
Il mistero delle fontane gioiesi si infittisce!
In Largo Scarpetta è stata definitivamente “soppressa” (o rottamata?) la fontanella con pulsanti “a tempo” di cui scrivemmo, negativamente, qualche mese fa, rivelatasi sia esteticamente che tecnicamente un vero e proprio “obbrobrio”, sostituita da una ben più dignitosa, fontana circolare, anche se in formato mignon.
E fin qui, tutto è bene quel che finisce bene, anche se con qualche costo aggiuntivo per tutta la comunità.
Ma che fine ha fatto la fontana in via Garibaldi, accanto al “Mago della Pizza”?
Nella fase di restyling dei marciapiedi è… scomparsa! In tanti la ricorderanno, essendo per altro nella “memoria collettiva” presente da almeno 80 anni.
Al suo posto il nulla e due panchine. Non essendo presenti nel raggio di alcune centinaia di metri altre fontane (le due più vicine sono in via Orsini e in Piazza XX Settembre) sorge un legittimo dubbio: perché mai eliminarla? E dov’è finito lo storico “fontanile”?
“Voci” ben informate lo ritengono messo a “dimora” in un ristorante in quel di Montursi, di peuceta intitolazione… Addirittura si vociferava che tale fontana fosse di proprietà di un esercente della zona, (alla Totò maniera), affermazione poco attendibile se è vero come è vero che tale fontana era presente da 7 o 8 decenni in quel luogo, ben prima che alcuni esercizi commerciali aprissero battenti e tavolini, sempre che (e torniamo a Totò) il Comune non se la sia venduta.
Rivolgiamo il quesito agli organi competenti, ovvero amministrazione e Ufficio Tecnico, prima che a qualcuno venga in mente di dar vita a un nuovo gruppo su facebook (suggeriremmo come titolo “Le gioie perdute di Gioia”), essendo ben lunga la lista che annovera misteriose scomparse: la storica cinepresa pre
sente nel teatro Rossini, sculture antiche e moderne (il famoso matitone) e quadri.
Un inventario da qualche parte ci sarà pure… chiediamo a gran voce che venga reso pubblico e laddove ci siano “ammanchi” che gli organi preposti inizino “seriamente” ad indagare…
Ben vengano donazioni (quadri di Javarone in primis) ed altro, a maggior ragione urge prendere provvedimenti affinché ciò che appartiene alla comunità “resti” alla stessa e non finisca in collezioni private o venga “dismesso” da un giorno all’altro, letteralmente “scomparendo” con la complicità di prestidigitazioni amministrativo-comunali.
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Commenti
Molte volte non tutti hanno conoscenza di quello che accade, e giusto però che non solo le testate giornalistiche ma anche il semplice cittadino, si adoperi alle funzioni di vigilanza e di rispetto della cosa comune.
Stendiamo poi un velo pietoso sulle proprietà collettive, destinate ad abbellire le sedi destinate ai privati.
Con queste nostre denunce, per lei sterili, qualche piccolo risultato lo abbiamo ottenuto. Sono sparite le panchine posizionate di fronte alla chiesa di San Rocco, hanno posto una pezza alle marmoree panchine di via Garibaldi e per ultimo hanno sostituito quell'abbeveratoio inizialmente posto in Largo Scarpetta.
Se poi alle nostre continue richieste di "interloquire" con la città, come abbiamo fatto in questo ultimo articolo, l'unica e monotona risposta è il silenzio dei nostri amministratori, più che addossare questa mancanza di dialogo a noi, è a loro che dovrebbe chiederne le ragioni.
Un saluto e continui a leggerci, senza sterili polemiche da parte nostra.