Varato un ambulatorio per cani super attrezzato e dotato di sala chirurgica e di tutte le attrezzature necessarie anche a Gioia. A darne notizia attraverso la conferenza stampa di giovedì, 16 settembre, il consigliere – veterinario dottor Vito Paradiso, l’assessore ai lavori pubblici Sante Celiberti, l’assessore al commercio Giacinto Donvito e il geometra Nicola Gemmato, che ne ha illustrato l’intervento ed i costi.
Un traguardo - a detta degli interessati - importante che consentirà di visitare, anagrafare, sterilizzare e microchippare tutti i cani che vi verranno portati.
Con questo si porrebbe definitivamente fine alle polemiche scatenate dai dubbi interventi di sterilizzazione effettuati “a pagamento” proprio dall’ambulatorio individuato, qualche anno fa, dall’amministrazione, molto “vicino” al consigliere Paradiso.
All’epoca l’accusa di interessi personali e di scarsa cura degli animali, rimessi per strada ancora convalescenti dopo la sterilizzazione e predisposti alle infezioni, destò le ire degli animalisti.
“Oggi nella struttura a ridosso del canile sanitario in via Matera – dichiara Paradiso - il cane sarà seguito e curato in massimo dieci giorni per poi essere trasferito nel canile che dispone di nuovi cento posti”.
I costi di questa operazione, presentati da Gemmato, si aggirano intorno ai 400 mila euro tra acquisto della struttura, lavori di adeguamento della struttura, venti nuovi box per i cento posti presso l’adiacente canile.
D’obbligo l’invito alla cittadinanza ad adottare i cani vaccinati e curati, ospiti della struttura che vede operare solo tre volontarie, ovviamente molto impegnate.
Nell’ambulatorio lavoreranno lo stesso Paradiso,
Previsto anche lo smaltimento delle carcasse, previo deposito nel congelatore, per prevenire il cattivo odore.
Tutti i costi di manutenzione resteranno di competenza del Comune, gli altri saranno spesati da Asl e Regione, a detta dell’assessore Celiberti.
Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’intervento del dottor Vito Radicci, direttore dipartimentale del settore.
Esplicito l’invito a non abbandonare i cani per strada e a curarne l’igiene, soprattutto per strada. Un’altra delle proposte rivolte da Paradiso all’amministrazione di cui fa parte, è la creazione di una nuova e più ampia area dog (non che l’attuale risulti presa d’assalto, a dire il vero).
Cauta e resa tiepida da una comprensibile diffidenza la risposta di alcuni cittadini “perseguitati” dai randagi che imperversano in città, soprattutto nelle prime ore del mattino e a tarda sera, da noi intervistati.
“Va bene che abbiano costruito un ambulatorio pubblico - afferma
? Un tempo esistevano gli accalappiacani, ma ora mi sembra di capire che sono gli stessi volontari a doverli portare. Se è così, non abbiamo risolto niente. Basta passare davanti al liceo scientifico di prima mattina, per vedere come vengono amorevolmente “nutriti”… figurati se li portano al canile!”
Per Sofia A. il problema più volte fatto presente direttamente al sindaco della pericolosità dei randagi non si risolve solo curandoli. Prima bisogna toglierli dalla strada, è questo l’intervento primario. “A me risulta che il canile fosse strapieno - dichiara con convinzione – dove li metteranno, ammesso che li prendano? Basteranno i nuovi box?”
Di altro avviso è il signor Vito B.: “Io ricordo che ogni cane costava al giorno intorno ai 4, 5 euro e che li pagava il Comune. Se ora paga la Regione, meglio. Mi sentivo due volte preso in giro, sapendo che le mie tasse venivano usate per il vitto e l’alloggio delle stesse bestie che più di una volta hanno cercato di azzannarmi mentre mi recavo alla fermata dell’autobus. Per chi come me abita alla via di Putignano è un rischio continuo… Speriamo che lo risolvano davvero questo problema, e che non sia l’ennesima speculazione per mangiarci sopra a spese nostre”.
Per Mario P. non ci sono dubbi: “Bene farebbero i nostri amministratori, ad investire il denaro pubblico in opere più utili. Se è ancora tollerabile un esborso per il canile, non lo sarebbe quello per un cimitero di cani, non ora, come richiesto da Lamanna in una intervista. Ma stiamo dando i numeri? Facessero un giro in via della Fiera, lì si che si vive “da cani” tra escrementi di topi e discariche a cielo aperto…”.
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Commenti
Adottare un cane dal canile vuol dire contribuire nel proprio piccolo ad alleviare il problema randagismo e ad alleggerire la spesa pubblica destinata alla sua gestione e alla gestione delle strutture che ospitano gli animali (forse è questo che intende dire il consigliere Lamanna quando dichiara che anche i cittadini devono fare la loro parte nella risoluzione del fenomeno, cos’altro altrimenti???).
Vuol dire rifiutare l’idea che la vita possa avere un prezzo e credere che sia quanto mento qualcosa di raccapricciante, che un essere vivente possa essere “acquistato” come un qualunque altro oggetto sul mercato. E’ ribellarsi e così facendo sgretolare la convinzione diffusa, che esistano creatura di serie A e creature di serie B.
E’ opporsi al commercio di esseri viventi, in base al quale è lecito che alcuni cani e gatti possano essere letteralmente buttati via come rifiuti nei cassonetti, mentre altri possano essere acquistati anche per migliaia di euro!
Nobile dunque e più che condivisibile l’appello rivolto dall’Amministrazione per bocca del dott. Paradiso: ciò che dispiace e lascia quanto meno perplessi, è constatare, tuttavia, che molti assessori e consiglieri preferiscono di gran lunga esibire esemplari con pedigree, dal Pastore Tedesco al Golden Retriever, dal Cocker al Pit. bull…
Ma l’appello era rivolto alla cittadinanza, mica agli amministratori:
Cani di razza, per cittadini di razza!