Giovedì 24 Maggio 2012
   
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UNA LEZIONE A PORTE APERTE DEL MAESTRO CLARIZIO DI CIAULA

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P3270002In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, si è tenuta, al Teatro Comunale Rossini, una lezione a porte aperte del laboratorio teatrale diretto dal maestro Clarizio Di Ciaula.

Il maestro all’opera con il testo shakespeariano dell’Amleto – che verrà messo in scena alla fine del corso, intorno ai primi di giugno – mostra tutta la sua bravura nel far emergere emozioni recondite dei suoi allievi.

Ofelia è di sicuro Ofelia, ma avrà valenze diverse se interpretata da donne diverse”, così ad un certo punto dice ad una delle sue ragazze. Tiene a precisare più volte che deve avvenire l’incontro tra il personaggio e l’interprete, e che quell’incontro deve avere in sé qualcosa di unico ed irripetibile.

Fa cenno anche alla coerenza del personaggio, quella di cui spesso parlano i critici, e che non è il rimanere uguali dall’inizio alla fine; ma il riuscire a far vedere quelle vibrazioni dell’anima che non sempre ci fanno rimanere fedeli a noi stessi. E se questo avviene nel personaggio non bisogna aver paura di far emergere quelle corde del cuore che vibrano, e, a volte, stonano.

P3270008Assistiamo, durante la lezione, ad uno dei dialoghi più belli fra Ofelia e Amleto, con l’alternanza delle coppie, ed, ogni volta, ci rendiamo conto che effettivamente c’è qualcosa di diverso. Ognuno porta qualcosa di personale, trattasi di una sfida con se stessi, perché prima di tutto sono “due entità umane che interagiscono in grado di emozionarsi ed emozionarci […] l’attore si vende e si offre sempre per quello che è […]”, come Clarizio stesso sottolinea.

Nel dialogo bisognerebbe pensare di non sapere la battuta successiva, bisognerebbe essere in grado di stupirsi. In più il vero attore, per il maestro Di Ciaula, è chi durante le repliche compie un’indagine su quello che ha fatto, riuscendo a ricevere dal personaggio, ma al contempo dare anche.

La sua attenzione, inoltre, si posa su ogni parola, perché ogni parola nei grandi autori ha il suo peso, la sua consistenza, “perché il testo teatrale non è come un romanzo che riesce a vivere nella fantasia del lettore … Il testo teatrale nasce nella mente dell’autore per essere rappresentato e prende vita, respira grazie agli attori in scena”.

HPIM1165È come se ci trovassimo di fronte ad una partitura musicale, dove anche le pause, i silenzi acquistano rilevanza. E fa un esempio pragmatico, ma più che calzante quando dice che, forse, capiremmo meglio una persona se fossimo più attenti alle sue pause, ai suoi respiri, piuttosto che soffermarci solo su quello che dice.

L’ultima parte della lezione è data dal movimento, dal riuscire a percepire la luce e lo spazio scenico. Giocano con il loro corpo, mimano lo stupore, ma il gioco diventa sempre più difficile quando dà loro una maschera e dice: “la maschera al contempo dà e toglie qualcosa”.

I partecipanti sono bravissimi come del resto lo è il loro maestro che accetta per un altro incontro ancora delle iscrizioni al laboratorio teatrale in questione che si tiene ogni sabato al nostro Rossini dalle 16 alle 19.

Noi, invece, aspettiamo con ansia la sua messa in scena dell’Amleto!

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