Giovedì 24 Maggio 2012
   
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FILODRAMMATICHE GIOIESI… CHE FINE HAN FATTO?

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Quest’anno si è notata nella programmazione teatrale ed in cartellone l’assenza delle compagnie filodrammatiche gioiesi. Ne abbiamo chiesto il perché ad Augusto Angelillo.

marvulliIl perché le filodrammatiche siano fuori dal teatro bisognerebbe chiederlo a chi "gestisce" la cultura a Gioia. Comunque questa è una cosa che personalmente avevo già "profetizzato" alla presentazione pubblica del nuovo direttore artistico Vito Marvulli, in quanto chiesi come si potesse coniugare la gioiesità tanto sbandierata con quanto dichiarato esattamente l'anno prima, ovvero che le compagnie teatrali, e non solo, non erano per niente degne di calcare il palco del Rossini. Fu la prima (e ultima) assemblea pubblica cui tutte le associazioni culturali furono invitate. Nessun proseguo, così come è decaduto il progetto di una consulta culturale, forse perché un po' troppe realtà associative pensavano con la propria testa.

Di cosa ha bisogno il teatro amatoriale per  crescere?

il_diario_di_anna_frankIl teatro amatoriale per crescere ha bisogno in primis di essere libero di esprimere il proprio modo di essere e di un luogo dove poter fare, con una certa tranquillità, le prove. La mia Associazione è stata sfrattata dall'Amministrazione perché doveva vendere il locale dove ci poggiavamo, Liberissima di farlo, solo che è stato fatto prima dello scadere del contratto di locazione. Non abbiamo voluto fare alcun ricorso perché in caso di vittoria a pagare sarebbero stati comunque i cittadini. C'è da dire che spesso, quando le realtà amatoriali interagiscono con una qualsiasi Amministrazione, la prima cosa che chiedono è un finanziamento. La mia Compagnia, al contrario, non ha mai chiesto soldi ma solo la possibilità di presentare il proprio lavoro e l'incasso della serata al netto delle spese. Il contributo da parte dell'Amministrazione è venuto in ballo al momento della stipula del protocollo d'intesa e se qualcuno ha ancora un po' di onestà intellettuale, ricorderà perfettamente che io e la mia collaboratrice Giustina Lozito non eravamo d'accordo perché temevamo un’ingerenza da parte della direzione o dell'Amministrazione che non ci avrebbe permesso di lavorare serenamente.

Cosa suggeriresti ad un’Amministrazione “illuminata” per aiutare queste realtà amatoriali?

vito_osvaldoAd un'Amministrazione illuminata suggerirei di incontrare le realtà locali, tutte e non solo quelle che sono nate in questi ultimi due anni, e le ascolterei, perché a differenza delle Amministrazioni che si succedono a palazzo San Domenico, quasi tutte le realtà associative che lavorano da anni sul territorio lo fanno per amore della città e della Cultura (con la C maiuscola e non con quella minuscola) e non per una promozione personale o, peggio ancora, puramente politica. Il sottoscritto, Giustina Lozito (coordinatori di Teatralmente Gioia), Vito Osvaldo, Giovanna Carelli e Sofia Antonicelli (dell'Associazione DiversaMente), facciamo parte del Direttivo della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) pugliese e andremo il 27 marzo 2011 a festeggiare la giornata mondiale del teatro a Castellana, realizzeremo in autunno anche un festival teatrale sul Risorgimento.

Investire enerfilippo-gallogie nel formare giovani, mettersi in gioco in prima persona, crederci … è un investimento o una cambiale?

Ad una riunione nello IAT con il Consigliere delegato al Turismo, Filippo Gallo (ero presente in qualità di segretario della Pro Loco), ho ribadito che per promuovere Gioia bisogna avere il coraggio di investire anche nelle risorse locali, non di dover a tutti i costi scimmiottare altri paesi, come se Gioia non avesse in sé le possibilità di muoversi autonomamente. Chi copia gli altri fondamentalmente lo fa  perché non ha idee proprie. Sicuramente investire nei giovani e nei gioiesi, anche se non amici, non è una cambiale.

