La fine ingloriosa dell’Ospedale Paradiso è ormai prossima. Una lenta ma continua e costante agonia che, entro un paio d’anni al massimo e in assenza di avvenimenti eclatanti, avrà il suo epilogo con la sua definitiva chiusura. Questa vicenda si concluderà così come era iniziata con il Piano di Riordino Ospedaliero voluto da Fitto anni fa, cioè con la chiusura di quei pochi e residuali reparti ancora attivi che in tanti avevano sperato si protraesse il più a lungo possibile. Una chiusura, da anni ormai nell’aria, “mimetizzata” e minimizzata dai nostri politici che in blocco hanno strumentalizzato ricorrendo a tanto inutili quanto vane promesse di poter risolvere la querelle con la Regione salvo, oggi, minacciare di adire le vie legali.
Gli innumerevoli incontri di concertazione intavolati con tecnici, operatori del settore e politici provinciali e regionali, oltre ai tanti dibattiti e consigli monotematici indetti allo scopo, non sono serviti proprio a nulla. Così come a nulla serviranno le minacce del sindaco Piero Longo di regalare all’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, “un pinocchio alto due metri” o di voler ricorrere al TAR “per rivendicare la mancata attuazione di quanto sancito dal Piano Attuativo Locale”.
Ancor meno a nulla serve il far credere di non sapere nulla, di cadere dalle nuvole, su questa decisione dell’assessore Fiore di dimezzare ulteriormente i posti letto assegnati all’Ospedale Paradiso, quando si ha nel proprio “organico politico” un congruo numero di consiglieri regionali che sicuramente potevano e hanno riferito su queste volontà, tra cui il “gioiese” Giammarco Surico.
Una decisione nota ai più e quindi anche ai diretti interessati, presa mesi fa e ufficializzata in una bozza del tanto chiacchierato Piano di Riordino della Rete Ospedaliera della Regione Puglia, che doveva essere “riservata”, come i famosi segreti di Pulcinella. Un Piano triennale (2010/2012) in cui si prevedeva la riduzione di ben 2211 posti letto in tutta la regione, con un risparmio totale previsto, in termini di costi, di quasi 336 milioni di euro nel triennio.
Un Piano in cui erano previsti la “rico
nversione e disattivazione degli ospedali con un numero di posti letto per acuti inferiori a
Per Gioia del Colle e Conversano, unitamente a tante altre località dell’intera regione, era stata prevista la disattivazione di interi reparti con il dichiarato obiettivo di raggiungere una riduzione media, ma non meno, di 40 posti letto per presidio ospedaliero.
Tale bozza di riordino, da ufficializzare nel mese di settembre, era ben conosciuta da tutti i politici, sia a livello regionale che provinciale e comunale.
Gli stessi politici, di altre località, chi più chi meno, si sono immediatamente e concretamente attivati per evitare i drastici ridimensionamenti nei nosocomi di loro “pertinenza”.
I nostri, a quanto è dato vedere, leggere ed ascoltare, sembra vogliano tutelare il diritto alla salute pubblica dei loro concittadini amministrati, regalando “pinocchi", più o meno alti, di legno o di metallo prezioso, a destra e a manca, minacciando vani ricorsi legali, inviando lettere alla cortese attenzione del sindaco invitandolo affinché ponga in essere un fattivo intervento della Giunta e del Consiglio Comunale (l’ennesimo quanto tardivo tentativo) nei confronti dei redattori del Piano Regionale per cercare di convincerli che sarebbe un errore depotenziare una struttura sanitaria territorialmente strategica quale può considerarsi e può essere quella gioiese, o tramite manifesti di protesta che oggi lasciano il tempo che trovano, ben sapendo che in tempi neanche tanto lontani, gli stessi erano più che favorevoli all’attuazione di questa politica regionale volta alla razionalizzazione della spesa sanitaria.
Una politica condivi
sa anche dai rappresentanti di destra che hanno avuto il “merito” di inaugurarla, non rendendosi conto, forse, che questo sarebbe stato l’inizio della fine per il nostro Ospedale Paradiso.
Una fine più volte preannunciata dal sottoscritto, anche da queste colonne, che non ha mai creduto nella volontà politica dei nostri rappresentanti (spesso urlata ma sempre più latente) di voler salvare le strutture sanitarie presenti sul nostro territorio. Una scarsa volontà dimostrata recentemente anche con il loro soppesato quanto mancato intervento in difesa della decennale struttura chiamata Villa Lucia. Il definitivo inizio del capitolo di chiusura della storia sanitaria per secoli scritta a Gioia del Colle.
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”Per fortuna chiuderà! Era ora! Meglio potenziare il Miulli di Acquaviva che almeno funziona bene!”.
Questo atteggiamento dietrologico e denigratorio della nostra comunità ed elogiativo di altre esperienze rientra nel comportamento di chi sta alla finestra a guardare e a criticare.
Con la dietrologia non si fanno passi avanti. Se veramente vogliamo bene alla nostra Comunità dobbiamo guardare a quello che di buono c’è e non fare di tutte le erbe un fascio.
