Aria di festa già nel primo pomeriggio in Piazza Dalla Chiesa, al suono delle marcette della banda delle “Fave Bianche”, in onore di un santo Patrono “pietrificato” - nel vero senso della parola - in attesa dell’inaugurazione della sua statua posizionata nei giorni scorsi a ridosso dell’istituto che ospita il II Circolo “San Filippo Neri”.
Poco dopo le
In silente protesta una rappresentanza di “dissidenti” civili, capeggiata da Franco Gisotti, sfilava tra il pubblico per poi posizionarsi in “prima fila”.
A mo’ di giustacuore una serie di cartelli per esprimere il proprio dissenso, con riferimenti all’articolo 7 della Costituzione (indipendenza di Stato e Chiesa), ai costi sostenuti (“No con i miei soldi”) per un ammontare di circa 30mila euro per statua e basamento e 20mila per il rifacimento della fontana, al Regno borbonico che ancor oggi si contrappone alla Repubblica ed altro ancora.
Accanto a Gisotti, un veterano della politica, Peppino Vasco, che di battaglie ne ha combattute e viste tante. Da ammirare la sua laica “scesa in campo”, così come è doveroso spendere una riflessione sui tanti “dissidenti” a parole (che sui blog abbondano), la cui assenza, pur se prevedibile non può ritenersi “giustificata”.
Non tutti hanno compreso i motivi di tale protesta, anche perché Don Tonino - tra i canti del coro e una benedizione e l’altra - ha sottolineato con enfasi che il sindaco Piero Longo ha mantenuto le promesse fatte il 26 maggio, in occasione della festività del Patrono di Gioia, annunciando che sarebbe stata eretta una statua in suo onore.
In tale occasione i più avevano inteso che il monumento non fosse a carico della collettività ma “offerto da un devoto”, rivelatosi a posteriori lo stesso Longo il quale, “deliberando” di aver pagato con gli emolumenti rivenienti dallo stipendio da “sindaco”, avendo optato per quello da Presidente del Consiglio Provinciale, aveva di fatto “sanato” la questione.
Il sindacale e per molti “sindacabile” ex voto è stato contestato dai dissidenti, convinti che “per legge” questi importi debbano rientrare nel budget del bilancio del Comune
e vadano spesi per opere di pubblica utilità, non per lasciare faraoniche e tangibili tracce della propria reggenza.
Don Tonino, senza dar segno di aver “captato” tale disagio, ha stoicamente informato i presenti che
Al termine della cerimonia “religiosa” Marisa D’Elia ha dedicato una sua poesia “in prosa” al Santo, mescolando “sacro e profano”, osannando al sindaco e citando versi di Trilussa che – immune da facili lusinghe politiche - amava sferzare con la sua satira il malcostume dei potenti di turno.
Nelle retrovie e non solo, in molti hanno letto “cattivi auspici” nelle difficoltà nel tirar giù il telo, impigliatosi, neanche a farlo apposta, tra le dita benedicenti del Patrono e “liberato” da Pasquale Paradiso, atletico dipendente comunale, salito senza remore sul basamento per risolvere l’inconveniente, mentre mamme e maestre sollecitavano i pargoli a non “imitarne” la scalata.
Nel suo saluto il sindaco, visibilmente emozionato, ha ribadito le motivazioni che lo hanno portato alla decisione di porre la statua nel sito, (senza saggiamente toccare i tasti dolenti legati all’esborso) ricordando che la facciata dell’Istituto non era stata dipinta da 47 anni e che la fontana (tra l’altro funzionante solo in parte all’inizio della cerimonia) è ora “sicura”.
Nel mentre qua e là, soprattutto nelle retrovie, sorgevano perplessità in merito alla sicurezza d
ella fontana, sia per la mancanza di un cordolo (presente in una similare installazione a Matera) che per le pendenze e lo svincolo delle acque, a rischio di otturazione ed allagamento non solo nel periodo autunnale, perplessità reiterate dalla sua inspiegabilmente “mancata” inaugurazione.
Accorato l’appello del primo cittadino a considerare il Santo Patrono, “santo di tutti” e l’invito ad essere uniti e a tener fuori le polemiche politiche ed inneggianti alla laicità, in tale contesto.
Da ultimo il riferimento al rispetto di tutte le religioni attestato dall’inaugurazione del cimitero islamico “cantierizzato” - per usare un termine tanto caro ai nostri politici – con le precedenti amministra
zioni di sinistra, di cui l’assessore ai Lavori pubblici Santino Celiberti è “trade union”.
Nessuna menzione, né alcun invito ad avvicinarsi agli “altari” di clero e giunta, è stato rivolto allo scultore Giuseppe Montrone, poco educatamente ignorato se non nella foto - ricordo di commiato, di cui gli stessi addetti stampa ignoravano presenza e fattezze.
Infine, fuochi d’artificio “tricolori” con botti assordanti (non quanto le casse, colpevoli di aver assordato la “curva destra” della piazza) che hanno sparso il panico tra gli
uccellini pacificamente annidati tra i rami, tanto da creare un effetto di rapido ed alquanto suggestivo volo.
Da lassù San Filippo, il capo volto a destra, pareva davvero poco partecipe sia agli onori che agli oneri di Clero e Stato e più che benedire sembrava quasi voler tenere le distanze da beghe di ordine laico, religioso e politico, per dedicare tutta la sua attenzione a chi davvero la merita: i bambini.
