Questa sera, domenica 12 settembre, alle ore 20 si terrà presso il con
vento dei Riformati, in occasione delle festività dedicate al SS. Crocifisso, una interessante conferenza dal titolo: “Storia, arte e pietà popolare nella Chiesa di Sant’Antonio”.
Relazionera
nno il professor Mario Girardi ordinario di Letteratura cristiana antica presso l’Università di Bari, redattore della rivista Vetera Christianrum ed autore di prestigiose pubblicazioni nel settore e la restauratrice Maria Gaetana di Capua, suo lo splendido restauro operato sulla scultura lapidea di Sant’Antonio custodita nella Chiesa di San Francesco.
L’incontro ripercorrerà la storia delle Chiesa ed esalterà i gioielli artistici di cui si adorna.
La Chiesa di Sant’Antonio, detta anche del Crocifisso, fu ricostruita verso la fine del 1640 dai Padri Riformati.
Da un'iscrizione posizionata sull'architrave della porta di ingresso, parrebbe esser “risorta” sui resti di una Chiesa primitiva il 4 ottobre del 1633, giorno in cui fu innalzata una Croce. Tre anni dopo, il 13 aprile del 1636, fu posizionata la prima pietra.
L’intitolazione a Sant’Antonio parrebbe legata alla venerazione di una sua immagine scultorea portata in processione per invocarne i poteri taumaturgici e scongiurare la siccità.
All’interno della Chiesa vi sono splendide opere d’arte posizionate in prossimità dei sette altari.
Una della più belle pale affrescate - la Natività del Signore - di fra’ Iacopo da San Vito, risale al 1639, sul secondo altare si erge un Cristo Crocifisso ligneo alto 170 centimetri, anch’esso molto suggestivo e pervaso da un’aura di misticismo.
Il suo volto, infatti, cambia espressione: visto di fronte presenta il Cristo agonizzante, da destra il Cristo sofferente e da sinistra il Cristo morto. La leggenda narra che la statua - scolpita nel 1696 da frate Angelo da Pietrafitta - si sia miracolosamente animata e che Gesù, sorridendo, abbia rivolto al frate queste parole: “Dove mi hai visto? Mi hai fatto come io ero!”.
Subito dopo lo scultore, folgorato da un’estasi gioiosa, pare sia passato a miglior vita.
Sul primo altare di sinistra vi è un dipinto dell'Immacolata Concezione, sul secondo uno'opera dedicata a Sant'Antonio di Padova in piedi nell'atto di reggere Gesù, attribuito ai frati Francesco da Martina e Giacomo da San Vito intorno al 1640. In basso, sotto uno dei numerosi altari, una scultura della deposizione di Cristo, in una nicchia, in prossimità di un altro, la culla con Maria Bambina e nell’ultimo un dipinto raffigurante San Francesco nel momento del conferimento delle stimmate, sorretto da due angeli.
Anche il presbiterio custodisce dipinti di pregio: San Leonardo monaco, la Madonna e Sant'Anna con il Bambino Gesù.
Sull'altare maggiore compare il Perdono di Assisi, di Fra’ Giacomo da San Vito dei Normanni, risalente al 1645, restaurato nel 2004 dai maestri di Artensione.
Un restauro passato alla storia grazie ad un prezioso ritrovamento. Infatti, durante i lavori di rimozione della pala furono rinvenute - murate nell'abside centrale - ben otto tele, presumibilmente dipinte da Fra’ Giuseppe da Gravina nel 1686, oggi collocate nel Palazzo di Città; tema: la vita e la passione di Gesù.
Tra le altre opere vi è anche un San Pasquale Baylon ligneo, alto 150 centimetri.
Nel coro, situato alle spalle dell'altare maggiore, compaiono 14 stalli, con 11 teche che racchiudono reliquie di santi.
All'interno della sagrestia decori di mattonelle smaltate, probabilmente appartenenti al pavimento della vecchia chiesa, un altare mobile, due affreschi raffiguranti San Francesco e San Paolo e una tela raffigurante San Francesco in meditazione accanto al Crocifisso.
Nel corridoio laterale un affresco raffigurante Sant'Antonio e all'interno del refettorio un altro raffigurante il Cenacolo.
Il piazzale antistante accoglie ancor oggi i resti dei gioiesi uccisi da un’epidemia di colera nel 1837. L’ipogeo, esplorato da alcuni speleologi nel 1977, ha subito il saccheggio delle tombe presumibilmente nel 1936, data in cui venne ripavimentata la Chiesa.
Tornando al
programma religioso, ricordiamo la novena dal 5 al 13 settembre, organizzata insieme ad altri incontri dal Comitato della Chiesa di Sant’Antonio. Il 13 Don Domenico Cantore, direttore dell’Ufficio Ecumenico di Castellaneta, celebrerà la santa messa alle 19, dopo il rosario.
Il 14 vi saranno ben sei di celebrazioni, cui parteciperanno le associazioni gioiesi di volontariato, la prima alle 6, la seconda alle 7.30, alle 9 quella in suffragio dei gioiesi morti in America, alle 10.30 in ricordo dei sacerdoti gioiesi, quindi alle 11.45 ed ancora nel pomeriggio, alle 19.
Le manifestazioni civili annoverano un torneo di burraco, svoltosi domenica scorsa presso la Chiesa dell’Immacolata di Lourdes per reperire fondi utili al restauro del Crocifisso, la conferenza del 12 cui si fa menzione in precedenza, ed il concerto del corpo bandistico musicale C. Argento sul sagrato la sera del 14.
Affidata alla Bassa Musica Tradizionale l’animazione delle vie cittadine nei giorni 13 e 14.
Tutte le foto pubblicate sono state gentilmente fornite dal nostro Mario Di Giuseppe, cui rivolgiamo, come di consueto, il nostro più sentito grazie.
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E' proprio bugiardo questo longo. Alla domanda sui dann... - SERGIO POVIA E' IL NUOVO ...
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Inutile piangere adesso ,votanto gente nuova stasera av... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
complimenti sergio meriti gioia da amministrare ma........ - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
SEi un gran bugiardo caro Piero Longo.......Tu non pren... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
Ma ancora con l'ipocrisia che ti ha sempre contraddisti... - DROGA, ARMI, IMMIGRAZIONE...
SCUSATE CHE CENTRA sORIA IN TUTTO QUESTO? O LA FESTA DE...
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