
Bilancio decisamente “agrodolce”, per la 10a Sagra della Mozzarella, a onor del vero più sagra “delle braci” sulla cui graticola, oltre gli spiedi e la porchetta, più di una polemica rovente si è consumata, in primis il contributo di ben 11.000 euro offerto dall’Amministrazione all’Associazione One, per far cosa o a sostegno di quali costi non è ben chiaro, essendo praticamente tutte le spese a carico del Comune.

Solo quattro gli stand dei caseifici scesi in campo (Gioiella di Filippo Capurso, Sabato, Fior di Latte, Sette Colli) sui venti allestiti in città, e tutti letteralmente affumicati dalle bracerie all’aperto e relegati in “periferia”, lontano dalla piazza.
Marco Carta avrà anche portato clienti a bizzeffe e migliorato la situazione reddituale degli esercenti sotto i gazebo, ma ha anche pesantemente oscurato la “regina” della sagra, 
la tanto osannata (a parole), quanto vituperata (nei fatti) “Mozzarella”.
Che fine hanno fatto le sagre in cui il prodotto era al centro dell’attenzione, lavorato “in diretta” dai vari caseifici pronti a competere in profumi e qualità, assaporato (gratis) con gusto, valutato da una vera e propria giuria ed infine premiato con coppe e riconoscimenti vari?
Oggi la mozzarella, così come lo zampino ed il primitivo, si ritrovano nello svilito ruolo di “contorno” di altri eventi. In realtà, che ci siano o meno, poco conta.
Il vero successo è dato dall’audience, dai numeri, dal pubblico sempre più numeroso da cui ricevere consensi e davanti a cui esibirsi, attratto da ben altri “sapori” ed educato ad un gusto “nazionale, popolare, televisivo” (per dirla con le parole di Pino Dentico, quello dei “divertimentifrici”), sempre meno legato alla tradizione ed alla cultura e sempre più “asservito” alle logiche della TV, anche a buon mercato.
Tentando un’analisi più oggettiva, foto alla mano, Pino Campagna (da “Zelig”, cache 6mila euro) – “costato” meno della quinta parte di Marco Carta (da “Amici” e Sanremo, “scontato” a soli 32.400 euro) - ha reso quasi alla pari, con
un pubblico più vario, ma altrettanto soddisfatto.
Nel corso della sua serata anche un barlume di gioiesità sul palco, con l’aspirante tenore Gianmarco Angelini (il pubblico è il suo “respiro”) e una promettente seppur davvero molto
emozionata Roberta Bellini (da riascoltare in un altro contesto), “apripista” dei Nottetempo.
Nella serata del 29 è invece “saltata” all’ultimo minuto l’esibizione di Deborah Paradiso, non solo per l’impossibilità di “ri-tarare” per tempo microfoni e casse sulla voce del cantante, famoso anche per le sue “mancate” prove voci e suono, ma anche per l’irresponsabilità (politica, non organizzativa) di chi voleva a tutti i costi bypassare le clausole contenute nel contratto sottoscritto.
Dopo l’ormai scontata passerella degli amministratori, che da esser inizialmente patetica, assume sempre più i connotati di una patologia (smania di protagonismo contagiosa e virulenta da cui non sono immuni né consiglieri, né i loro parenti ed amici), ecco giungere Marco Carta.
Lo presenta con quaranta minuti di anticipo Piero Romanazzi tra grida estasiate e cori da curva sud che accendono la piazza, vera “musica” dal vivo, nell’impaziente e silente attesa del suo arrivo (solo una musichetta di sottofondo, poco coinvolgente).
Vani i tentativi anche da parte di “assessori” ed affini, di rubare un autografo o uno scatto al cantante anche nei corridoi dell’Hotel Svevo, presso cui era “in incognita” sin dal pomeriggio.
A tal proposito, scene da “cabaret” nelle retrovie, dove gli stessi personaggi (e non adolescenti scalmanate) pretendevano le dovute
“attenzioni”, tanto da arrivare a “discutere” animatamente con le forze dell’ordine, impegnate nel poco gratificante compito di “proteggere” dal delirio della folla (mai immaginando contagiasse anche i politici) il cantante.
