Giovedì 21 Ottobre 2021
   
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CINGHIALI, NUOVO INCIDENTE. CIA: «È EMERGENZA”

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«Ancora una volta, si è sfiorata la tragedia, mentre ormai le incursioni nei campi non si contano più: il problema dei cinghiali, ormai, sta sfuggendo di mano».

È questo il commento di Pietro De Padova, presidente di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), all’incidente verificatosi sabato notte a Castellaneta, sulla statale 7, dove un cinghiale di circa un quintale ha invaso la carreggiata scontrandosi con un’automobile.

L’incidente ha causato il ferimento di una ragazza.

«È già accaduto e, purtroppo, accadrà di nuovo – ha dichiarato Vito Rubino, direttore di CIA Due Mari, che ha aggiunto – La statale 7 e la strada provinciale 13 sono attraversate quotidianamente da grossi esemplari di cinghiali che scorrazzano liberamente. Nei campi non si contano più le incursioni notturne che spesso si spingono anche nelle vicinanze delle abitazioni, in cerca di cibo».

La declinazione provinciale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, dunque, torna a denunciare una situazione divenuta insostenibile.

L’organizzazione ribadisce la necessità di diminuire il numero di ungulati in circolazione anche attraverso la caccia selettiva. Il proliferare incontrollato dei cinghiali mette a rischio anche il buon esito del Piano di sorveglianza contro la peste suina africana.

In caso di incidente, infatti, per evitare che vengano contagiati gli allevamenti di suini, devono intervenire i veterinari dell’ASL per asportare la milza, che poi viene distrutta, dell’animale coinvolto nel sinistro.

«Occorre che la politica prenda realmente coscienza del problema e intervenga concretamente – ha spiegato De Padova – La questione riguarda tutta la regione, tanto che, lo scorso luglio, CIA Agricoltori Italiani della Puglia organizzò una conferenza stampa a Monte Sant’Angelo (Fg) alla quale parteciparono allevatori provenienti da tutte le province pugliesi.Anche in quell’occasione, l’organizzazione spiegò che innanzitutto serve ridurre il numero dei cinghiali che scorrazzano nelle campagne e attivare meccanismi che ne contengano la proliferazione anche per il futuro; occorre che i risarcimenti siano pieni, vale a dire commisurati all’entità effettiva dei danni (modifica legge 157/92); bisogna che la Regione Puglia e gli enti territoriali competenti si attrezzino per monitorare lo sviluppo e i movimenti dei cinghiali, con studi e ricerche specifiche.

La questione cinghiali riguarda tutta Italia e l’intera Puglia. Nel Tarantino, così come dalla Murgia Barese alla Bat, nei territori di Brindisi e nel Foggiano nel 2020 i casi, le segnalazioni e i danni sono andati moltiplicandosi: con la pandemia, infatti, i cinghiali hanno ampliato il loro raggio d’azione arrivando anche sulla costa oltre che imperversare nelle zone rurali poste nell’entroterra pugliese. Il caldo, la necessità di approvvigionarsi di acqua e cibo li spinge ad attraversare sentieri di campagna e strade a scorrimento veloce, con i pericoli che ne conseguono.

Ai proprietari e ai conduttori dei terreni agricoli va riconosciuto il diritto al risarcimento integrale della perdita effettivamente subita, il risarcimento per i danni da fauna selvatica non può rientrare nell'ambito dei Regolamenti dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato e va sottratto al regime dei de minimis. Occorre la costituzione di una task-force regionale, con abbattimento dei capi attraverso un controllo selettivo e la realizzazione della filiera del cinghiale in Puglia. Una misura, quest’ultima, che potrebbe servire a ridurre la presenza di esemplari in circolazione”.

