Chiediamo scusa a tutti i nostri lettori se non ci è stato possibile aggiornarli in tempo reale sull’andamento dello spoglio completo delle schede elettorali dei 25 seggi previsti per Gioia del Colle, oltre alle due sezioni speciali, così come avevamo promesso e sperato di fare.
Il nostro referente su Gioia del Colle è stato letteralmente bypassato, nel senso che non gli è stato consegnato alcun aggiornamento sui dati che man mano pervenivano, anche se a rilento, dalle varie sezioni che avevano finito di scrutinare le loro schede.
E’ stato ad aspettare inutilmente dalle 21 fin’oltre la mezzanotte, esattamente fino alle 0.30 di martedì, senza avere il benché minimo straccio di dato, seppure provvisorio. Il motivo? Secondo il responsabile dell’Ufficio Elettorale, perché c’erano stati “dei problemi con il programma che – inspiegabilmente aggiungiamo noi – aveva cancellato alcune formule per cui si era reso necessario reinserire tutti i dati fino ad allora controllati”. Una situazione venutasi a creare, si direbbe, subito dopo la fine della visita del sindaco e del suo entourage.
Sta di fatto che alla stessa ora un altro sito internet concorrente, che tutti sanno molto vicino all’amministrazione, pubblicava un aggiornamento in cui si parlava di “risultati definitivi quando mancano ancora cinque sezioni per conoscere il verdetto definitivo delle preferenze dei gioiesi”.
Ci si chiede: come avrà fatto ad ottenere questo dato definitivo se, per i responsabili dell’ufficio elettorale, di definitivo fino a quel momento non c’era nulla?
Il sospetto è che qualcuno (chi?) possa aver consegnato loro questi dati che provvisori in realtà non erano, evidentemente erano tali ma non per tutti.
Sembrerebbe, visto i risultati e i vari andirivieni che ci sono stati nell’Ufficio Elettorale, fossero definitivi soltanto per gli amici consiglieri e responsabili dei partiti della coalizione di maggioranza.
Ma, oltre al nostro collaboratore gioiese, sono stati quasi obbligati a rimanere fuori, ad aspettare dati che non sarebbero mai arrivati, anche i responsabili di alcuni partiti di centrosinistra, dal segretario del PD Gianni Valletta, con alcuni componenti il direttivo, Gianfranco Falcone e Enzo Cuscito, ai responsabili di Sinistra e Libertà, Gianni Vasco, Mimmo Lapolla e Francesco Dongiovanni, oltre al consigliere Ventaglini dell’UDC.
Per tutti loro le porte non potevano (o non dovevano?) aprirsi.
Mentre per il sindaco Piero Longo, il suo braccio destro Gianmaria Palmisano, l’assessore Sante Celiberti, il consigliere Vito Antonio Paradiso e compagna, un componente della segreteria personale del sindaco, Ciccio Grassi, che ha dato anche una sostanziosa e costante mano nell’inserimento dei dati che pervenivano, il consigliere Giuseppe Masi Lenin, che se ne è uscito con in mano i dati riepilogativi ufficiali di nove sezioni su 25, consegnati chissà perché solo a lui della minoranza e non agli altri che aspettavano, e tanti altri colleghi di coalizione, le porte si aprivano come nulla fosse, anche più di una volta.
Anche nei confronti di una giornalista, Lucia Rizzi (con relativo compagno), che tutti sanno aver fatto parte (per molti lo è ancora tuttora) della redazione di quel sito internet che ha pubblicato per definitivi quegli stessi dati ritenuti, evidentemente per gli altri non per loro, provvisori, per via di quell’inconveniente occorso al computer, quindi inutili. Tanto da invitare gentilmente i presenti a lasciare il loro indirizzo di posta elettronica e a tornarsene a casa con la promessa che avrebbero inviato i dati definitivi a mezzo mail, cioè a notte fonda.
Una giornalista entrata, sotto gli occhi di tutti i presenti, la prima volta insieme al sindaco, al suo braccio destro Palmisano, e al consigliere Giuseppe Masi Lenin, per poi uscire, rientrare a distanza di una mezz’ora circa, e riuscire, questa volta in compagnia del solo Palmisano, nonostante le porte fossero state chiuse definitivamente, ma, lo ripetiamo, solo per gli altri, non per loro.
Grazie ad un pass “speciale” o perché seguaci di un novello “Alì Babà” a cui si aprono e chiudono tutte le porte senza la necessità di pronunciare la fatidica frase “apriti sesamo”?
Ma le porte di un ufficio elettorale, nel pieno esercizio delle sue funzioni e nel bel mezzo di una competizione elettorale, potevano essere chiuse al pubblico?
Secondo le norme in materia elettorale, confermate dal Presidente del Consiglio Comunale, avv. Tisci, no, non potevano e non dovevano essere chiuse.
Sta di fatto che hanno deciso di chiuderle immediatamente dopo l’uscita dall’ufficio del sindaco e del suo seguito, ufficio in cui erano rimasti chiusi per oltre un’ora. Per fare cosa?
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Commenti
In merito alla difesa del giovane consigliere torno a dirle che una difesa in forma anonima lascia il tempo che trova. Non è coraggioso. E' omertoso.
E poi lei aveva accusato il sottoscritto di aver taciuto. E' evidente che si è andato ad accertare del contrario. Non ha ammesso l'errore, ma tanto mi basta.
Buona Pasqua anche a Lei.
Enzo Cuscito
Quanto alle "offerte" non credo sia il caso di andare oltre, è sufficiente guardarsi attorno e fare la conta dei tanti "comitati elettorali" apertisi per l'occorenza. Non mi/ci vorrà far credere che quei signori lo abbiano fatto per "il "valore", gli "ideali" e il "progetto" che quel candidato esprimeva? Ogni cosa ha un limite!
