La crisi che stiamo vivendo è allo stesso tempo economica, sociale, ambientale e democratica. È la crisi di un modello di sviluppo perverso, basato sullo sfruttamento dell'uomo e dell'ambiente in nome di un astratto interesse economico. Dopo 30 anni di egemonia del profitto e della competizione individuale sulle forze della solidarietà collettiva, sono ora evidenti a tutti le contraddizioni del modello economico dominante e le fratture profonde da esso generate nella società.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un'Italia in cui la retorica del merito e dell'innovazione nasconde il perpetuarsi di logiche feudali, nell'alleanza tra potentati vecchi e nuovi, basata sulla paura del diverso, sulla diffidenza verso il futuro, sulla guerra tra poveri. Un'Italia disperata, la cui cifra dominante è la mancanza di futuro: il lavoro umiliato da precarietà e disoccupazione, l'ambiente deturpato da grandi opere utili solo a chi le costruisce, i migranti sfruttati due volte, prima sul posto di lavoro e poi sull'arena della competizione politica, i diritti civili negati dall'ossequio alle gerarchie vaticane. Un delitto perfetto, la cui vittima è il futuro della nostra generazione, condannata all'immobilismo sociale e, come un secolo fa, all'emigrazione.
Nella società della guerra tra poveri, dei ricchi sempre più ricchi serve una nuova redistribuzione: da un lato una redistribuzione dei redditi tra ricchi e poveri che elimini privilegi e diseguaglianze, dall'altra una redistribuzione temporale. Se è vero che hanno saccheggiato il passato, depredano il presente, privando di speranze e risorse il futuro, allora è necessaria una redistribuzione temporale da chi ieri ha sperperato risorse a chi domani non ne avrebbe. Le contraddizioni di un'intera epoca ci vengono scaricate addosso in maniera irresponsabile.
Il mondo della conoscenza è in mobilitazione in tutt'Italia, dall'8 ottobre, mobilitazione nazionale lanciata dall'Unione degli Studenti, e che vedrà in piazza studenti, precari della scuola in oltre 70 città italiane, alle mobilitazioni in tanti atenei italiani contro il DDL Gelmini.
A Roma, il 16 ottobre, ore 14.30, saremo in piazza al fianco dei lavoratori della FIOM per aprire una nuova fase di mobilitazione, non solo per difendere la scuola e l'università, ma per unire le lotte in difesa dei beni comuni.
(Fonte: Rete della Conoscenza)
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E' proprio bugiardo questo longo. Alla domanda sui dann... - SERGIO POVIA E' IL NUOVO ...
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Inutile piangere adesso ,votanto gente nuova stasera av... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
complimenti sergio meriti gioia da amministrare ma........ - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
SEi un gran bugiardo caro Piero Longo.......Tu non pren... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
Ma ancora con l'ipocrisia che ti ha sempre contraddisti... - DROGA, ARMI, IMMIGRAZIONE...
SCUSATE CHE CENTRA sORIA IN TUTTO QUESTO? O LA FESTA DE...
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