FrancoGigante

 

Commenti  

 
#9 Etologo 2021-09-07 17:00
Per Nicola A.,generalizzare e mantenersi sul vago,permette di non approfondire l'argomento,le porto 2 esempi di "uccellini",1°-Lo Storno Comune,pesa circa 70/75 Grammi,si riproduce in maniera esponenziale,non ha predatori naturali,salvo che il Falco Pellegrino et simili,e non lo si può Cacciare,mangia durante il giorno,una quantità di cibo pari a 2 volte il suo peso,cibo che è composto, a secondo delle stagioni,da Granaglie,Frutta,Uva da vino e da Tavola e olive,ora immagini 100 storni,(ma sono milioni e milioni),che arrivano in un Oliveto,in un giorno mangeranno 15 Chili di olive,ora immagini questa scena,tutti i giorni,dalla metà di settembre fino al momento della raccolta;Nel nord Barese,ma io stesso li ho avvistati ad Acquaviva delle Fonti,i Parrocchetti Monaco,si proprio loro,quei pappagallini verdi e ciarlieri,una gioia per gli occhi,ma una dannazione,per chi possiede un mandorleto,un Noceto,un Noccioleto oltre che frutteti,iniziano a cibarsi di questi frutti,appena si formano,per farlo staccano un frutto,lo scortecciano,rompono il guscio,e mangiano;Purtroppo quando colgono uno di questi frutti,spesso ne lasciano cadere altri,e loro,non li raccolgono da terra,pertanto sono persi,anch'essi pesano 100/150 grammi,anch'essi sono centinaia di migliaia,e anch'essi mangiano una quantità di cibo pari a 2 volte il loro peso;Vorrei fare anche l'esempio di altri 2 Uccelli,L'ededrone e il Cormorano,per il primo chieda agli allevatori di Cozze e molluschi in genere,per il secondo agli allevatori di Pesce,sia di acqua dolce che salata.
 
 
#8 Etologo 2021-09-07 16:32
Per Analfabeta Funzionale,Lei scrive:"Sarebbe bene non generalizzare!",bene,benissimo,anzi no malissimo,sa perchè? il primo a generalizzare è proprio Lei,perchè anche Lei si è acculturato su Google,affermando che sono pochissimi coloro si dedicano alla caccia al Cinghiale,mi piacerebbe sapere dove ha trovato questa statistica,ma tant'è;Nessuno nega che la caccia al cinghiale,possa diventare pericolosa,ma sono casi estremi e rarissimi,anche perchè si adottano tutti i sistemi di sicurezza possibili,immagini che si proteggono anche i cani con dei giubbotti in Kevlar,che copre le parti molli del Cane,pancia e reni;Inoltre andare a Caccia non è una attività Economica,ma bensì una Passione,che è cosa diversa,perchè se fosse economica,come lei crede,chi va a Caccia di migratori,secondo la sua logica,ogni anno accende un mutuo Bancario per poterlo fare;Certamente la carne dei cinghiali si vende,fosse solo per pagare le spese veterinarie e parte del cibo per cani;E ancora la carne di cinghiale,non va "curata",ma solo la Milza viene analizzata da un Laboratorio Zooprofilattico per accertare la presenza o meno,di parassiti trasmissibili all'uomo;Chiudo,per questa caccia non servono,quale regola,delle armi specifiche,un buon fucile da caccia con canne lisce e con delle ottime munizioni a Palla,svolgono egregiamente il loro lavoro,come certamente alcuni preferiscono delle Carabine a Canna rigata,che comunque non costano più di un normale Fucile da Caccia;Quanto scritto l'ho appreso in oltre 60 di Caccia Attiva e la storia continua.
 
 
#7 Santiago 2021-09-06 15:31
X Nicola A.: sbagli a farti intenerire troppo dagli uccellini. Gli animali piccoli o grandi che siano, quando crescono a dismisura nel numero,perche' manca un riequilibrio (quale la caccia ecc.) rappresentano sempre un problema, per l'uomo e per la natura stessa.
I passeri ad esempio che non sono cacciabili, guarda che disastro a rischio sanitario stanno causando in via A.Celiberti. Per non parlare dei corvi...dei piccioni ecc.ecc.
 
