Giovedì 24 Maggio 2012
   
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SERGIO GATTI: UN ARTISTA ALLO SPECCHIO!

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sergio_gatti1Sabato, 15 maggio 2010, al Rosamora Caffè, caffè letterario all’interno del nostro teatro comunale Rossini, si è tenuto l’incontro con Sergio Gatti dal titolo: “Sergio Gatti – un artista allo specchio”. Un incontro a tratti paradossale e “sui generis” dove protagonista non è più l’opera d’arte, ma colui che ne è l’artefice. “L’idea era di provocare … Volevo non predisporre di nulla …”.

E, in effetti, in modo del tutto provocatorio ed inusuale, Sergio accoglie l’invito e propone una mostra dove l’opera d’arte è egli stesso. Del resto per Sergio, “la vera opera d’arte irripetibile ed inimitabile siamo noi stessi”. Senza mezzi termini ci confessa che vorrebbe un qsergio_gatti2ualcuno che gli chiedesse il perché dipinge, il perché avverte questa necessità. Vorrebbe che il mercato non fosse il motore di tutto, vorrebbe godere appieno della nostra presenza e afferma: “ […] forse è un’utopia, un sogno, ma è una strada che ho deciso di percorrere senza guardarmi dietro”! E così si inizia una querelle su diverse tematiche. Parliamo del concetto di arte e di artista, di aggregazione e consequenziale confronto; parliamo di originalità, di curiosità come tratto peculiare di un artista; parliamo del concetto di esposizione e della formazione culturale di un artista.

Quasi mai le vie intraprese portano in una direzione comune, ma la bellezza del confronto sta anche in questo. Interessante è quello che Sergio sostiene sull’arte che, a suo dire, a volte non paga e a volte non appaga neanche, “[…] essendo un concetto astratto ho dovuto dargli una forma. E ho scelto la dimensione della donna. L’ho vista in maniera esagerata. Assolutamente superficiale, una donna che va con tutti, ma che non è in grado di partorire”.

sergio_gatti3È un’idea che ha in sé una grande melanconia ed arriva a dire che tante volte ha pensato di stare producendo un’opera d’arte, ma ne è stato successivamente deluso. Sul concetto di arte si esprime anche Pierluca Cetera, professore di Storia dell’Arte al liceo scientifico di Gioia del Colle, artista di grande valore e curatore assieme ad Antonella Marino, critico e docente d’arte, della sezione “Arte” del progetto Arte e Personaggi che si tiene al Rosamora. Pierluca sostiene che la bellezza dell’arte sta nel suo essere indefinibile e, probabilmente, la migliore definizione è data dalle opere stesse.

Per la definizione di artista, invece, sceglie di citare il grande De Andrè: “L’artista è colui che sa senza conoscere”. Per Pierluca troppo spesso ci si sente artisti, ciò che fa la differenza è la cultura. C’è da una parte chi difende il suo sapere accademico e dall’altra chi si fa promotore di un sapere appreso in strada, tra la gente, ma sono concordi nel pensare che la curiosità sia un elemento imprescindibile nella produzione di un’opera d’arte.

C’è chi afferma a gran voce di non aver visto negli ultimi cent’anni una vera opera d’arte e c’è chi menziona il visionario Francis Bacon, uno tra i più grandi artisti contemporanei. Sul concetto di originalità potrebbero parlare per ore, ma alla fine si sa bene che l’originalità non sta in ciò che si dice, ma in come viene detto.

P5150264Importante è l’aggregazione e il confronto, confronto che può avvenire solo quando ci si sente sicuri delle proprie e distinte personalità, si pensi a Braque e Picasso. E così tra un’idea e l’altra si giunge al termine toccando anche la nota amara del perché non c’è stata durante gli incontri una grande affluenza e Gennaro Durante, gestore del Rosamora, ci dà una prospettiva positiva pensando che forse la gente ha bisogno solo di un po’ di tempo prima di accogliere una novità di questo genere.

Noi lo speriamo, ringraziamo Sergio per l’occasione di confronto dataci, e andiamo via aspettando gli ultimi due incontri che vedono come protagonisti, venerdì 28 maggio, la presenza del nostro bravissimo Maurizio Di Feo e, sabato 29, Pippo Mezzapesa, uno dei registi pugliesi ed emergenti più interessanti sul panorama nazionale.

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