A Gioia del Colle le “barriere architettoniche” sono un problema irrisolto in continua e costante crescita e, a quanto è dato vedere, difficile da superare. Tante le denunce, le richieste ad intervenire, rimaste inascoltate, sollevate in merito da numerosi portatori di handicap costretti a muoversi in mezzo al traffico veicolare.
Barriere architettoniche che limitano gravemente la possibilità di circolare in modo autonomo e sicuro, come ad esempio i marciapiedi, che molto spesso sono impraticabili perchè troppo stretti, con i pali della luce, delle pubblicità o della segnaletica, in mezzo. Addirittura con automobili parcheggiate sopra. Gli scivoli sono stati realizzati e continuano ad esserlo con eccessiva pendenza (superiore all'8% come stabilito dalla legge), oppure con marciapiedi da cui, dopo esserci saliti con difficoltà, non si scende perché qualcuno ha dimenticato di realizzare lo scivolo di uscita.
E queste barriere, a Gioia del Colle, abbondano ovunque, anche nelle nuove zone residenziali che avrebbero dovuto recepire e mettere in atto le imposizioni dettate dalle norme in vigore da anni.
Perfino nella realizzazione dei nuovi marciapiedi di via Cavour, con relative intersezioni come via Orsini, via Mastrandrea, via N. Sauro, via Canudo, via Bartolomeo Paoli, via Gioberti, e via Cairoli, non si è tenuto conto, perlomeno non al 100%, di queste loro esigenze attuando e rispettando le norme in materia.
Non sono, quindi, soltanto i quartieri storici ad esserne interessati, ma anche quelli di recente costituzione e costruzione. Basta fare un giro per il paese per rendersene conto. Un esempio eclatante sono i nuovi rondò dove sono stati realizzati marciapiedi inutili, che non hanno né un inizio né una fine certa, sembrano fluttuare nell’erba e nell’asfalto.
Per non parlare di tantissimi edifici pubblici circondati da marciapiedi che potrebbero essere normalmente utilizzati, se non fosse perchè troppo alti, lisci, senza scivoli per la loro salita e discesa, con ingressi non a norma per via della presenza di scalini o degli immancabili pali.
La maggior parte delle scuole gioiesi ne sono un concentrato, dal Liceo Scientifico alla Media Losapio, dall’Istituto Tecnico alla Carano, per non parlare degli asili, sia pubblici che privati, anche il Teatro Rossini, recentemente ristrutturato, non ne è immune, così come Piazza Plebiscito o il Comando dei Vigili Urbani, il Palazzo di Giustizia,
Un elenco lunghissimo a cui andrebbe aggiunta anche l’assenza totale, sempre più evidente, degli stessi marciapiedi su gran parte delle strade periferiche, in alcuni casi perchè inglobati dagli scivoli dei garage, in altri perchè probabilmente ritenuti inutili o di competenza comunale, ente che, immancabilmente, si guarda bene dall’intervenire.
Evidentemente, anche a Gioia del Colle, non esiste una “cultura” dell'handicap e della diversità. I problemi sono affrontati in termini pietistici e non sempre si guarda al disabile come ad un soggetto titolare di diritti. Eppure le leggi italiane sono tra le più avanzate, quello che manca non è la normativa o la possibilità di applicarla, ma il buon senso e la volontà.
Potrebbe anche risultare difficile, non impossibile, eliminare le barriere architettoniche già esistenti, ma è incomprensibile crearne continuamente di nuove, mentre tutto continua a passare inosservato. Queste non sono solo barriere architettoniche, ma barriere sociali, e sono discriminatorie!
Le barriere architettoniche non costituiscono un problema solamente per le persone disabili, ma anche per le mamme con il passeggino, per coloro che hanno difficoltà nel deambulare anche se solo per brevi periodi e per gli anziani.
E’ quindi un problema di tutti! Se l’articolo 3 della Costituzione sancisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di relig
ione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, è quindi compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Perché nella realtà ciò non viene attuato, sia nel pubblico che nel privato?
L'autonomia personale è un diritto di tutti, non solo di coloro ritenuti “normali”.
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complimenti sergio meriti gioia da amministrare ma........ - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
SEi un gran bugiardo caro Piero Longo.......Tu non pren... - PRIME SCINTILLE: BOTTA E ...
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