Quali sono i costi “vivi”da sostenere per portare in scena una rappresentazione? E’ ipotizzabile “autogestirsi”, senza dover dipendere da diktat politico-amministrativi?

teatralmente-gioia-moliereI costi dell'allestimento di una rappresentazione variano a seconda dell'opera che si vuol mettere in scena, per esempio la commedia di Molière che abbiamo portato in teatro lo scorso anno, è costata molto di più rispetto all'opera che stiamo mettendo in scena quest'anno. Comunque i costi vivi oggi sono: SIAE, Scenografia, Costumi e Pubblicità (a queste spese va aggiunto quest'anno il costo dell'affitto del teatro). Sicuramente l'autogestione è possibile se ci sono sponsor, se l'incasso dell'anno precedente è tale da poter coprire l'avvio dell'allestimento, d'altro canto c'è da mettere in conto che dalle nostre parti, per una filodrammatica, non si può stabilire un biglietto superiore ai dieci euro, anche perché ciò che facciamo è rivolto alle famiglie, quindi...

Oggi il teatro cosa può offrire? Perché si dovrebbe andare a teatro?

La Compagnia Teatralmente Gioia è composta in prevalenza da giovani, da sempre ha lavorato con e per i giovani, ma come dicevo prima si rivolge anche alle famiglie. In teatro si può urlare quella verità che diversamente non si riuscirebbe neanche a sussurrare. Per quanto il teatro è finzione, è anche  amore per la verità, è denuncia, è divertimento, soprattutto è libero, perché lo scegli, scegli di andare o di non andare, a differenza della TV dteatralmente-gioia-gruppoove, se anche fai zapping, trovi la fotocopia del programma che hai lasciato.

Progetti per il futuro…

La Compagnia Teatralmente Gioia ha nel futuro immediato la commedia "D come donna... danno... divorzio" di Aldo Lo Castro (abbiamo un accordo di massima con il teatro Sacro Cuore per gli inizi di maggio, presumibilmente per il 4 e 5 maggio), ma contemporaneamente stiamo gettando le basi per un musical da realizzare nel 2012, che ci vedrà sicuramente molto impegnati e che vedrà impegnati tantissimi giovani. A tal proposito colgo l'occasione per lanciare un appello a ragazze e soprattutto ragazzi che hanno voglia di partecipare come ballerini, possono liberamente contattarci attraverso il sito della Compagnia Teatralmente Gioia http://www.teatralgioia.altervista.org o alla e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Commenti 

