Il 30 giugno, alle ore 20.00, nel Cine Teatro Sacro Cuore gli alunni di III A della
Scuola Media Carano, presieduta dal professor Giovanni Stano, porteranno in scena “Gomorra”.
Si chiude così un percorso iniziato lo scorso anno, quando il professor Giorgio Gasparre propose ai suoi alunni, reduci da una lettura commentata di “Gomorra” di Roberto Saviano e dalla stessa profondamente colpiti, di leggere e recitare le pagine più significative del libro nel teatro dello stesso istituto, condividendo con genitori, colleghi ed amici questo momento. Pagine scelte dagli stessi ragazzi ed interpretate con appassionata partecipazione.
“Gomorra” è un
testo che “prende”, un reportage a tratti brutale sullo sconvolgente mondo della criminalità organizzata, un’analisi inquietante sul potere, sull’economia, sulla condizione dell’uomo e sul suo rapporto con i soldi, un libro che ha profondamente cambiato la vita dello stesso autore.
“La mia è una vita abbastanza schizofrenica. Sul piano pubblico, riesco a essere sempre molto controllato – dichiara Roberto Saviano in una sua intervista - sul piano privato, sono spezzato. Ecco perché dico che chi vive male diventa male. Sei ossessionato da te stesso. L’opinione pubblica commenta ogni cosa che fai e la commenta con superficialità. […] Mi ha dato molto dolore, anche se adesso l’ho el
aborato, vedere il deserto attorno a me, nella mia terra d’origine. Sentire le parole più feroci partire da lì. L’indifferenza più forte, la rabbia, l’invidia. […] Chiunque ha la possibilità di emergere, crea un senso di rancore, perché, se tu parli, mi ricordi che io non ho parlato. Vedere l’atteggiamento che hanno avuto i miei amici è stata una delle cose più dolorose della mia vita. Quando ho ricevuto la scorta, nessuno è andato da mia madre a chiedere se aveva bisogno di qualcosa. Delle due l’una: o ho meritato di ricevere questo comportamento, o queste persone hanno talmente fatto il callo sul cuore, sull’anima circa queste vicende, che ormai non si accorgono più di niente.”
Ed è anch
e questo suo drammatico, subliminale vissuto che i ragazzi porteranno in scena.
Sul palco Michele Ardillo (Saviano), Alessandro De Michele (Pasquale il sarto), Domenica Nettis (Pikachu), Angela Paradiso (Kit Kat), Lucia De Santis (Mariano) e Vanessa Vasco (Franco). A suggerire le battute “dimenticate”, Erika Falcone, in cabina di regia il professor Gasparre.
A sostegno dell’iniziativa anche il locale presidio “Libera Gioia”.
“I ragazzi protagonisti, che in orario extra-scolastico hanno dedicato il loro prezioso tempo all’iniziativa – dichiarano i componenti del presidio in una nota - sono un esempio davvero positivo da elogiare e il regista Gasparre ha saputo infondere in loro un gran senso civico ed etico.
Rappresentare teatralmente Gomorra è sintomo di come sul territorio
si stia lavorando per promuovere il tema della legalità; il presidio di Libera manifesta un sentito riconoscimento per questa iniziativa.
Discutere, portare in scena, dare visibilità agli scottanti temi affrontati da Saviano, proprio per promuovere la legalità non è mai abbastanza, pertanto il Presidio di Libera auspica che anche in futuro si possano organizzare iniziative altrettanto interessanti e costruttive.
L’associazione Libera nasce a livello nazionale con l’intento appunto di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, e sono questi gli obiettivi che il Presidio di Gioia nel suo piccolo tenta di perseguire. Uno dei prossimi è quello di creare una sinergia con le diverse scuole presenti sul territorio per portare i temi di Libera tra i banchi, lì dove si formano i cittadini del futuro.
Un plauso al dirigente scolastico e a tutti coloro che hanno consentito la riuscita dell’iniziativa, senza i quali, forse, nulla sarebbe stato possibile, per la loro sensibilità alla tematica e per aver puntato sull’impegno e sulla responsabilità dei loro ragazzi”.
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Commenti
Ho avuto il grandissimo onore di averli per ben due volte, all'interno dell'organizzazione di manifestazioni da me realizzate, di alto valore morale.
Il primo, nel Seminario antimafia, dove sono stati analizzati gli anni stragisti 92-93, ricordando le vittime con importanti Testimonial diretti di quei momenti. In quella lunghissima giornata hanno rappresentato le più importanti "Donne di mafia".
Il secondo, nel ricordare la Strage di Capaci, esemplari sono state "Le interviste impossibili", momenti di toccante emozione nell'ascoltare i vari personaggi stroncati su quella strada, che raccontavano stralci della loro vita, in presenza del Procuratore Aggiunto Antimafia Antonio Ingroia.
Questi ragazzi, rappresentano quella linfa vitale che aiuta ad andare avanti, nell'affrontare tematiche scomode ma sopratutto scottanti, in questo momento di democrazia allo sbando e valori morali in frantumi.
Ma un plauso va anche al Preside Giovanni Stano, per la disponibilità dimostrata e la grande apertura e al Prof. Giorgio Gasparre, per la passione che infonde ai ragazzi.
Bisogna crederci in prima persona, per far si che ci credano gli altri.
Con la speranza che questi ragazzi siano d'esempio ai tanti adulti insofferenti e sonnacchiosi, auguro un ennesimo successo, per la serata in oggetto, un successo che tasterò di persona, gustandola appieno questa volta in veste di pubblico e non di organizzatrice.
Che lo spettacolo abbia inizio..."e che le loro idee continuino a camminare sulle nostre gambe".