 
#6 Nicola A. 2021-09-05 16:13
mi rivolgo al Circolo Cacciatori, per favore, questi incresciosi episodi bisognerebbe esporli ben in vista davanti alla vostra sede, FORSE, chi raccoglie le firme CONTRO la caccia potrebbe ricredersi. Bisognerebbe dire ai "NO CACCIA" che un conto è sparare agli uccellini ( e qui sarei anche d'accordo a sospendere la caccia) ed un conto è cacciare lupi, volpi e cinghiali. Ridurne il numero è un bene per tutti, anche per gli stessi animali.
 
 
#5 alfabeta funzionale 2021-09-05 08:11
Sarebbe bene non generalizzare.
Se si prende come riferimento la categoria degli ambientalisti fondamentalisti laureati su google non si va da nessuna parte.
Il vero problema è che a cacciare il cinghiale sono in pochissimi, in quanto tale pratica risulta estremamente più difficile, pericolosa e, soprattutto, antieconomica visto che non è facile piazzare il cinghiale selvatico (quello vero) sul mercato in quanto va accuratamente curata la carne)
Un conto è sparare ad un povero pennuto in via di estinzione che in due minuti lo hai rivenduto al primo ristorante, un conto è sparare ad un cinghiale, soprattutto se in branco.
Quanti dei cacciatori hanno armi, munizioni e preparazione per abbattere un cinghiale? Se su 100 ce ne sono 5 è anche tanto.
 
 
#4 Santiago 2021-09-04 09:30
Bisogna riconoscere una volta per tutte che la caccia fa parte dei tanti sistemi di riequilibrio della natura. Purtroppo ...il comportamento estremista degli animalisti causera' ancora molti danni, come la dieta vegana comportera' danni alla salute, che ricadranno sul sistema sanitario, come una nuova pandemia.......
 
 
#3 Spina 2021-09-04 06:14
I danni li piangono giornalmente agricoltori e poveri cristi che,ben che vada,distruggono la macchina e restano feriti.
Ma ci sono anche i morti.

Mentre gruppi di animal cazzari fanatici,propongono solo soluzioni fantasiose e ed economicamente vergognose,accusando guarda caso i cacciatori di aver RIPOPOLATO ( in Puglia era rarissimo 25 anni fa,territori in cui era semi scomparso,mentre tanti agricoltori davano gioiosamente il loro assenso alla nascita di infinite aree protette,abboccando alle promesse di sovvenzionamenti infiniti,il cinghiale e non solo,traeva vantaggi da inverni via via meno freddi,di cibo a volontà in ogni stagione,di territori via via più vasti in cui è intoccabile.
Verrebbe da dire,chi è causa del suo mal....
Ma sarebbe ingiusto.
.
Le soluzioni esistono.
Ma prima bisognerà zittire per sempre,non gli ambientalisti razionali.
Ma i fanatici esperti da salottino riscaldato,laureati da geo &geo o sulle riviste della LAC o della LAV.
Delle gattare isteriche senza cervello.
Contenere e ridurre a numeri fisiologici,popolazioni animali,non vuol dire sterminare.
Sono le specie alloctone che bisognerebbe ERADICARE totalmente dal territorio.
Ma anche qui,siamo ostaggi di scalmanati senza cervello.
 
 
#2 Gioiese Romano 2021-09-03 21:25
Vivo a Roma e vi dico che la situazione emergenziale dei cinghiali è davvero critica. Ma queste, a mio avviso, futili associazioni animaliste, non riescono a capire di come alcune dimensioni appartenenti al mondo animale non possono convivere in maniera compatibile con il mondo umano.
Non ce la fanno proprio a capirlo!
 
 
#1 Etologo 2021-09-03 18:57
Il protezionismo, che sfiora l'estremismo porta a queste conseguenze,avete voluto a gran voce migliaia di ettari di Parchi, Oasi, Riserve orientate, ecc. ecc., a un certo punto le popolazioni crescono e non trovano cibo, e sono costretto a uscire per cercarlo, e loro non conoscono il Codice della Strada.
 

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