Ore 6.15, è il 2 febbraio, il sole stenta ad illuminare una giornata che si annuncia gelida. In via Putignano, provenienti dalle palazzine, due donne ed un uomo si dirigono verso la fermata dell’autobus di fronte alla chiesa di San Vito.
Una delle due signore ha in una busta un’asta in ferro, la tiene stretta con mani tremanti, teme l’attacco dei randagi che abitualmente “battono” quella zona e che di prima mattina sono particolarmente aggressivi.
Non è la prima volta e di certo non sarà l’ultima, se non verranno presi gli opportuni provvedimenti, che il branco “attacca” ignari passanti, fortunatamente - ad oggi - senza serie conseguenze se non un’enorme paura.
“E’ un’indecenza! Non si può iniziare la giornata rischiando un infarto! Ti corrono dietro – incalza la donna, impiegata presso una cooperativa di servizi a Bari, ancora tremante di terrore e sdegno - ringhiano, abbaiano furiosamente… questa volta pensavo proprio che mi avrebbero azzannato!”.
“Ormai sono lì da mesi, è nata anche una cucciolata e l’intero branco viene sfamato da una signora che abita nei paraggi, tant’è che bivaccano accanto al suo cancello – afferma S.A. anche lei “pendolare” presso un ufficio pubblico di Bari, nonché da qualche mese residente nella zona – abbiamo denunciato ai vigili e alle autorità la pericolosità dei cani, ma non hanno fatto nulla.”
“Ma non li avevano sterilizzati?” Commenta il signor V.C. dipendente di un istituto scolastico del capoluogo.
“Non sono i soli – interviene una terza signora, impiegata di un centro medico barese – anche nei pressi dell’Itis c’è un branco pericoloso, tra i cani c’è anche un pitbull… mio fratello ha sporto denuncia, è andato anche dal sindaco che ha telefonato al veterinario comunale davanti a lui… i cani però, sono ancora lì…”.
Il disappunto degli aggrediti è più che motivato, infatti a quell’ora i randagi, dopo aver ispezionato cassonetti e dintorni, rivolgono le loro attenzioni agli sparuti passanti, sperando di ricevere del cibo. Gli stessi, a detta di alcuni studenti dello Scientifico che qualche ora più tardi ripercorrono il tragitto, sono calmi e paciosi, a tratti giocherelloni, probabilmente sazi di cibo e coccole, essendo adottati dal quartiere.
Una “pattuglia” di tre cani, tra cui un volpino e un cane snello, dallo sguardo intelligente, di taglia media, nero, dotato di collarino e medaglietta, dopo aver girovagato intorno alla chiesa attraversa la statale (qualche volta anche sulle strisce pedonali) e uno dei cani tenta una sortita sull’autobus, tra l’ilarità dei viaggiatori.
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