Domenica 31 Maggio 2020
   
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TEATRO NUDO. AL ROSSINI DI SCENA L’IMPROVVISAZIONE

teatro nudo rossini

teatro nudo rossini Sabato scorso, 14 giugno, presso il teatro comunale Rossini l’ormai nota compagnia di ballerini di Resextensa ha messo in scena un suggestivo spettacolo di improvvisazione intitolato “Teatro Nudo”. Protagonisti sono stati Elisa Barucchieri, direttrice artistica di Resexstensa, Anna Moscatelli, danzatrice della compagnia con Michele Stella e Raffaella Bucci ed ancora Giovanna Carelli, Fiorella Cardilli, Nicola Moschetti, Andrea Bassi, la bravissima Annamaria Alfarano della scuola di Danza "Laboratorio di Movimento" di Mirella Resta e Gabriella Giannoccaro. Le scenografie in videoproiezione sono state curate da Mario Pugliese, alla sua prima (e riuscitissima) collaborazione con la compagnia, alle luci Franz Catacchio.

Il teatro nudo è in definitiva un esperimento creativo, un laboratorio che ha riscontrato un vero successo di pubblico e critica in vari teatri italiani, anche nella capitale. «L’idea di base del laboratorio è di sviluppare in un solo giorno un laboratorio molto intensivo e farlo diventare uno spettacolo in qualche modo “offribile” la sera. Quando arriva il pubblico noi presentiamo e offriamo la fragilità degli attori e dei ballerini, fragilità dovuta all’improvvisazione al fatto che i teatranti sono spogliati della loro sicurezza data da giorni e giorni di prove, e sono lì sul palco senza filtri» spiega la stessa Elisa Barrucchieri. Ed in effetti lo spettacolo è danza allo stato puro, senza troppi tecnicismi: i ballerini/attori sembrano abbandonarsi completamente all’istinto concedendosi ora a danza primitive, quasi tribali, ora ateatro nudo rossini coreografie più classiche per un effetto scenico di grandissimo impatto. Molto hanno contribuito anche gli effetti scenici: giochi di luci e ombre, dai colori spesso carichi, ad esempio una predominanza assoluta del coloro azzurro, “macchiato” dal rosso sangue e le musiche che accompagnavano le coreografie, pensate ad hoc. Quanto ai costumi, stavolta si punta sul minimal-romantico: vestiti semplici, quasi sempre bianchi, che rendono meglio il concetto di nudità, di fragilità, quasi di “totale sincerità” verso il pubblico attorno ai quali ruota il laboratorio.

Bella l’idea di far danzare i ballerini con ombrelli bianchi in mano mentre la loro ombra, ingrandita notevolmente, conferisce un tocco di magia allo spettacolo. Ma non è tutto. “Gemma” e valore aggiunto alla serata sono stati i disegni in stile vignettistico del poliedrico Mario Pugliese, eseguiti al momento con una spontaneità disarmante. Anche in questo caso assoluto spazio all’improvvisazione. Nessun copione, solo un “canovaccio” imbastito da poco, suscettibile di cambiamenti.

Teatro allo stato puro, esperimento anche questa volta più che riuscito.

 

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