Venerdì 25 Maggio 2012
   
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“CONCORSO INTERNAZIONALE P. ARGENTO” ANCHE SU RAI3

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Anche RAI3 si è interessata alla XIV Edizione del concorso Pietro Argento, tanto da dedicare un ampio servizio mandato in onda nel TG regionale (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b1ca664e-ee83-45a3-bc67-e68041d4d4b4-tgr.html#p=0).

Concorso giunto all'epilogo finale. Questa sera, infatti, alle ore 20.00, presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle, ci sarà la serata conclusiva con l’assegnazione del Primo Premio Assoluto.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Commenti 

 
#2 Antonella 2011-06-06 21:29
Complimenti a Vito Lobefaro e Paola Sorrentino,abili professionisti e tenaci organizzatori del Concorso internazionale "Pietro Argento" ,nella citta' di Gioia del Colle!!!.Grazie per averci regalato nella serata finale, emozioni profonde ,in una magia di performance musicali di elevato valore artistico,cullati e accarezzati dalla note prodotte dalle pregiate mani degli artisti,in un mixer di sobria eleganza e raffinata tecnica...
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#1 letizia guida 2011-06-06 12:36
Si esce dal teatro “Rossini” , dopo la serata conclusiva del concorso internazionale “Pietro Argento” con l’animo leggero e la mente piacevolmente stordita dalla profusione di note ed armonie riversatasi a cascata su spettatori attenti ed incantati.
Sono trascorsi già 14 anni dal primo bando, eppure ogni anno questa competizione non manca di stupire , di stupirci per la capacità di tener fede, nonostante il passar del tempo, a tre elementi essenziali. quasi una sua cifra identitaria : giovinezza.
professionalità, multiculturalità.
È proprio questo mirabile mix di elementi che, a parer mio, hanno fatto la fortuna e porteranno ancora ,mi auguro, tanto successo all’opera encomiabile di Paola e Vito Lobefaro. Due giovani musicisti che hanno sognato e realizzato il loro sogno, in cui continuano a credere tenacemente estardamente, nonostante le tante difficoltà :dalla scarsità di mezzi economici privati come del sostegno pubblico fino alla vergognosa povertà di risposta del paese, che lascia semi- deserto, desolatamente, il bel parterre del “Rossini” ,pure risonante di splendide melodie classiche, rese impeccabilmente da un giovane pianista coreano, come accadde nel giorno di apertura del concorso.
Un paese che sembra non accorgersi (ancora! dopo 14 anni) di questa perla rara, pure nata nel suo seno, grazie alla quale oggi il nome di Gioia del Colle , piccola città del sud d’Italia ,viene fatto in ben 30 Paesi dall’est all’ovest , dal nord al sud di questo nostro mondo , attirando verso di sè fior fiore di giovani musicisti ,dalla tecnica formidabile, unita ad una grande sincera passione per la musica, che magicamente abbatte i confini e travalica le culture più diverse e in apparenza incompatibili, riuscendo lì dove mille incontri politici spesso inesorabilmente falliscono.
Così la ”vecchia“ Europa di Bach, Beethoven, Liszt , Chopin, Schubert, ma anche quella dei più “moderni” Debussy, Rachmaninov, Ravel, Mendelssohn alza ancora il suo canto evocando emozioni anche intense, grazie alle agilissime dita di giovani e anche giovanissimi uomini e donne provenienti dalle patrie più diverse e lontane, ma uniti nel nome di un’arte immortale.E l’aura magica che si sprigiona da questa manifestazione viene colta anche dagli esperti come la professoressa Valente, prima “tutor ” del concorso e sua
infaticabile sostenitrice.
Come lei fa il maestro Riccardo Risaliti presidente della commissione esaminatrice di quest’edizione, che ha manifestato tutto il suo stupore nel riscontrare un così alto livello di professionalità in un concorso che ha “soltanto ” 14 anni .
E a sentire un esperto di concorsi musicali come il professor Risaliti, questo è un traguardo che si raggiunge in tanti e tanti più anni e che non è facile riscontrare in molte occasioni simili.
Come dire che il concorso “P.Argento” straordinariamente attira dei numeri uno in campo musicale, (quest’edizione ne ha contati 180 !) tanto che diventa spesso difficile per la commissione giudicatrice, assegnare il primo premio assoluto.
Del resto puntualmente attribuito, a maggioranza, questa sera ad una dolcissima pianista russa, dal nome impossibile e dai bei lineamenti ottocenteschi, che ha eseguito in modo tecnicamente perfetto eppure carico di sensibilità romantica dei brani di Schubert. Liszt e Chopin.
Così presi da questo incantamento i fortunati spettatori non si sono accorti dell’ora tarda e quasi a malincuore, sono certa, hanno lasciato il teatro e la magia che la musica, la buona musica , crea da sempre per la gioia degli uomini che sanno apprezzarla.
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