L’artista si è dato a piene mani nella sua diciassettesima “serata” estiva (lo scorso anno
alla stessa data ne annoverava ben 55), pubblico in visibilio, la parola “Gioia” ripetuta – a detta di chi portava il conto – circa 85 volte, ed un feeling magico con i suoi ammiratori, un po’ meno con la sua band non sempre in grado di “stargli dietro”, con qualche arrangiamento perlomeno discutibile (irriconoscibile “Imagine” di John Lennon), e qualche accordo da rivedere.
Accattivante e simpaticamente “ruffiana” l’idea di Marco Carta di fotografare e filmare il pubblico con il suo cellulare, per portar con sé il ricordo della serata, così come definire la “piazza gioiese” una delle più belle visitate, dopo aver riempito interi stadi con centinaia di
migliaia di fan.
Peccato che né Marco (ma lo perdoniamo), né Piero Romanazzi, né i politici strenui difensori e paladini della gioiesità, abbiano ricordato al pubblico che per due anni (fino a dicembre scorso) in tour alle tastiere con la precedente band di Carta, vi era un gioiese d.o.c. (quanto la mozzarella), Vanni Antonicelli, pianista e compositore che ha conseguito a Gioia la maturità classica, a Taranto il diploma di solfeggio presso il Conservatorio Paisiello e a Milano il diploma triennale frequentando la M.A.S. (Accademia Music, Art & Show).
Un’ultima curiosità: qualcuno si è accorto che alle finestre del palazzo dell’INPS vi erano delle persone affacciate tra le 22.00 e le 23.00? Ma gli uffici pubblici possono essere “utilizzati” in orari di chiusura, per assistere a spettacoli di piazza? Da chi hanno ricevuto il permesso o le chiavi? E se qualche “pratica” finiva tra i coriandoli lanciati sul palco?
Infine, una “menzione speciale” a Mario Di Giuseppe, appassionato fotografo “per diletto” che davvero sfiora, con i suoi scatti, la perfezione professionale.
Le manifestazi
oni “immortalate” dal suo obiettivo sono destinate a passare alla storia, grazie ad un corredo fotografico cui non sfugge alcun dettaglio e che arricchisce di valore aggiunto qualunque scritto.
Convinto assertore della gioiesità “colta” in tutte le sue sfaccettature e sfumature, da quelle tradizionali a quelle prettamente folcloristiche, religiose, fieristiche, naturalistiche, persino meteorologiche (chi non ricorda la Gioia innevata o “allagata” in altri articoli?), Mario offre un prezioso e gratuito contributo alla città, fendendo folle oceaniche, scalando gru e palazzi o dietro il palco, sempre silenziosamente e preziosamente presente quando occorre.
Altro peccato “non veniale” – non se ne abbia a male l’assessore
al traffico Tommaso Donvito che tanta sensibilità aveva mostrato in passato al tema, prima di cedere alle lusinghe dei vari “chi sbaglia paga”, il non aver speso un pensiero, una parola per Francesco Pugliese, 24enne caporale della Folgore, coetaneo del cantante, deceduto tragicamente lo scorso 28 agosto in un pauroso incidente stradale sulla via per Acquaviva, di ritorno da una festa, probabilmente vittima oltre che di una triste fatalità, di un colpo di sonno.
Quale migliore occasione dell’essere al cospetto di un così vasto e soprattutto “interessato
” pubblico di giovani, per esortare alla prudenza alla guida e a quelle misure minime di sicurezza da consigliare agli stessi astanti, che dopo una serata festosa sarebbero tornati a casa, magari in auto?
Forse avrebbe steso un velo di tristezza sulla serata, è vero, ma anche offerto un momento di riflessione necessario e dovuto, per “tentare”, nel piccolo, di porre un freno alle stragi sulle strade.
