Venerdì 25 Maggio 2012
   
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VITO RUSSO E SPAZIO UNOTRE: CONNUBIO FRA ARTI

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spazio_unotre_protagonistiUno sguardo introspettivo, rivolto al proprio vissuto, ma che al contempo scruta la realtà circostante … Uno sguardo attento, al quale, però, qualcosa sfugge, in quella piccola frazione di secondo in cui la palpebra, necessariamente, si dischiude. “È uno sguardo che cattura brandelli di realtà, e se paragonassimo la poesia alla fotografia, parleremmo di fotogrammi”, così afferma Giacomo Leronni, durante la lettura critica alla scrittura di Vito Russo, primo ospite dei giovedì letterari – organizzati dallo stesso Giacomo Leronni, Fortunato Buttiglione, Giorgio Gasparre e Filippo Paradiso – presso la nota e suggestiva location di Spazio Unotre.

vito_russo_declama_poesieVito Russo, putignspazio_unotre_pubblico_russoanese d’origine e milanese d’adozione, ha presentato, giovedì 22 settembre, il libro ‘Tra la palpebra e l’occhio’, edito Lieto Colle 2011. Raccolta poetica che si nutre della poesia di Edoardo Sanguineti, Maurizio Cucchi … e che mette al centro la sua esperienza più personale e più intima, perché “il poeta – continua Giacomo Leronni – ci mette a conoscenza della sua esperienza […]. Esperienza che ha le sue sconfitte, i suoi punti di non ritorno, ed anche le sue vittorie”.

L’esperienza di Vito Russo è un’esperienza caratterizzata da un’inquietudine esistenziale, da tasselli che non riescono a ricomporre il puzzle: “Il sonno non arriva in questa stanza, mi tiene sveglio il timorespazio_unotre_russo di non riconoscermi più negli abiti che indosso”. O ancora i suoi versi recitano: “[…] distratti dal pensiero di Dio, i piedi scavano terra e cemento”.

È un’esperienza che narra un disagio dettato dalla situazione storico-sociale contemporanea: “[…] Mentre sfoglio i quotidiani, ne ho i segni sulla cravatta”. La poesia di Vito Russo, inoltre, è una poesia che si muove tra lo spazio psicologico e quello fisico. Troviamo la presenza di varie città, tra le quali spicca predominante la ‘sua’ Milano, in quanto, secondo lo stesso Vito Russo, “sono importanti lmario_pugliese_alloperae relazioni che si hanno anche con la materia spazio-geografica, perché la nostra personalità è data sia dai rapporti interpersonali sia da quelli che si possono avere con gli oggetti”. È una poetica degli oggetti la sua, che ad un certo punto si apre a dei punti di speranza: “La domenica sera sembra che il tempo non abbia più nulla da dire, eppure domani si ricomincia”.

Intanto Mario Pugliese – artista dalla nota creatività ed ospite dalla grande accoglienza – da colore alle parole in versi declamati dallo stesso Vito Russo. “Ignoro se questa giacca sia l’essenziale”, diventa una giacca indossata da un uomo senza volto; e “L’amarezza di una frase non detta”, diventa un volto dalle lacrime argentee che non riesce a guardare quella valigia andar via…pinto__e_chitarra .

Il sottofondo musicale, in conclusione, è dato dalla chitarra del maestro Gianni Pinto. Riuscito, come sempre, il connubio fra le arti, capace di creare una particolare sintonia anche tra i presenti.

Il prossimo giovedì letterario è fissato al 29 settembre con la presenza di Lino Angiuli. Grazie di cuore, infine, a Fabio Guliersi per aver messo a disposizione della nostra redazione i suoi preziosi scatti.

Commenti 

 
#4 Vito Russo 2011-10-26 21:43
Capisco il ragionamento di schizzo, e lo interpreto quanto meno come un segno di attenzione al mio lavoro, di cui lo ringrazio. Allo stesso tempo, condivido a pieno il pensiero di Giacomo. Il suo contributo è stato prezioso per dare un'interpretazione e una chiave di lettura non asettica ai testi. Credo ci sia stata la giusta proporzione tra critica e testi. Del resto il lettore o "fruitore" non è uno stupido, chiunque sia, ma deve avere anche l'umiltà di avvicinarsi ad un mondo che non conosce munendosi di strumenti eteronomi. Per di più perché la formula del reading, a differenza della lettura solitaria dalla carta, non permette di soffermarsi e tornare sui testi a proprio piacimento, ma è più sfuggente. Ho letto il 20-30% del libro, non è poco. Anche al supermarket le merci portano alcune indicazioni... Spero ci saranno altre occasioni per ascoltarmi ancora, se lo vorrete. Grazie a tutti quelli che hanno voluto essere presenti!
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#3 schizzo 2011-09-26 15:00
certo signor Leronni..la mia non era una critica alle sue parole e al suo modo di presentare l'autore.di certo una introduzione andava fatta, però forse più breve. è sembrato, non solo al sottoscritto, che ci si sia dilungati un po' troppo nella spiegazione e poco abbiamo ascoltato di poesia che era la vera protagonista della serata.
detto ciò, continuo ad apprezzare quello che fate.
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#2 Giacomo Leronni 2011-09-26 09:57
Insomma, a leggere il commento, la serata è stata contraddistinta dalla noia... Se il problema sono io - come dicono gli allenatori di calcio quando la squadra non funziona - vedrò, in futuro, di restare ai margini, come mia abitudine del resto. Vorrei però ricordare che esiste poesia e poesia e che non si può mettere tutto nello stesso calderone. La poesia di Vito Russo non è la più fruibile in assoluto e un filtro ci doveva essere. Bisogna anche mettersi dalla parte dell'autore, che merita la giusta attenzione critica alla sua opera se decide di venire a presentarla. Quindi, come si vede, il discorso non è così semplice come sembra. Concludo dicendo che l'iniziativa è partita sicuramente per "ascoltare" i poeti, più che per introdurli: questo è quello che dobbiamo sforzarci di fare tutti, non c'è dubbio. Tuttavia non vorrei che questo principio fosse interpretato da qualcuno come se i nostri incontri fossero "solo" una specie di "corrida", con dilettanti e/o professionisti allo sbaraglio. Il pubblico ha le sue sacrosante esigenze, ma anche il poeta le ha. Per non parlare della poesia. Va bene andare al supermarket e comprare ciò che ci piace. Ma la poesia non è un "prodotto" come tutti gli altri, non dimentichiamolo...
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#1 schizzo 2011-09-25 14:29
bella serata però un consiglio..va bene la presentazione dell'artista da parte del sig. Leronni o chi per lui, però come già sottolineato durante la serata, sarebbe più interessante lasciare maggiore spazio alla lettura delle poesie..in questo tipo di incontri credo che molte spiegazioni e preamboli siano superflui e spesso noiosi..lasciamo spazio alla poesia che ognuno di noi deve poi interpretare..il chitarrista era anche molto bravo ma quasi dormiva sul palco dalla noia dell'attesa di poter suonare.
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