Se in passato ci sono stati degli errori e leggerezze nella gestione della sanità locale( e non dico che non ce ne sono stati ) non si deve azzerare tutto e distruggere quello che di buono è ancora presente.
Al di là delle difese campanilistiche ( anch’io potrei dire che il Miulli non è poi quel santo nosocomio che qualcuno vuol farci apparire e che lì tutto funziona bene), bisogna essere razionali.
Se il Piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia mira a contenere i costi dela spesa sanitaria e ad ottimizzare le prestazioni, ben venga, ma tale Piano non può non tener conto e della posizione geografica dei Comuni interessati e della densità della popolazione e soprattutto dei dati economci di gestione dei singoli nosocomi e della produttività degli stessi; solo così si possono evitare sprechi e dare ai cittadini un servizio efficiente.
Inviterei pertanto il sig. Rudolf a leggere i dati della ASL/BA relativi al Presidio Gioia-Putignano-Noci. Si renderà conto che Gioia costituisce un fiore all’occhiello tra i tre nosocomi, per produttività, per costi di gestione, per competenze, pur essendo carente di importanti attrezzature.
Tali dati devono renderci orgogliosi del nostro nosocomio e non denigratori del lavoro infaticabile che le Unità Operative e gli ambulatori qui presenti stanno svolgendo con professionalità ed abnegazione a favore della collettività non solo gioiese ma regionale ed extraregionale; a qualcuno sfugge che mentre alcuni gioiesi denigrano il Paradiso molti cittadini provenienti da altre provincie e regioni utilizzano il nostro nosocomio per i loro ricoveri, accertamenti e prestazioni ambulatoriali.
Per non peccare di campanilismo, inviterei il sig Rudolf a visionare il sito dell’Osservatorio, che riporta dati e la relazione sullo stato dell’Ospedale : http://www.osservatorioospedaleparadiso.org.
La fortuna che il sig. Rudolf invoca nella chiusua del nostro ospedale la tramuto in un augurio che lui abbia sempre la fortuna di non aver mai bisogno di un ospedale, neppure di uno distante …solo 20 Km.
Cordialmente,
F. Giannini
Potrebbe essere più chiaro su quanto da Lei scritto in merito alla chiusura dell'ospedale di Gioia?
Lei afferma che è una "fortuna" chuderlo.
Perchè?
Per chi??? Forse per i cittadini gioiesi???
Forse per poter potenziare il Miulli??? Magari i parcheggi...
Forse che ancora non bastano i soldi spesi per quella mega struttua???
Possibile mai che in tutta la Puglia la Sanità debba essere delegata quasi del tutto ad Enti Ecclesiastici???
Certo che curare "la carne" è più remunerativo che curare lo Spirito. Anche se spero che la Chiesa sappia curare
lo spirito meglio di come in certi reparti del Miulli curano "la carne"....
Forse è una fortuna per Lei???
Bene! Allora che lo chiudano! Che gli interessi di pochi prevalgano ancora una volta su gli interessi di tutti! Evviva!
Nel caso la Sua affermazione sia frutto soltanto di un picco di qualunquismo incontrollato (ma francamente non credo che lo sia)
tipico di molti, troppi, gioiesi, sappi che è proprio questo tipo di attegiamento disfattista che ha portato oggi, di fatto, a chiudere
l'ospedale ed in generale a far sì che da queste parti non si riesca mai a fare "qualcosa di buono" per l'intera collettività.
Badi bene che se l'opsedale chiude, chiude non perchè non funziona ma solo e soltanto perchè è stato lasciato alla mercee di
coloro i quali negli anni hanno curato i propri interessi a discapito di un'intera collettività agendo indisturbati anche grazie al dilagare
di queste forme di "pensiero" come la sua.
In conclusione rispetto il suo giudizio (ammetto con fatica) non perchè meriti rispetto ma perchè devo, ma la prego di dare un senso logico (se c'è) al suo pensiero.
Lei per adesso ha solo espresso un'emozione di gioia per l'ennesimo scippo fatto alla città di Gioia del Colle.
Trovo assurdo che si possa plaudire ad una decisione del genere e non ci si INCAZZI E PRETENDA che l'opsedale resti lì dov'è
e che funzioni come dovrebbe.
Grazie.
Caro Jan, ma quali sono queste "persone attente" che vorrebbero che l'ospedale fosse potenziato? Le stesse che ripetono che abbiamo l'aeroporto a pochi metri, senza sapere che i militari si ricoverano solo in strutture militari?
Caro MGS, crede davvero che provengano risultati positivi dall'ospedale di Gioia? Lo sa che i medici se la sono data a gambe levate qualche annetto fa? Sicuramente lei sarà tra i "saggi locali" che garantiscono la linea del passato, quella degli sprechi e dei contatti con la politica spicciola che ti difende anche quando hai torto. I macchinari di Gioia li potranno finalmente donare a qualche museo storico!