Missione parzialmente compiuta, così come la censura applicata ai messaggi osceni e volgari inseriti nei manifesti fatti affiggere su alcuni cartelloni pubblicitari, presenti in Piazza Berlinguer, che avevamo segnalato nel precedente articolo-denuncia (MANIFESTI OSCENI E VOLGARI A "PORTATA" DI BAMBINI).
Ieri pomeriggio, infatti, qualcuno, non si sa bene chi e da chi avesse avuto l’ordine di farlo, ha velocemente provveduto a coprire le scritte offensive con delle strisce di carta bianca, come si evidenzia dalle foto scattate nel tardo pomeriggio.
Da voci di corridoio sembrerebbe sia stato lo stesso proprietario della società incriminata ad aver impartito queste disposizioni a chi aveva provveduto all’affissione. Stessa operazione effettuata anche a Bari, dove però, a differenza di Gioia, è intervenuto pesantemente il sindaco Michele Emiliano, non
solo a parole ma anche nei fatti ordinando di coprire gran parte del messaggio, non soltanto parte delle scritte, come avvenuto da noi.
Resta comunque il compiacimento che qualcosa si sia mosso, anche se permane il dubbio di come ciò possa essersi verificato in una zona altamente frequentata da minorenni, e nelle immediate vicinanze di un’area dedicata allo sport, di cui è dotato il quartiere Colle delle Gioie.
Un episodio figlio del crescente squallore culturale-etico e sociale in cui è piombata gran parte della politica italiana e con essa anche gran parte della classe imprenditoriale, il cui unico obiettivo è raggiungere il profitto a qualunque costo, anche ricorrendo ad azioni così dubbie quanto eclatanti, creare il caso, fare scalpore, fare rumore, e in questo caso lo hanno raggiunto ampiamente, ma non parlarne, esserne complici, sarebbe stato peggio.
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Quel che mi chiedo è se qualcuno vigila su questo commercio, anche perchè investire in mega pubblicità con modelle "escort" non costerà poco. Non è che tra i clienti ci sono anche ladruncoli di appartamento che smerciano ori rubati o drogati che li sottraggono alla famiglia? Non dico che sia ricettazione autorizzata, ma chi controlla che non lo sia?
Anche l'arte, nei secoli, ha subito la stessa sorte, spesso censurata ma poi restituita alla fruibilità pubblica, e sempre per lo stesso motivo: il senso comune del pudore. Che nel tempo varia, si attenua fino a scomparire. Quel che ci rimane non è mai la banalità. Pensate a L'ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Il meccanismo è identico, pochi giorni di proiezione, poi la censura e, addirittura il rogo della pellicola. Dopo un pò con le poche pellicole salvate all'estero e grazie ai circuiti "clandestini" quel film è ritornato nelle sale ed ha prodotto altissimi incassi. I preti e i benpensanti si pentirono per quella censura che, per vietare a pochi di visionare "l'osceno" lo ha poi permesso a molti. Ma quella era un'opera dell'ingegno, della creatività, era un'opera d'arte e quindi una ulteriore sfumatura del bello. Morale: la censura era stata quasi abolita in Italia, anche perchè è cambiato "il senso comune del pudore", e chi la rispolvera ogni tanto lo fa per esaltare il banale, senza intaccare le alte vette raggiunte dall'arte. Quel che infastidisce, semmai,nel "caso gioiese" e "nazionale" sollevato dalla Carfagna è che si banalizza anche la povertà, la miseria, lo stato di necessità in cui versano migliaia di famiglie costrette a vendere gli ori di famiglia per sopravvivere. Questo si è degno di censura.