Mentre il nostro sindaco, Piero Longo, stilava e faceva diramare un goliardico quanto ridicolo comunicato stampa in cui evidenziava la sua volontà di offrire all’assessore regionale Tommaso Fiore “un passaggio fino a Gioia per un dibattito a proposito dell’Ospedale che vuole chiudere”, Putignano, sabato mattina, 9 aprile, ha avuto il “piacere” di ospitarlo per un incontro incentrato sulle verità del Piano di Rientro Ospedaliero, al fine di spiegare le ragioni, le problematiche e, in modo particolare, le possibilità di sviluppo della sanità in quel territorio.
Un incontro promosso dai partiti di centro-sinistra: Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Socialista, gruppo consiliare Putignano Cresce, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori.
La conferenza, moderata dal giornalista Francesco Iato, è stata aperta dal sindaco avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis.
Il sindaco di Putignano ha colto l’occasione per controbattere al sindaco Piero Longo, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto ad invitare il prof. Fiore a Putignano: “siamo stati sensibilizzati a svolgere un incontro del genere, perché di recente il Comune di Gioia ha deciso di impugnare la delibera regionale facendo un ricorso al Tar, che è tutto concentrato per demolire le attività dell’ospedale di Putignano, evidenziando la produttività dei reparti allocati presso l’ospedale Paradiso di Gioia del Colle. Riteniamo che non sia questo l’approccio ideale, per cui valuteremo l’opportunità di una costituzione in giudizio…”.
Ricordando tra l’altro che “…Negli anni ‘90 abbiamo subito uno ‘scippo’: Pneumatologia e Geriatria furono trasferiti rispettivamente a Gioia e Monopoli, la Neurologia anch’essa a Monopoli, mentre fu ridimensionata la Cardiologia. Uno scippo - ricorda il sindaco De Miccolis - che non è stato caratterizzato da scenate di piazza dei cittadini putignanesi, perché avevamo deciso di lottare per la costruzione di un nuovo ospedale, il cosiddetto monoblocco, che in seguito non si è mai più realizzato. Nel 2004-2005 si sono avviati i lavori per la realizzazione di una nuova ala dell’ospedale ‘Santa Maria degli Angeli’, in un’ottica differente, ovvero l’adeguamento dei reparti alle norme vigenti”.
Una azione che ha dato i suoi frutti considerando che il Piano di Rientro Sanitario della Regione Puglia prevede un potenziamento dell’ospedale “S. Maria degli Angeli” di Putignano, con il reintegro del reparto di Pneumatologia da Gioia del Colle e l’aumento dei posti letto del reparto di medicina che passa dagli attuali 8 a 20 posti letto a disposizione.
20 OSPEDALI IN PUGLIA! - “In questi anni, l’amministrazione comunale ha lavorato al fine di potenziare il personale medico e la struttura, sollecitare l’apertura della nuova ala, dare un senso per la cura delle patologie acute, e infine, per un senso di responsabilità nei confronti dei malati del circondario. È assolutamente stupido parlare in termini di campanile. Occorre iniziare a ragionare in termini di territorio, poiché il futuro ci prospetta un’importante cura dimagrante che porterà a soli 20 ospedali su tutto il territorio regionale, rispetto agli attuali 59 ospedali”.
Il sindaco De Miccolis ha concluso ringraziando l’assessore Tommaso Fiore e i partiti del centro-sinistra, e lanciando una frecciatina al centro-destra: “La salute e i cittadini non possono essere ostaggio di giochi politici perché molto spesso la dialettica politica anziché guardare e assumere il senso di responsabilità che dovrebbe caratterizzare la politica, vive in modo strumentale i problemi che devono essere risolti. Veniamo accusati dal centro-destra di non essere sufficientemente aggressivi nel difendere il nostro ospedale, mentre a Gioia lo stesso centro-destra svolge battaglie per la salvaguardia della propria struttura ospedaliera”.
PIANO DI RIENTRO? È UN ADEMPIMENTO! - L’assessore regionale alla salute, prof. Tommaso Fiore ha fatto un excursus storico, per far comprendere ai cittadini come si è giunti a stilare il Piano di Rientro
Ospedaliero: “nel dicembre 2009, è stato siglato un accordo tra stato e regioni, nella quale si prevedeva una riduzione dei posti letto ospedalieri in tutta Italia. Per cui, il Piano di Riordino Ospedaliero è un adempimento di tutte le regioni che doveva essere presentato entro il 15 novembre 2010, per poi essere attuato nel 2011”.