 
#9 Marica 2011-04-03 14:06
Io non credo che Augusto abbia sferrato un "attacco" al sindaco. Io di politica e d manovre varie non me ne intendo tantissimo, ma secondo me qui la "critica" è rivolta a tutti coloro che, pur di calcare la scena del Rossini, sono disposti a piegarsi al potere e/o al colore politico. E' assurdo che il teatro, che di per sé nasce come un modo per rappresentare i costumi e gli usi della società, debba tingersi del colore politico del momento. I partiti si chiudono, cadono, si avvicendano nel governo, ma il teatro non dovrebbe. Il teatro è cultura e la cultura non ha niente a che fare con i cambiamenti del potere. Ecco perchè trovo ridicolo asservirsi al potere pur di non schiodarsi da una sedia o dalla scena, sarebbe come perdere la propria identità e diventare un automa.
Sicuramente la filodrammatica di Augusto non si è fermata, anzi, sta preparando una commedia che verrà rappresentata in un altro luogo.
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#8 franco gisotti 2011-04-03 09:34
correzione dopo la rilettura dell'intervento precedente:....la questione teatro.... è stata trattata.....
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#7 franco gisotti 2011-04-02 15:05
La questione del Teatro Rossini e di come viene gestito è stato trattato parecchie volte in questi ultimi anni, sia su queste pagine elettroniche che su quelle stampate e, nel bene e nel male qualche conclusione è stata raggiunta. Per esempio si è capito che chi viene chiamato a gestirlo dall'Amministrazione finisce per imporre le proprie scelte e nulla può fare l'Amministrazione per impedirlo se non imporre una politica dei prezzi e delle gratuitità. Una seconda conclusione è che, a seconda del "colore" politico di chi siede sui banchi della giunta comunale, di volta in volta si è deciso di dare spazio o meno alle filodrammatiche gioiesi. Una terza conclusione è che quando i gruppi amatoriali si sono esibiti non hanno sfigurato, almeno non tutti. Pur nelle more della non professionalità. E poi ci sono altre riflessioni che sono state analizzate in seminari e convegni che gli addetti ai lavori già conoscono. Detto questo, però, è necessario ammettere che chi calca il palcoscenico del Rossini è percepito dagli osservatori come vicino o prossimo a chi gestisce il Tetaro. E se è vero che chi gestisce il Teatro è senz'altro orientato da linee guida tracciate in ambito di giunta, allora le responsabilità denunciate da Augusto sono ben individuabili. Sempre. Se poi in questi ultimi anni aggiungiamo che la mano e la voce del sindaco sono più incisive e presenzialiste che nel passato, allora le cause del "caos sono chiare a tutti. In conclusione, perchè credo che Augusto meriti anche delle risposte, ci troviamo in una situazione in cui o si accettano le regole del gioco, e queste prevedono scelte cangianti come cambiano Amministrazioni e donne e uomini che ne fanno parte. Oppure queste regole, che talvolta ci fanno comodo e altre no, non si rispettano. Ad una Amministrazione che ha operato scelte escludenti le filodrammatiche gioiesi per far esibire quelle dei comuni adiacenti o vicinori (talvolta sconosciuti) non si chiede nulla. Manca un regolamento dell'accesso al Teatro trasversale ai colori politici e al tempo. Quindi non si può neanche pretendere. Bisogna attendere o un altro cambiamento politico o un regolamento. Nell'attesa le filodrammatiche dovrebbero comunque continuare la loro nobile mission, con sacrificio evidentemente, e proporsi alla città in altri ambiti che non siano il Rossini. Almeno così non saranno percepite come vassalli del nuovo feudatario gioiese. Ormai a Gioia ci sono nuove realtà e nuovi contenitori culturali in cui esibirsi e, magari, provare a sfidare il Potere e lo strapotere culturale di questo nostro malversato paese.
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#6 Perseo 2011-03-31 15:19
Se sono state attuate determinate scelte nei confronti del Teatro nulla da ridire! Ognuno svolge il suo compito in modo, si spera, consapevole.
Il problema è un altro.... bisogna avvicinare la gente al teatro! Il teatro amatoriale ha questo merito!
Probabilmente concedere il palco del Rossini per una rappresentazione di filodrammatica viene considerato un abbassamento di qualità....in realtà non è così!
