Mercoledì 27 Maggio 2020
   
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UTE E MAURIZIO VACCA PORTANO “LA MERICA” NEL ROSSINI-foto

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la merica2Portare in scena trentadue “corsisti” dell’U.T.E. e “indovinare” in quale ruolo potranno dare il meglio di sé, ed ancor prima convincerli a mettersi in gioco e in “scena”, vincendo insicurezze, ansie, esasperata timidezza o - di contro - arginare irruenza e smania di ingenuo protagonismo, non facile da contenere e disciplinare… in questo l’abilità e la sensibilità di un docente, attore, danzatore e regista che del palcoscenico ha fatto la sua ragione di vita.

E Maurizio Vacca il palcoscenico lo vive, è il suo universo, il luogo nel quale creare arte attraverso il gesto e la parola.

Al pari di un direttore di orchestra “ascolta” le gestualità, accorda toni e voci, instilla sicurezza, suggerisce posture ed espressioni, studia con attenzione le “parole” con cui dar voce ai testi e spessore alle emozioni. Nel mosaico della sua regia nessun dettaglio è lasciato al caso e tutto è volto a valorizzare la storia e gli attori che la interpretano.la merica1

Conclusa con successo l’esperienza che lo ha visto alla regia del Premio “Rodolfo Valentino 2014 Italian Excellence” il 4 maggio, il regista, con due soli incontri settimanali nell’arco temporale di poco più di due mesi, porta in scena la compagnia dell’U.T.E. e la sua presidente Giovanna Viterbo, insieme a danzatori e amici di TerrAmare.

La Merica”, dopo le prime esperienze con “Il figlio dell’uomo” nel Chiostro e nel Castello e “Tanzcafè Mauthausen” nel Rossini, si rivela sin dalle prime battute il più compiuto esperimento epico e poetico del docente, nelle vesti di contemporaneo drammaturgo.

Si apre con questa pièce “I love teatro”, festival del teatro amatoriale a cui l’U.T.E. partecipa registrando il tutto esaurito nelle due serate del 19 e 20 maggio.la merica di maurizio vacca

Lo spettacolo rievoca gli anni in cui Rodolfo Valentino insieme a migliaia di italiani emigra in America. Nelle valigie di cartone sogni, speranze, ricordi, sul ponte pizziche e tarantelle, echi di luoghi, musiche, allegria. Nella bottiglia lasciata dalle onde sulla battigia, le disillusioni di chi in quell’America matrigna, ruvida e spinosa ha dovuto ricrearsi una identità e costruire il futuro.

Maurizio Vacca attinge a “Novecento” di Baricco, cerca nelle teche Rai musiche e registrazioni così rare da non essere trovate di “Ciao Rudy” di Garinei e Giovannini, legge gli appunti scritti a mano da Mastroianni sul suo copione, attinge a lettere vere e ricordi per riscrivere tante storie che contestualizzano un’epoca con meno lustrini di quella raccontata nelle fiction. E Rodolfo rivive nei chiaroscuri di un successo senza confini, pagandone il dorato prezzo.

Smarrire le proprie radici, rinnegarlla merica di maurizio vaccae e perdersi e lasciare che la parte più vera di sé, racchiusa nella metafora di una bottiglia di vetro, vaghi per il mare, in cerca di un casuale approdo per poi svelare il suo messaggio, è il rovescio di una medaglia volutamente in ombra. Le luci puntate sulle “cornici”, fotografie nelle quali si animano personaggi e ricordi, narrano un’altra storia.

Le letture a due voci, in cui presente e passato si sfumano, si rivelano indovinate e commoventi. Sfida spazio e tempo il faticoso alzarsi per uscire dalla cornice e tornare poi nel nulla, con la voce resa roca dalla fatica e dagli anni. Tanti i “figuranti”, una folla talvolta danzante, talvolta immota, scenografia e fermo immagine vivente nella più ampia cornice del palco. Nei loro gesti la quotidianità di sempre, il bimbo da cullare, il gomitolo da arrotolare, il ricamo, la partita giocata a carte sulla valigia, seduti su casse, seggiole di fortuna, lo sguardo perso nell’orizzonte, alla ricerca di quella “Merica” tanto lontana e tanto sognata.

Il vero sogno, la speranza è tutta lì, su quella nave, in quel viaggio non così distante da gommoni e barconi di recla merica di maurizio vaccaente memoria. Alla coloratissima ed allegra Jazz band il compito di ironizzare e stemperare nostalgia e chimere. Loro che di musica e lustrini vivono, sanno quanto sia difficile integrarsi e quante difficoltà ed umiliazioni dovranno tutti affrontare. Ma nel viaggio, per tutto ciò non vi è spazio.

La comparsa del gendarme così “vero” nella sua fedele abnegazione verso l’Arma di cui si fregia, nella sposa al suo braccio, nella mamma che affranta accetta il destino che terrà suo figlio per sempre lontano, ritratti di un’epoca “seppiata” in cui “brilla” Rodolfo, riscatto dei tanti emigranti tenuti in quarantena ed emarginati nei ghetti. La sua figura è emblematica, dai contorni indefiniti, ambigui, pretesto di una diversa storia di cui non è protagonista ma semplice comparsa.

Tocco di classe, il tango ballato da Eloisa Gaudiomonte e Michele De Nicolò della New Arabesque - Eesquela de Tango argentino ensemble, che insieme alla pizzica ballata dalle bravissime sorelle Sabrina e Paola Brescia, ha scandito i tempi di scena e creato interludi di grande suggestione. maurizio vacca la merica

Bravo il regista, bella la storia, suggestive le atmosfere, ritmi scanditi con effetti scenici studiati ad arte per valorizzare la recitazione degli attori.

A loro un plauso sincero! Non è da tutti mettersi in gioco e dar vita a uno spettacolo così ricco e complesso, vestendo ruoli e interpretando con spontaneità e in taluni casi davvero buona dizione, personaggi non sempre facili in cui ritrovare tanto di sé: timidezza, spacconeria, partigianeria, appassionata indignazione, dolore, stupore… Sono loro i cuori pulsanti de “la Merica”: Laura Albino, Rosa Andresini, Rocco Antonicelli, Liliana Buompane, Mariella Cacciapaglia, Adele Calvello, Nicola Capurso, Vita Carella, Mimmo Castellaneta, Gina Celiberti, Tonia Ciarelli, Elena Colapinto, Grazia Colucci, Piero De Biasi, Angelica De Palma, Franco Fasano, Angela Genco, Marilina Lattarulo, Enza Losito, Rosangela Mancino, Anna Maria Monte, Lella Montemurro, Vito Papa, Beatrice Paradiso, Ottavio Pastore, Gabriella Pitarra, Teresa Quattromini, Enza Quieto, Pino Romano, Teresa Stasi, Ada Tullo e Giovanna Viterbo. Bravi, coraggiosi e veri, nella loro emozionante ed emozionata recitazione, davvero tutti! [Foto Rosangela Mastromarino]

Commenti  

 
#1 eloi 2014-06-06 21:31
Maurizio vacca riesce sempre a fare centro:è sempre originale,creativo,profondo un artista di cui noi gioiesi dovremmo essere orgogliosi .Mi auguro che queste iniziative vengano sostenute e....aspetto un nuovo lavoro.
 

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