Contemporaneamente nel 2010, una legge nazionale ha previsto che se una Regione sviluppa nella sanità un deficit superiore al 5% della dotazione finanziaria del governo, è tenuta obbligatoriamente a stilare un Piano di Rientro, per ricondurre le spese nelle disponibilità economiche. Simultaneamente, la regione è obbligata a bloccare tutte le spese non obbligatorie regionali (tutto quello che non era stato previsto dalla Bassanini, ndr). Inoltre, se la regione spende più di quello che potrebbe spendere in base a quanto definito dal patto di stabilità, questo comporta che bisogna effettuare un Piano di Rientro della Sanità.
Quest’ultimo caso è avvenuto in Puglia, poiché la Regione ha deciso di sforare il Patto di Stabilità, al fine di utilizzare e cofinanziare le erogazioni provenienti dall’Unione Europea. Per cui secondo il prof. Fiore, il Piano di Rientro è l’adeguamento della spesa sanitaria alla dotazione finanziaria che lo Stato versa annualmente nelle casse regionali. “Però, la dotazione finanziaria non è adeguata perché non rispetta alcuni parametri – rammenta il prof. Fiore. – Ad esempio i fondi per la sanità dovrebbero essere adeguate alle esigenze o equamente distribuita tra le varie regioni, per consentire al cittadino pugliese di avere le stesse risorse economiche di un cittadino lombardo”.
“L’unico correttivo che è riuscito ad introdurre lo Stato è il criterio dell’età – svela l’assessore Fiore. – Un criterio giusto, considerando che la popolazione meridionale è la più giovane, e sono proprio quest’ultimi ad avere meno necessità di un anziano di 70 anni, che ovviamente consuma più medicine di un giovane. Però non è l’unico criterio, è dimostrato che una persona povera a più necessità d’assistenza sanitaria di una persona ricca. Infatti, i grandi stati europei usano come base il criterio di deprivazione”.
SPRECHI E ILLECITI IN SANITÀ! - L’assessore Stefano Fiore “sorprende” il pubblico, rivelando i numerosi sprechi e illeciti presenti nella sanità pugliese, confermando che anche se si attiva un’azione di lotta allo spreco, non si riuscirebbe a coprire il deficit, poiché da quanto riferito dall’assessore Fiore gli sprechi si attesterebbero attorno ai 40-50 milioni, mentre bisognerebbe recuperarne altri 350 milioni.
Un dato, riferito dall’ass. Fiore, che dovrebbe far riflettere è il primo posto della Puglia per numero di ricoveri in Italia, tra quelli ordinari e i day hospital. Anche a Putignano c’è un eccesso di ospedalizzazione, perché ci sono 216 ricoveri ogni mille putignanesi, cioè ogni anno si ricovera 1 putignanese su 5. In realtà, molte volte sono le stesse persone che si ricoverano più di una volta. Il tasso ministeriale è di 180 ricoveri ogni mille abitanti, se tale tasso non viene rispettato scatta una multa per la regione, in ottemperanza all’accordo siglato nel 2004 tra stato e regione. Il 55% dei putignanesi si ricovera presso il “Santa Maria degli Angeli”, mentre il restante 45% si ricovera in altre strutture ospedaliere. In settimana, saranno resi noti con una pubblicazione i dati dell’efficienza delle strutture ospedaliere pugliesi.
In Lombardia, 70mila posti letto di RSA! Un dato spaventoso perché significa scaricare una parte del costo di queste strutture sul cittadino, poiché l’RSA ha un quota di compartecipazione del cittadino. Il reddito di un cittadino lombardo è il doppio di un cittadino pugliese, per questo quel sistema funziona, perché viene pagato dai cittadini.
25 PUNTI NASCITA IN PUGLIA! - “A seguito di un accordo Stato-Regione, in tutela delle donne e del bambino, – svela l’assessore alla salute - da alcuni giorni stiamo lavorando per definire e ridurre i punti nascita di tutta la Puglia, portandoli dagli attuali 48 a 25 punti nascita totali previsti, al fine di far partorire la donna in sicurezza e con determinate caratteristiche.
UNITÀ DI VALUTAZIONE ALZAIMER – Nel 2001, la Regione Puglia istituisce le Unità di Valutazione Alzaimer, che saranno prorogate nel 2006. L’assessore alla sanità scopre che le Unità di Valutazione Alzaimer sono
composte da un solo medico, che valuta e colloca il bollino blu, oltre che prescrivere 20 milioni di farmaci speciali, e determina di conseguenza anche l’invalidità civile e l’accompagnamento. La Regione sta lavorando per chiuderle definitivamente, le quali saranno accorpate dall’Unità di Valutazione Multidimensionali dei distretti, per consentire al paziente di andare ad una visita unica.