Altra nota dolente, parrebbe che nessun rappresentante dell’amministrazione fosse presente alle esequie del ragazzo, celebratesi il giorno dopo “il dì di festa”, lunedì 30 agosto, nella chiesa di San Rocco, in presenza dei militari della Folgore…
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Commenti
Ciao
il mio parere è stato essenzialmente sulla organizzazione dell'evento( backstage (scusami voglio dire allestimento retropalco), palco, e quant'altro riguarda la realizzazione dello spettacolo.
Poi visto che hai certezze di alberghi, e a quanto scrivi tu i camerieri dell'hotel svevo ti comunicano che Marco era li, bè dovrei tirare le orecchie alla Direzione di questo bellissimo albergo, che a tuo dire non solo non conosce privacy ma i suoi dipendenti dicono anche fesserie. Li era la band.Poi per quanto riguarda il tuo parere del modo di come spendono i soldi l'Amministrazione, non sono problemi miei, puoi candidarti e se votano te puoi ottimizzare le spese, ma resta solo una polemica tua verso l'amministrazione. Io nella Vita faccio il Promoter, Con molta simpatia saluto la redazione e colui il quale si fa chiamare :rido per non pingere. Ti confesso una cosa dopo tantissimi anni ho coordinato un concerto nella Città di GIOIA, ed ero cosi entusiasta di arrivare li, dopotutto sulla mia carta d'identità c'è scritto :NATO A GIOIA DEL COLLE, ma da questo blog sono rimansto profondamente deluso da quello che ho letto e l'accanimento impegnato, trascurando che con un evento del genere il nome (anche del mio paese natio) è risaltato in tutta ITALIA.
Comunque hai frainteso. Non sto negando l'evidente sperpero di denaro che c'è stato, nè dicendo che il sindaco è tanto caro e buono. Affermo solo che quello che succede qui succede ovunque. Il nostro Pierolò non è poi così speciale, nè così diverso dal "politico italiano medio", tipicamente con le mani bucate.
Intendevo dire che a volte mi sembra che si critichi tanto per. E, soprattutto, che parlare qui tra noi incazzandoci gli uni con gli altri non risolverà le cose. Quindi, tanto vale sforzarci di vedere quei (pochi) lati positivi che ci sono stati e risparmiare fiato per discussioni e critiche meno sterili. (Ormai quel che è fatto è fatto, cosa possiamo cambiare del passato? Nulla).
Chi ruba continuerà a rubare. E chi adesso dice che se fosse lassù in municipio aggiusterebbe le cose probabilmente farebbe di peggio. (E' inutile, gli italiani al potere hanno tutti le mani bucate, guarda un po'). Ma se tu speri che le cose cambierebbero se cambiassero i nostri politici, bè...forse non sono io che sogno ad occhi aperti...RASSEGNATI, QUESTA E' LA VITA VERA. Continua a stare conipiediperterra che mi sa che ti stai sollevando un po'.
Saluti.
MARCO CARTA E PINO CAMPAGNA...FANTASTICI ...SONO I RETROSCENA DI TUTTO A DELUDERE!
ma forse questo è troppo per te.....alla fine VOI AMATE LE APPARENZE!!!!e quindi questo basta!
W LA SAGRA ...W LA MOZZARELLA ...ops..che non c'era..... W IL PALCO....W L'AMMINISTRAZIONE...W LE APPARENZE ...E W PASQUALE!!!!!!!!!
e anche qui...rido per non piangere
In altri conceerti mi hanno detto che Marco firmava le foto e quando se ne andava le distribuivano tra i fan. A gioia manco questo...
Paragonare pagliuzze le cifre spese, francamente è alquanto superficiale.
Grazie a te e a tutti gli altri per il tempo che ci dedicate.
Un saluto a tutti.
N.B. Più che pagliuzze si tratta di travi. Se leggete meglio vi renderete conto che si parlava non di 38 mila e 400 euro (quelli si riferiscono solo ai cachet degli artisti - 6.000 + 32.400), bensì di oltre 60 mila euro spesi per una sagra che non c'era.
Trovo di pessimo gusto la critica fine a se stessa, posso non condividere alcune scelte fatte dalla nostra amministrazione, ma mi sembra esagerato cercare sempre qualcosa (o tutto!) che non va bene.
E poi impariamo a non "vedere la pagliuzza..."