In primis.... si darebbe la possibilità ai giovani dilettanti di conoscere il teatro e il suo mondo!!! Si porterebbero a teatro persone poco avezze a frequentarlo (parenti e amici degli attori amatoriali) e non sempre i soliti noti e non!!!
Manca uno spazio in cui confrontarsi...un luogo in cui i giovani possano ritrovarsi....un forum reale dove poter parlare di teatro ma non solo (è stato fatto un esperimento di riproporre un talk con la conduzione che tentava di ricordare il maurizio Costanzo Show, Pianista incluso,...ma quello è sicuramente un progetto da dimenticare)!
Che dire? Per fortuna c'è, magari in altri lidi, chi è in grado di "ascoltare" davvero...
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#5 Filippo M. Studente 2011-03-30 23:34
quest'anno si sta allargando molto il sig. SORIA... come fa a ritrovarsi sempre come un prezzemolo in tutte le rappresentazioni teatrali, nelle chiese, nei teatri, insomma factotum.... Ragazzi allegria è nato un nuovo "regista".... ma per piacere, smettiamola con questi personaggi, "toglietevi di mezzo... ci avete scocciato" largo alle idee dei giovani e perkè no anke ai pareri degli anziani ke hanno operato nella storia del nostro paese con umiltà e bravura" ce ne sono molti, fatti fuori nn si sà perkè! (Attenzione!!!!! Gallina vecchia,fa buon brodo)
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#4 tweety 2011-03-29 10:47
GRAZIE AUGUSTO PER QUESTE RIFLESSIONI SINCERE, ONESTE E LONTANE DAL SERVILISMO ALLA POLTRONA. IL TEATRO NON HA UNA VESTE POLITICA, IL TEATRO NON è DI NESSUN PARTITO...IL TEATRO è LIBERTà...IL TEATRO è CULTURA...NON HA UNA BANDIERA, NON HA UNO SLOGAN, NON HA SEDE IN UN PALAZZO...LA CULTURA, OLTRE CHE DALLE POLITICHE SPECIFICHE, DEVE ESSERE SOSTENUTA DAL BUON SENSO...VORREI DIRE A TUTTI "GLI AMICI DELLA POLTRONA", CHE LA SERVITU', IN MOLTI CASI, NON è UNA VIOLENZA DEI PADRONI, MA UNA TENTAZIONE DEI SERVI.LUCRARE SU TUTTO, GIUDICARE E CONTROLLARE, VEICOLARE I PENSIERI E UTILIZZARE MARIONETTE CHE DI VOLTA IN VOLTA, SI FANNO GIOSTRARE DAL POLITICO DI TURNO. NON SI TRATTA DI DESTRA O SINISTRA...MA DELLA POLITICA IN GENERE.L'ONESTà PRIMA DI TUTTO...IL RESTO VIEN DA Sè...ANCORA GRAZIE AUGUSTO...NON SEI SOLO...IN TANTI, TANTISSIMI TI APPOGGIAMO. NON ABBIAMO PAURA DI DIRE LA VERITà,MA ABBIAMO LA CERTEZZA CHE IL PIU' DELLE VOLTE, LA VERITà VENGA SCHIACCIATA CON L'OMERTà, LA MENZOGNA E LE PROMESSE MAI MANTENUTE. METTIAMOCI TUTTI LA FACCIA E FACCIAMOCI SENTIRE...FORSE NON CAMBIEREMO LE COSE, MA NON FAREMO LA FIGURA DEGLI ASINI...PERCHè IL POTERE DEI POCHI SI COSTRUISCE SULL'IGNORANZA E IL SILENZIO DI MOLTI. MA SOPRATTUTTO...SIAMO VERAMENTE SICURI CHE CHI DECIDE LE SORTI DEL TEATRO A GIOIA SIA VERAMENTE COMPETENTE IN MATERIA???SIAMO SICURI CHE ANCHE SE LE SCELTE DELL'AMMINISTRAZIONE CI FERISCONO, SONO COMUNQUE STATE PRESE DA VERI PROFESSIONISTI NEL CAMPO???O FORSE CI SI IMPROVVISA COMPETENTI???IN QUESTO CASO, LASCIATE AI BRAVI ATTORI GIOIESI (E CE NE SONO) LE IMPROVVISAZIONI SUL PALCO...PERCHè ALMENO NON COMPROMETTONO LE SORTI DEL PAESE...
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#3 Ragazzi Gioiesi 2011-03-28 09:22
Ci sono molti ragazzi a cui piace il teatro (varie realtà di gruppi ignorati e derisi),che sono stati messi da parte dal mondo degli adulti solo perchè ritenuti o inadatti o poco produttivi a riempire le tasche...che fine ha fatto la voglia di valorizzare il prodotto GIOIESE?
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#2 echisenefrega 2011-03-27 19:58
Complimenti ad Augusto! Finalmente uno spirito libero che critica il potente di turno, quel Piero Longo dinanzi al quale molti si sono piegati ubbidienti e servili.
Bravo!
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#1 Marica 2011-03-27 16:07
Un articolo a dir poco scottante! Ma è consolante poter constatare che per fortuna esistono ancora voci fuori dal coro, che denunciano delle carenze non per scopi denigratori, ma che offrono spunti di riflessione e consigli. E' ora che i diretti interessati si mettano seriamente una mano sulla coscienza e facciano un bilancio di tutto ciò che non è stato realizzato. Ma soprattutto è necessario finire di asservirsi al potere. Viviamo in uno Stato democratico (di regola)!
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