande Peppino Vasco. Uomini che hanno alle spalle esperienze diverse, importanti per la storia di questa città. E per questo, probabilmente, rimangono figure amate o odiate dai più. Per quanto mi riguarda, nelle persone di Paolo Covella e Peppino Vasco vedo dei punti di riferimento, per la loro storia ed il loro impegno, che non ho trovato altrove in questa città.
Ma i problemi non si risolvono con i personalismi e le offese personali. Per lo più li aggravano.
Venendo al tema Ospedale, spero che ogni discussione in merito possa essere fatta andando oltre la sterile propaganda che ho visto montare intorno. Chi mente (sapendo di mentire), sul problema sanità, oggi viene ricoperto di elogi e viene definito difensore della città. Chi dice la verità, invece, viene additato come nemico della comunità. La verità è innanzitutto che l'Ospedale non sarà chiuso, ma trasformato, valorizzando la diagnostica ed i servizi quotidiani ai cittadini. Sarà potenziato il Pronto Soccorso, ci sarà una Tac nuova, saranno rinnovate le tecnologie radiologiche, il laboratorio analisi. Si parla di Casa della Salute, di posti letto per i malati terminali. Affinché si realizzi ciò dovremo batterci, perché un Presidio Ospedaliero simile "servirà" la città più di quanto accade oggi. Affinché non siano solo vuote promesse, pretenderemo (e lo stiamo facendo, senza propaganda, senza comunicati sui giornali) che ad ogni ridimensionamento corrisponda un potenziamento.
La questione Ospedale è molto più complessa di quel che si pensa. I tagli governativi e la mal gestione locale hanno reso questo settore una bomba ad orologeria. Stare ad offendere le persone, considerare Covella, Povia, Vasco responsabili di ciò significa avere un orizzonte limitato e non aver compreso appieno la grandezza del problema. Ed è su questa ignoranza di fondo che poi cresce la propaganda e la mal politica, che con la mistifazione e la falsità, pur di dire quello che la gente vuole sentirsi dire, continuerà a fare il pieno di voti. Io, dal canto mio, cercherò di dire sempre la verità, anche se impopolare.
La aspetto lunedì 25 aprile. Sperando che si faccia conoscere, in modo da confrontarci a voce, con coraggio ed umanità.
Buona Pasqua a tutti.
Enzo Cuscito