Buona Pasqua
In merito alla denuncia del giovane consigliere (ora capisco anche perché è arrabbiato), mi spiace che la sua memoria s'inganni, ma proprio su questo portale, quando comparve la sua lettera-denuncia, con nome e cognome apprezzai e sottolineai con un commento il mio sostegno. Lei, mi spiace, non fece altrettanto. Eppure sarebbe bastato scrivere, con il coraggio del proprio nome e del proprio cognome, un commento di sostegno. Ma noi siamo bravi solo a criticare, a fare i predicozzi, a pontificare. Farsi avanti, metterci la "faccia" è sempre il "lavoro sporco" che fanno in pochi.
In merito alle "offerte" dei candidati da appoggiare, la invito pacatamente a "muovere il dito" e a precisare cosa, quando, come e a chi tali offerte sarebbero state fatte e ottenute. Altrimenti rimane sempre la solita pistolettata lanciata nel mucchio, nello stile dei qualunquisti codardi che nemmeno osano metterci la faccia.
La ringrazio per l'eventuale, dettagliata, risposta.
Enzo Cuscito
Quanto al nostro beneamato "ducetto", mi sorprende che solo adesso vi accorgete di questi comportamenti. Non più tardi di qualche settimana fa, se la memoria non mi inganna, un giovane consigliere ha avuto il coraggio di denunciare proprio questi fatti. Ma nessuno, lei compreso, ha mosso un dito in sua difesa, troppo presi a scegliere le "proposte" o meglio le "offerte" dei candidati da appoggiare...
il vero problema che voglio sollevare, come giustamente dici, non è tanto la mancanza di un gioiese eletto, quanto, come l'ho evidenziato in MAIUSCOLO : L'ASSENZA DI UNA OPPOSIZIONE CITTADINA COMPATTA CHE, SULLA BASE DI UN PROGRAMMA COMUNE E DI UN CANDIDATO COMUNE PORTI AVANTI UN VERO PROGRAMMA DI RINNOVAMENTO.
Nulla da eccepire su Mario Loizzo, persona che ritengo molto corretta, ma, ripeto, è il segnale dato alla città ed alla bieca maggioranza che la governa di una opposizione debole e NON COMPATTA che mi preoccupa.
In quanto all'argomento del post, mi giungono voci di corridoio dal palazzo che confermano quanto accaduto, ma anche qui facciamo attenzione : L'ufficio elettorale può anche essere chiuso per fare lavorare bene gli addetti ai lavori ed ai calcoli (quando vediamo i collegamenti dal ministero in TV, i giornalisti non entrano nelle stanze in cui si lavora ma puntualmente c'è un rappresentante che trasmette i dati in sala stampa a tutti).
Quello che invece non va è l'atteggiamento del "Padre Padrone Longo" il quale, NON AVENDO ALCUN TITOLO, entra nelle stanze dell'ufficio e gestisce gli accessi ad esso. Questi compiti spettano al DIRIGENTE (segretario generale) non al SINDACO, ma pare che il primo fosse non presente anzi pare "mai presente", quindi tutte le decisioni sarebbero spettate al "funzionario" ma MAI AL SINDACO.
La legge è chiara: IL POTERE POLITICO E' SEPARATO DAL POTERE GESTIONALE e qui abbiamo un sindaco (permettimi di scriverlo con la s minuscola perché è proprio piccolo piccolo), che si erge a capo supremo dell'apparato e del personale, come già denunciato da Claudio De Leonardis e quello che è peggio I DIRIGENTI COMUNALI CUI SPETTA LA GESTIONE NULLA FANNO !
Enzo Cuscito
Gradirei davvero che a questo comportamento seguissero delle pubbliche spiegazioni. Con le motivazioni che hanno spinto l'Ufficio Elettorale a respingere la richiesta di osservatori politici come i segretari di partito (Valletta per il PD) e di giornalisti (Stoppini per GioiaNet), e accettarne altri (il Sindaco in primis, Celiberti, Giuseppe Masi, la giornalista Lucia Rizzi ecc.). Quella porta chiusa dinanzi al diritto democratico di controllo è un pessimo segnale per la nostra città. Vedremo chi avrà il coraggio e la correttezza di dissolvere i dubbi e le inquietudini della vicenda.
Enzo Cuscito
Nessun gioiese significa ovviamente che non considero gioiese neanche Surico che nulla ha fatto per questa città nella precedente legislatura.
DOV’E’ SEI OPPOSIZIONE DI QUESTA CITTA’ – VUOI COMPATTARTI
Con le vostre beghe interne state facendo più male voi alla città che il nullafacente Longo !
Con questi signori o ci si prona, o altrimenti si viene esclusi, e questo in sintesi era quanto volevano sostenere nel loro motto dell'ora si cambia.
Auguro a voi tutti che possiate continuare ad informarci senza remore ne ...pronazioni.
Saluti
Questa è ormai prassi consolidata di un sindaco che qualcuno ha definito "ducetto da operetta".
Ma ancora più sconcertante è l'esito delle urne: aver dissipato circa 14.000 voti utili senza avere un rappresentante in consiglio regionale è l'emblema di un paese in cui gli interessi dei singoli ha prevalso, ancora una volta, su quelli della collettività.
Per questo occorre ringraziare i tanti miracolati della politica che si sono venduti per pugno di lenticchie a personaggi che neppure sanno dove si trova Gioia del Colle.
Davvero un bel risultato. Complimenti!