Ad uno, ad uno, a volte in massa (come nel caso degli alberi di via Garibaldi sostituiti da delle panchine in perfetto stile obitorio), gli alberi presenti sul territorio gioiese continuano ad essere sradicati, per essere ripiantati in altri lidi (per poi “morire” come nel caso delle palme girovaghe), o definitivamente abbattuti, senza mai sostituirli.
Come accaduto ad un albero da anni in bella mostra su via Ricciotto Canudo, che nella tarda mattinata (poco dopo mezzogiorno) di ieri, giovedì 25 febbraio, è stato letteralmente fatto a pezzi, trasformato in legna da ardere, perché ritenuto un “pericolo” per la pubblica incolumità.
Uno “status” acquisito in pochi minuti grazie alla disattenzione di un autista che in fase di parcheggio nelle strisce blu del suo mezzo pesante, un IVECO furgonato, ha urtato l’albero fino a farlo inclinare, ma non in modo così evidente, come era stato detto. Un colpo che ha provocato un leggero sollevamento delle radici con conseguente innalzamento della pavimentazione sottostante, circoscritta però alla sola aiuola.
Un danno,
quindi, da ritenere non irreversibile per la “salute” della pianta, già arcuata e sbilenca di suo per via delle potature errate effettuate negli ultimi anni con tanto di capitozzatura, né tanto meno da ritenere così grave e quindi pericoloso per la salute dei passanti o per l’integrità dei mezzi in transito messe a rischio da una sua eventuale caduta.
Purtroppo qualcuno (chi?) ha deciso (per conto di chi?) che il pericolo c’era e che per evitare successivi “problemi” si rendeva necessario il suo abbattimento. E così è stato.
Infatti, dopo una mezz’ora circa, preceduti da una pattuglia di Vigili Urbani che nel frattempo aveva provveduto ad elevare all’autista del mezzo incriminato il doveroso verbale per i danni arrecati, sono giunti sul posto gli operai della Spes, gli addetti alla manutenzione del verde pubblico, ormai specializzati in questo genere di operazioni, che, in un batter d’occhio,
hanno provveduto ad eliminare definitivamente la preoccupante presenza, ma non del tutto se, come dimostrano le immagini allegate, ne hanno momentaneamente lasciato un triste ricordo.
Per mancanza di mezzi tecnici adeguati o perché il tempo contrattualmente stabilito (orario di fine lavoro) era scaduto?
Considerando quanto accaduto, la decisione di abbatterlo non si poteva rimandare al pomeriggio o al giorno dopo, magari dopo aver fatto “visitare” l’albero da uno specialista nel settore?
Visita http://picasaweb.google.it/redazionegioianet/ 2010/albero abbattuto{/gallery}
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Commenti
Quanto poi a fare o non fare foto in questo caso trattandosi di operazioni pubbliche non c'è bisogno di chiedere alcuna autorizzazione.
Un cordiale e amichevole saluto, e un augurio di buon lavoro, come sempre.
Donato Stoppini
Penso francamente che la vostra sia solo una critica poco costruttiva e soprattutto di parte!!!