Giovedì 24 Maggio 2012
   
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CENSURATE PARZIALMENTE OSCENITÁ CARTELLONI -video-

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manifesti-osceni3Missione parzialmente compiuta, così come la censura applicata ai messaggi osceni e volgari inseriti nei manifesti fatti affiggere su alcuni cartelloni pubblicitari, presenti in Piazza Berlinguer, che avevamo segnalato nel precedente articolo-denuncia (MANIFESTI OSCENI E VOLGARI A "PORTATA" DI BAMBINI).

Ieri pomeriggio, infatti, qualcuno, non si sa bene chi e da chi avesse avuto l’ordine di farlo, ha velocemente provveduto a coprire le scritte offensive con delle strisce di carta bianca, come si evidenzia dalle foto scattate nel tardo pomeriggio.

Da voci di corridoio sembrerebbe sia stato lo stesso proprietario della società incriminata ad aver impartito queste disposizioni a chi aveva provveduto all’affissione. Stessa operazione effettuata anche a Bari, dove però, a differenza di Gioia, è intervenuto pesantemente il sindaco Michele Emiliano, non cartelli_coperta_scrittasolo a parole ma anche nei fatti ordinando di coprire gran parte del messaggio, non soltanto parte delle scritte, come avvenuto da noi.

Resta comunque il compiacimento che qualcosa si sia mosso, anche se permane il dubbio di come ciò possa essersi verificato in una zona altamente frequentata da minorenni, e nelle immediate vicinanze di un’area dedicata allo sport, di cui è dotato il quartiere Colle delle Gioie.

Un episodio figlio del crescente squallore culturale-etico e sociale in cui è piombata gran parte della politica italiana e con essa anche gran parte della classe imprenditoriale, il cui unico obiettivo è raggiungere il profitto a qualunque costo, anche ricorrendo ad azioni così dubbie quanto eclatanti, creare il caso, fare scalpore, fare rumore, e in questo caso lo hanno raggiunto ampiamente, ma non parlarne, esserne complici, sarebbe stato peggio.

