C’era una volta l’ospedale. Potremmo iniziare così questo pezzo, ma per il bene che ogni gioiese deve nutrire per questa struttura, quel “c’era una volta” noi lo abiuriamo. Fosse per noi, caro Maurizio (si chiama così uno dei pochissimi interlocutori che su GioiaNet ha puntato l’indice contro l’ospedale), non è la struttura che va messa sotto processo, ma coloro i quali negli anni (e qui la lista è lunghissima), non hanno voluto bene al “Paradiso”. In pratica, chi ha barattato gli interessi personali a discapito del nostro ospedale.
Non a caso, in questo terribile momento per la sanità gioiese, non metteremo assolutamente sulla graticola i politici che hanno snaturato questa nostra struttura, anche se fra questi troviamo qualcuno di quelli che pochi mesi fa ribadì pubblicamente l’inutilità di questa struttura. E’ vero o no dott. Surico?
I fischi dell’altra sera sono giustificati, poiché la sua presenza alla fiaccolata organizzata dai Lions Club Monte Johe e dall’Osservatorio Sanitario Permanente Ospedale Paradiso (e questo va sottolineato), c’è parsa fortemente qualunquistica e populistica.
Lo stesso dicasi per i nuovi “padroni” di Palazzo S. Domenico, che in passato non hanno posto sotto accusa chi artatamente fornì alla Regione falsi indici di utilizzo del “Paradiso”, tali da indurre l’allora giunta Fitto a ridimensionare di netto il nostro ospedale.
Già, Fitto. Dove stavano gli esponenti del centro destra gioiese quando l’allora presidente della Regione venne a decretare già dal 2002 la “morte” cerebrale del n
ostro Ospedale?
Mah, forse in quel periodo qualcuno era sdraiato su qualche spiaggia, qualche altro tentava un digiuno figurato (forse imbeccato da chi ora siede sullo scranno più alto di Palazzo S. Domenico), ed altri, i pochi rimasti (crocerossine in testa), erano a palazzo S. Domenico a far da scudo umano al presidente.
Secondo noi, è questa la triste storia del nostro ospedale, struttura sempre pronta ad essere barattata e vilipesa proprio da chi doveva difenderla ed invece l’ha affossata. E qui, non è immune nessuno, e ci spiace dirlo in tutta questa vicenda tanta responsabilità va scaricata su chi poteva alzare la voce e
non l’ha fatto a tempo debito (medici e sindacati in testa). Ma soprattutto i primi, pronti a subire supinamente primariati di bassa lega. E il dott. Isdraele ne dovrebbe sapere qualcosa.
Per non parlare poi dello scippo perpetrato dalla Regione a proposito di alcune divisioni, vedi Urologia e Oculistica, da sempre fiori all’occhiello, insieme a Radiologia, Laboratorio Analisi (quest’ultimo per lunghi anni vessato, con l’intento di favorire i privati).
Servizi, quest’ultimi, che proprio in questi ultimi tempi, grazie all’abnegazione del personale medico e paramedico, stanno fornendo alla nostra comunità e non solo (il laboratorio lavora anche per Casamassima, Sammichele di Bari, Turi, Carcere di Turi e Aeroporto Militare), prestazioni di alto livello professionale.
Quindi, cari gioiesi, la cosa che stride maggiormente in questo caso è che qualcuno, nel tempo, abbia cercato di mettere in pratica il famoso adagio “Dopo di me il diluvio”, rievocato spesso e volentieri da un “principe” passato da questa struttura. Per non parlare dei fatti e dei misfatti che hanno caratterizzato la vita del “Paradiso” da
l 1964 in poi, quando le decisioni si adottavano sempre in un’unica stanza. E qui, il prezzo più alto lo pagò il Centro di Rianimazione, “soffocato” quando era ancora nella “culla”.
Certo, ora cavalcare l’ira dei gioiesi e fomentare la città è arte facile, basta pensare che l’altra sera il sindaco, fasciatosi col tricolore e appropriandosi di una manifestazione non sua, ha sbandierato più a manca che a dritta di aver presentato un ricorso al TAR contro la paventata e sciagurata chiusura del nosocomio gioiese.
Ci si chiede, ma nell’agosto 2002, dov’era il nostro Sindaco con i suoi amici di fede? Certo, ora è semplice scaricare la padella di olio bollente sull’assessore Fiore e sulla Giunta Vendola, ma nessuno, per come è stata gestita questa vicenda, deve ritenersi immune da colpe, anzi, tutti questi signori dovrebbero fare un “mea culpa” generale, chiedere scusa a tutti i gioiesi e non presentarsi più sulla scena politica, non solo locale.
Per tutto quanto sopra scritto, come non dare ragione a chi l’altra sera ha contestato rumorosamente e ha gridato a Longo e Surico: “ma, cosa avete fatto sin’ora?”.
Si ringrazia Mario Di Giuseppe per il contributo fotografico messo gentilmente a disposizione della nostra redazione.
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Commenti
E le sale operatorie inaugurate e mai utilizzate perchè non più funzionali ad un reparto chirurgico? Spese incontrollate e scelte sciagurate hanno fatto sì che il nostro opedale andasse in malora. Oggi noi tutti ci ritroviamo a pagare per quello da cui molti altri hanno tratto vantaggio.
In tutti questi anni c'è stata la volontà politica e aziendale di far chiudere il nostro ospedale per favorirne altri. La colpa non è solo del cittadino gioese-emigrante di ospedale, ma di chi ha macchinato tutto questo.
Probabilmente tra i macchinatori di ieri ci sono quelli che oggi si sono eretti ad estremi difensori del "Paradiso". Vergognatevi!!!!
Ciao Gioiesi.
Io sono fiero di essere nato a Gioia, la mia mamma parla ancora benissimo dei medici che l'hanno assistita e mi sarebbe piaciuto far nascere a Gioia anche i miei figli.
Un futuro che il nord ha raggiunto da tempo con una gestione sanitaria molto diversa dalla nostra.Le vere eccellenze sono al nord dove spesso molta gente si reca e sono eccellenti anche molte persone che portano avanti la loro professionalità, lottando contro le ingiustizie di quella povera gente sfruttata per essere curata. Inoltre è meglio sapere che i piccoli ospedali non sono una risorsa ma un serio pericolo per i pazienti ma solo una fonte di grande spesa per le casse dello Stato. Il futuro per cui dobbiamo combattere è una sanità del territorio ben organizzata,una buona asssistenza domiciliare,una assistenza con servizi sul territorio buoni per tutti,così da non speculare su tanta povera gente.
Questo dicevano le quasi mamme che al tempo, non usavano recarsi al tanto caro ospedale di Gioia.
Quanti altri cittadini preferivano recarsi per le patologie più varie negli ospedali del circondario o andavano per esami nelle strutture più esclusive ma private.
Ora che il rischio della chiusura dell'ospedale Paradiso si avvicina ci risvegliamo dal torpore, capeggiati dal caro sindaco che coglie al volo ogni occasione propagandistica (vedi comizio per le celeebrazioni di S. Filippo), e ci scopriamo tutti affezionati al nostro caro ospedale. FARISEI!!!