L’intervento del prof. Tommaso Fiore ha toccato la questione dei vari ricorsi al Tar effettuata dai comuni: “Mi auguro che il Tar Puglia non si sostituisca al ruolo che spetta alla Regione, come ente di programmazione sanità, perché inevitabilmente porterebbe a un conflitto di competenze davanti alla Corte Costituzionale, tra Stato e Regione”.
“Noi abbiamo fatto uno sforzo ragionevole. Siamo all’inizio di un percorso che andrà avanti per anni, per cui non dobbiamo perdere l’occasione di modernizzare questo sistema sanitario. È una fase dolorosissima - sostiene il prof. Fiore - perché stiamo intervenendo sulla carne viva della gente. Per cui, dobbiamo evitare di fare confusione tra gli interessi degli operatori sanitari e gli interessi dei cittadini”.
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Commenti
- un ricordo lo voglio fare per questo giovane imprenditore che ha dato lavoro a tanti e tanti giovani.
E in questo non vedo alcun comportamento campanilistico. In quanto alle esigenze di bilancio, mi dispiace, non sarò mai d'accordo con chi ritiene che la soluzione stia solo nella chiusura degli ospedali. I rimedi, a mio modo di vedere, si possono trovare in maniera differente che esulano dalla chiusura delle strutture già esistenti. Basterebbe eliminare questi personaggi che gravitano all'interno delle stesse senza nè arte nè parte, se non quello di guadagnare soldi a sbafo e consensi politici, ovviamente. Razionalizzare e controllare adeguatamente le spese per gli acquisti o le manutenzioni o le gestioni esterne di alcune attività, esternalizzate con troppa facilità e velocità, che costano più di quelle precedenti, anche troppo per quello che rendono (assegnate all'amico dell'amico o a chi offre di più). Migliorare i servizi e le prestazioni interne responsabilizzando e motivando il personale esistente oltre che migliorando le loro professionalità unitamente alla dotazione di apparecchiature all'avanguardia gestite da personale altamente qualificato e con continuità. Solo così si possono risolvere i buchi di bilancio, con una gestione oculata delle risorse sia tecniche che umane, ritornando a considerare l'ospedale come un importantissimo e necessario luogo di cura e non di potere che ogni cittadina, compreso Gioia, dovrebbe poter avere. Io, personalmente, non credo nelle così chiamate "eccellenze", magari dai posti anche limitati. E in caso di "esaurimento" (posti disponibili) che si fa? Si gira l'Italia? Così come bisognerebbe puntare più sulla prevenzione che sulla cura delle patologie. Ma di questo chissà perchè in Italia se ne parla da anni ma nessuno dei nostri governanti lo mette mai in pratica. Come mai? Ci sarà pure un motivo?
Ciao Gioiesi.
se mi dovesse capitare qualcosa di grave non è certo la struttura di gioia a salvarmi. per questo esiste il 118 (ne ha sentito parlare?)
se invece in questo ospedale vogliano parcheggiare il vecchietto, o fare l'esame delle urine tutto a posto.
le ricordo che siccome lei è un povero, che con solo un euro può comodamente raggiungere il miulli con un mezzo pubblico e in quel posto trovare tutte le specializzazioni. io invece che sono ricco (?) ci tengo alla mia vita da non dovermi recare, in caso di necessità a quella sottospecie di pronto soccorso che tra l'altro pronto soccorso non è, secondo la normativa.
io sfortunatamente ho usufruito parecchie volte dei servizi dell'ospedale paradiso anche di notte( e sfido chiunque a dire che è più semplice arrivare al miulli o a putignano !!!). Io sarò un pezzente e tu un ricco che può permettersi cure in strutture private a pagamento, capita.... A molti Gioiesi serve l'ospedale!!!
Il piano di rientro ti sembra giusto?? Sono contento per te, ma mettiti in gioco e vallo a dire in piazza Plebiscito in pubblico!! Spero non ti capiti mai nulla di grave(scusa ma l'esempio è calzante), altrimenti capiresti!!!
L'ospedale così come era negli ultimi tempi serviva a poco o nulla. sfido quanti si gonfiano il petto a dirmi quante volte hanno usufruito dei servizi del paradiso. volete capire o no che il tutto rientra in un piano di riordino del ssn non solo della puglia, ma anche del resto d'italia. se tutte le proteste produrranno per gioia un buon centro diagnostico , ci va davvero bene. meglio di quanto c'è ora.
Dice un vecchio detto:
GIOIESI: giudei
PUTIGNANESI: bell'fatt
Come mai, sarà un caso o è la verità?
Ciao Gioiesi.