Ancora una volta rivolgiamo un sentito grazie a Mario Di Giuseppe per il suo immancabile contributo fotografico conceso alla nostra redazione.
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Commenti
Prima di tutto ci deve essere il rispetto reciproco, soprattutto in presenza di pareri evidentemente discordanti.
Un saluto a tutti.
Saluti a tutti
Donato Stoppini
La nostra città vive tempi oscuri,
il bilancio comunale sta per andare in tilt:
si stanno aprendo le crepe nei capitoli di spesa,
non si conosce l’introito della vendita dei beni
di famiglia, né si capisce ancora chi incassa
gli utili dei mercati e mercatini, né che fine farà la Spes.
Però si inizia a capire qual è il denaro che si sta sperperando, dato che i comandanti stanno raschiando il
barile di quello che non è il pozzo di
S. Patrizio.
Difatti, per quello che si sta dissipando
si rischia per davvero il dissesto finanziario,
pericolo del quale nessuno se ne rende conto,
perché ben occultato da feste e festicciole,
dalla realizzazione di panche e monumenti
opere che vorremmo capire se so’ tutte importanti.
Povera Gioia, in mano di chi sta!
Di te non gliene frega nulla a nessuno:
ti stanno facendo morire per far
divertire qualcuno.
Il giacobino
Guardi, gioiese77, che la fede, la devozione sono fatti personali, molto intimi e seri, e mi lasci dire che da parte di tutti i partecipanti a questo dibattito c'è sempre stata tanta attenzione e rispetto nei confronti di questi due temi. Si è criticato piuttosto l'atteggiamento disinvolto del sindaco che ha fatto della sua devozione - che è personale, intima - un fatto
collettivo, nel senso che ha fatto credere nella delibera che usava denaro del suo stipendio di sindaco per allestire il monumento. Il denaro invece è pubblico, cioè di tutti, e quindi quell'atto personale, intimo come dicevamo prima, lo hanno pagato tutti. Di fatto il sindaco ha prodotto un atto amministrativo di spesa del denaro pubblico per una devozione che è personale. Lo ha fatto invece a nome di tutti i cittadini, perchè il Sindaco agisce per conto di tutti i cittadini, e quindi lo ha fatto anche per conto degli islamici che probabilmente non conoscono la vita e le opere di san Filippo, lo ha fatto per conto dei non credenti, lo ha fatto per conto di chi è devoto di altri santi, lo ha fatto anche per Lei, gioiese77, che forse un santo cui essere devoto ce l'ha pure. Quindi mi dica, chi si è "appoggiato " alla religione, noi o il Sindaco. Rifletta un pò e poi ci faccia sapere. Per quanto riguarda il "chiancone" poi, forse pecca di cattiva memoria, gioiese77. Quelle installazioni furono criticate da tutti, ma proprio tutti, da destra a sinistra, e ci sono prove nei giornali
dell'epoca. Alla fine si ritrovarono a difendere quelle installazioni il sindaco dell'epoca e un paio di assessori. Ma non c'era la crisi economica e la cosa finì lì, furono accettate. Oggi scopriamo che installazioni simili sono presenti ad Alberobello, Londra, New York e Washington e nei migliori
musei internazionali ma per noi saranno sempre le "pietre". Col senno di poi possiamo dire che bene facemmo a non ricorrere alla Corte dei Conti.
cimitero islamico. Nella nostra comunità da tempo sono residenti parecchie famiglie di extracomunitari e alcune di fede islamica. In genere sono giovani che lasciano il proprio Paese con la speranza di potervi ritornare. Ma passando gli anni qualcuno muore come natura vuole e coloro che seguono riti funebri diversi dal nostro desiderano avere una sepoltura degna, La civica autorità, laica, in questi casi si fa carico anche dei desideri di questi contribuenti e, così come provvede a far sorgere ampliamenti del cimitero "nostro" fa lo stesso per il cimitero degli "altri", senza nulla pretendere nè dagli uni nè dagli altri. Per dovere civico.Siamo tutte creature di questo mondo e una degna sepoltura non si nega a nessuno. Per fede e per cultura. Quindi perchè bisognava contestare quella scelta? Nel caso del monumento invece le cose sono andate
diversamente.
Invece di pensare a queste sensazionali operazioni di marketing il sindaco doveva dire in piazza che la nostra città ha tanta povertà... tanti concittadini che non arrivano a fine mese, che sono a rischio sfratto, che chiedono sovvenzioni economiche e vengono sistematicamente ignorati.
Poi non ci lamentiamo se troviamo il nome della nostra città nei telegiornali nazionali per tragiche vicende, epilogo della sordità e dell'idrolatria di un sindaco-monarca-podestà, di assessori-professori-tuttofare, di consiglieri-signorsì-speculatori e di affaristi che stanno riempiendo il loro bel portafoglio.
Come siamo caduti in basso... San Filippo aiutaci a risorgere da questo sindaco che ti loda per suo comodo... e si tiene buono l'arciprete, non si sa mai.
Ciao Gioiesi, risolleviamoci.
Differenza di trattamento??
E' stato realizzato con denaro privato???
E' stato posto in una posizione che trascende dal NS culto dei defunti (Nostro per i cattolici)???
Se dobbiamo fare critica facciamola, ma non appoggiamoci alla religione.
E se critica vogliamo fare, dovremmo parlare anche del "chiancone"(scusate l'ignoranza, ma nn riesco a definire quella pietra posta lì senza significato e senso)posto fronte al Teatro Rossini che è costato 2 lire per la comunità gioiese???