Venerdì 29 Maggio 2020
   
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“DONNEDAMARE”. IL VERO SIGNIFICATO DELLA VIOLENZA-foto

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donnedamare E’ tutto pronto e siamo tutti molto emozionati. Ad ospitarci è l’aula magna dell’istituto Publio Virgilio Marone, resa accogliente dalla presenza di scaffali colmi di libri e dalla disposizione delle sedie, inusuale, a semicerchio di fronte alla parete di sinistra. Si respira aria di festa, noi studenti conserviamo nel cuore le emozioni più belle vissute nell’ambito del progetto “Donnedamare. Le storie che uccidono” assieme a un vero e proprio staff di psicologi e psicoanalisti che ci ha permesso di ampliare le nostre vedute e le nostre percezioni in merito a quello che è un mondo molto complesso, spesso contraddittorio, a volte delicato e deperibile, ma straordinario, quale quello delle emozioni.

Scientificamente le emozioni sono spesso definite come un complesso stato di sentimenti che si traducono in cambiamenti fisici e psicologici, che influenzano in pensiero e il comportamento. Se dodonnedamarevessi attribuire un significato al termine Emozione, a parole mie direi che si tratta di una complessa rete di stati d’animo che percepiamo dentro di noi, che sentiamo, che avvertiamo, quando viviamo un’esperienza particolare a cui tenevamo molto, o qualcosa di bello, che attendevamo da tempo, ed hanno una durata breve. Non esiste il concetto di ripetizione nell’emozione, se si ripete avrà un sapore sempre diverso dalla prima. E’ unica e irripetibile, preziosa e bella perché sempre diversa. L’emotività influenza il nostro temperamento, la nostra personalità, l’umore e la motivazione; costituisce la sfera della nostra interiorità. Fernando Pessoa, per esempio, definisce l’emozione come “l’ansia di cose impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potdonnedamarerebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo”. Purtroppo ci ritroviamo immersi in una società che vuole annegare la nostra interiorità, involontariamente certo, piano procede sino a dilaniare la nostra identità.

Una società che ci spinge a seguire dei modelli, perché altrimenti non potremo sentirci uguali agli altri. Accade così che si entra a far parte di un’unica “comunità”, una comunità di persone tutte uguali e in cui ogni azione diventa legittima, persino se errata. “Se l’ha fatto lui, perché non lo posso fare anche io?”. E ci si segue a vicenda, per timore di non essere accettati. Ma dove sono i nostri pensieri? I nostri difetti? Ldonnedamare liceo’unicità non esiste più? Solo avendo fiducia in se stessi si può ottenere una completa realizzazione della propria esistenza. Non si considera la diversità come quella straordinaria unicità che conferisce bellezza. A volte è difficile essere. E’ molto più semplice invece seguire , osservare, accettare, astenersi o retrocedere. Capita spesso, se non costantemente per alcuni di noi. Perché si teme di mostrare un’immagine negativa di sé, si teme i deludere l’altro, che forse ti aveva considerato diversamente…. Allora tutto diventa un dilemma.

Si vive seguendo e accettando tutto quello che un altro propone, anche se angoscia, anche se fa star male. Chi segue ha paura di affrontare una situazione nuova da solo, chi accetta ha paura di mostrare se stesso. Inoltre sembra sia diventato un ideale pensare e vivere senza emozione. Essere emotivo è diventato quasi sinonimo di instabile e squilibrato. Quello che per la società può sembrare uno squilibrato forse per Oscar Wilde sarebbe stato soltanto un sentimentale, animato dall’ingenua ma mdonnedamare liceoeravigliosa volontà di desiderare soltanto il piacere di provare un’emozione senza dover chiedere qualcosa in cambio, o senza dover dare qualcosa in cambio.

Ecco cos’altro non risulta essere chiaro nel mondo odierno: “Ti do se mi dai”. Poche sillabe, ma pesanti come un macigno. Sembra quasi che anche le emozioni abbiano un prezzo e che quindi per provarle occorra barattare qualcosa in cambio. Sembra quasi che il materialismo ci abbia completamente offuscato la vista, alcuni di noi non sanno neanche cosa significhi provare un’emozione vera, come si fa, e sono alla continua ricerca di qualcosa, ma un qualcosa che non esisterà mai, poiché un’emozione sincera è quella che proviene dalle cose semplici. Ecco cosa abbiamo imparato.

Si parte dal significato di emozione per capire come approcciarsi ad essa, come viverla, cosa cercare..perchè, come detto precedentemente, a volte si è alla continua ricerca di qualcdonnedamare liceoosa, qualcosa che non esiste perché in realtà stiamo cercando il nulla, dobbiamo cercare con coscienza, sapere, conoscere. Oltre ad aver vissuto esperienze di crescita e condivisione, confronto e maturazione. Abbiamo imparato a comprendere il significato vero di “Violenza”, violenza come un complesso sentimento, un’insieme di emozioni negative, che scava voragini nell’autostima e che conduce alla frammentazione della personalità. Violenza come disprezzo, sopraffazione, umiliazione, privazione della libertà, perciò non solo come sofferenza fisica.

Non dimenticherò mai una frase, presente assieme ad altre nel filmato visionato durante l’incontro del 18 dicembre con la dott.ssa Tancorre: “Questo non è come la mia storia finisce”. Il nostro impegno, la nostra audacia, la nostra forza, il nostro pensiero, le nostre parole, le nostre idee possono cambiare tante cose. La libertà prima di tutto. Essere liberi, avere il coraggio di rivendicare i propri diritti è la prima cosa. Potremo considerarci liberi solo quando le nostre emozioni non saranno più soffocate, solo quando ci sentiremo alleggeriti di un peso, solo quando il nostro pianto non sarà più un pianto di dolore. Ecco che solo così le emozioni negative potranno trasformarsi in straordinarie energie positive.

Ricordiamo che anche le emozioni vengono prima di tutto, soltanto dopo la comprensione.

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