Commenti 

 
#8 Perseo 2011-08-07 19:17
Non è una questione di censura e di bacchettoni o cose del genere... ma che almeno si rispettino alcuni luoghi dove posizionare certe "vaccate"!!!
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#7 che vergogna 2011-08-07 15:38
la vera oscenità è nel constatare che si continua a farlo ingrassare questo individuo che mette sotto i piedi la dignità altrui e in tasca il suo oro pagandolo quattro soldi. ignorandolo essenzialmente nella sua professione, non foraggiandolo, anche noi avremmo la possibilità di metterglielo in quel... e di fargliele pagare a caro prezzo queste sue oscenità sfruttando allegramente le disgrazie altrui. da notare che ha utilizzato delle escort, donne, indegnamente prezzolate.
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#6 Lilli 2011-08-07 09:45
Hai davvero ragione, Franco! La desolazione più grande, vendersi "l'oro" di casa, magari quello dei regali ricevuti sin dal battesimo per far fronte a altri più urgenti bisogni, quella sì è da censurare.
Quel che mi chiedo è se qualcuno vigila su questo commercio, anche perchè investire in mega pubblicità con modelle "escort" non costerà poco. Non è che tra i clienti ci sono anche ladruncoli di appartamento che smerciano ori rubati o drogati che li sottraggono alla famiglia? Non dico che sia ricettazione autorizzata, ma chi controlla che non lo sia?
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#5 franco gisotti 2011-08-07 09:25
Si, è vero, quella pubblicità è così banale che probabilmente al non troppo celato doppio senso nessuno ci avrebbe fatto caso se non cerchie ristrette di buontemponi e un non molto diffuso passaparola tra loro. Ma poi è intervenuto il senso comune del pudore ( così si diceva una volta - anche per Legge -), poi la censura. Ed è così che ora tutti i passanti nelle vicinanze del cartellone censurato conoscono esattamente il contenuto di quanto è stato nascosto. E soprattutto vedono - in tutta evidenza - il marchio reclamizzato. Si potrebbe dire che la banalità non paga, ma la censura si, e tanto.
Anche l'arte, nei secoli, ha subito la stessa sorte, spesso censurata ma poi restituita alla fruibilità pubblica, e sempre per lo stesso motivo: il senso comune del pudore. Che nel tempo varia, si attenua fino a scomparire. Quel che ci rimane non è mai la banalità. Pensate a L'ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Il meccanismo è identico, pochi giorni di proiezione, poi la censura e, addirittura il rogo della pellicola. Dopo un pò con le poche pellicole salvate all'estero e grazie ai circuiti "clandestini" quel film è ritornato nelle sale ed ha prodotto altissimi incassi. I preti e i benpensanti si pentirono per quella censura che, per vietare a pochi di visionare "l'osceno" lo ha poi permesso a molti. Ma quella era un'opera dell'ingegno, della creatività, era un'opera d'arte e quindi una ulteriore sfumatura del bello. Morale: la censura era stata quasi abolita in Italia, anche perchè è cambiato "il senso comune del pudore", e chi la rispolvera ogni tanto lo fa per esaltare il banale, senza intaccare le alte vette raggiunte dall'arte. Quel che infastidisce, semmai,nel "caso gioiese" e "nazionale" sollevato dalla Carfagna è che si banalizza anche la povertà, la miseria, lo stato di necessità in cui versano migliaia di famiglie costrette a vendere gli ori di famiglia per sopravvivere. Questo si è degno di censura.
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#4 Vito Osvaldo 2011-08-06 22:12
"E tu dove glielo meteresti?" > Contro tutte le censure gan a doppiosenso per scandalizzare? Straordinario! Peccato che non si sia vista una simile levata di scudi per mille e mille atrocità quotidiane e sotto gli occhi di tutti. Lasciate che dica una cosa, da vecchio pubblicitario quale sono. Personalmente mi sono sempre sforzato di metterci arte nelle cose che faccio, e desolatamente sorrido scuotendo il capo ai miei colleghi che - come in questo caso - ricorrono a stratagemmi privi di originalità per attirare l'attenzione e che scantonano non nel volgare, ma nel banale. E' la banalità che offende. Ma non quella di questi pubblicitari pecorecci e sbrigativi, piuttosto la banalità che alberga nei cervelli dei puritani bacchettoni parrucconi baciapile, zeloti e farisei (e ipocriti) che credono di salvare il mondo allungando le gonne alle donne. Forse sono gli stessi che gridano allo scandalo per come ne risulta una donna vestita con un 'burka' (firmato Prada?) o con un austero ma sempre di moda 'chador' (firmato Gucci?). Le donne si coprono ed è scandalo. Le donne si scoprono ed è scandalo. Ma insomma, decidetevi, che cosa devono fare 'ste povere figlie? I censori, che brutte creature. Censurate i censori, per favore. E puntate sull'educazione all'arte, sulla pulsione e sulla tendenza verso il bello ideale, quell'ideale di platonica bellezza che è dentro ciascuno di noi. E vedrete che non ci sarà più bisogno di censurare niente. Perchè vi sarà soltanto bellezza in ogni cosa tranne che nelle teste dei censori (gli stessi che trascorrono le notti su you-porn, ma solo a scopo di studio, s'intende).
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#3 giovannino 2011-08-06 20:11
Diversità di trattamento tra un agenzia immobiliare gioiese che tappezza di cartelloni la città in regime di monopolio (paga almeno l'imposta sull'affisione?) e quelli di mr. gold yellow (che l'affissione almeno la paga!). Possibile che per i primi nessuno dice niente? Forse perchè il primo risiede a Gioia e l'altro vive a Bari?
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#2 schizzo 2011-08-06 13:24
dai secondo me non si può proprio dire che fosse una pubblicità simpatica.la trovo di una volgarità unica.è vero che siamo ormai abituati a vedere c..i e te..e ovunque, ma con l'oro non ci azzeccano davvero nulla..ma la cosa + squallida e indecente è quella frase...e non parlo solo dell'effetto che questo possa avere sui bambini (sebbene il problema ci sia) ma la cosa disgusta anche me che bambino non sono e non sono affatto moralista.
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#1 yyy 2011-08-06 12:09
eccessivo moralismo...allora aboliamo anche i cartelloni di yamamay ed intimissimi con le ragazze in bikini e uomini in boxer, torniamo nel medioevo. la pubblicità era molto simpatica e certamentu un bambino ben educato avrebbe avuto difficoltà a capire il doppio senso. invece i bambini, oggi, sanno già tutte queste cose dall'età di 9-10 anni...quindi non scandalizziamoci per i cartelloni!
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