Mercoledì 20 Ottobre 2021
   
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AULA MAGNA GREMITA DI STUDENTI PER ANTONIO CARADONIO

petali di rose liceo

petali di rose liceo Con la presentazione del romanzo “Petali di Rose” del pediatra barese Antonio Caradonio, lunedì 12 maggio, nella gremita Aula Magna del “P.V. Marone”, si è conclusa la serie di “incontri con l’autore” del corrente anno scolastico.

Certamente tra le più interessanti, costruttive, formative ed arricchenti attività che un istituto scolastico superiore possa offrire agli studenti, il percorso intrapreso e guidato dai docenti Leopoldo Attolico e Grazia Procino - da anni in prima linea nel coinvolgimento dei propri alunni, e non solo, in esperienze didattiche di lettura, analisi, confronto e incontro con gli autori dei testi in esame - vuole “…illuminare l’idea di una comunità scolastica che si fonda sulla cultura, sulla conoscenza e sulle conoscenze in modo che, ad esempio, la storia del passato possa essere considerata leva indispensabile per la costruzione del futuro e che la scuola coltivi quello che la Storia ci permette di conoscere”.

Introducendo l’ospite alla platea, la prof.ssa Procino confessa: “Ho trovato molto interessante il libro e mi ha affascinato la protagonista, Rose Montmasson, prima moglie di Francesco Crispi. Figura fulgida di donna padrona della sua vita, dai tratti modernissimi e che consegna alle giovani generazioni insegnamenti profondi e nobilissimi di libertà e dignità. Valori ai quali non viene mai meno nella sua esistenza ricca di eventi, incontri. Una vita assolutamente attiva di donna emancipata”.

Unica donna ad aver partecipato alla Spedizione dei Mille, Rose Montmasson, della quale poco o nulla è conosciuto ha, dunque, incrociato i giganti della Storia, rivestendo, forse, un ruolo di maggiore importanza rispetto a quella dei grpetali di rose liceoandi uomini poiché – afferma il prof. Attolico- “racchiude in sé il valore aggiunto di chi agisce senza la presunzione della grandezza, consapevole che sarebbe rimasta nell’anonimato”, scaraventata nell'oblio per una sorta di censura di Stato operata dall'uomo politico, nonché marito,Francesco Crispi, disgustosamente liberatosi di una moglie che lo amava in modo disinteressato.

A dar voce, per fortuna, alla storia di Rose, quindi, il Dott. Caradonio, appassionato di storia.

Ho conosciuto Rose casualmente, circa dieci anni fa quando, passeggiando per Firenze, mi sono imbattuto in unapetali di rose liceo targa, in Via della Scala, in cui si ricordava che lì vissero per un periodo i due coniugi. Nemmeno in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ho sentito parlare di lei per questo mi ha colpito il fatto che Rose fosse stata come cancellata affinché noi non la conoscessimo”.

Innamoratosi di una leccese pare infatti che Crispi l’abbia sposata senza annullare il precedente matrimonio. Rose si ritirò nel silenzio, accettando il suo destino; tuttavia tre anni dopo, un articolo accusò Crispi di bigamia. Ne conseguì un processo, in cui l’uompetali di rose liceoo venne prosciolto per l’assenza di un documento che potesse inchiodarlo. In realtà Rose lo aveva, ma preferì non esibirlo per evitare di minare le nascenti istituzioni. Grazie poi all’intervento della regina Margherita, a conoscenza di tutto, Crispi fu allontanato dal Ministero.

Emerge che anche l’ambasciatore inglese a Roma tra il 1914 /15, Lord James Rennell of Rodd, fosse rimasto affascinato dall’ ‘eroina’ scomparsa un decennio prima (con la stessa discrezione ed il medesimo garbo che l’avevano caratterizzata in vita) - conosciuta grazie al ritrovamento di un diario in cui la donna raccontava quanto aveva vissuto – tanto da spingerlo a dedicarle alcuni versi.

Ed è questo diario il pretesto di cui si serve Caradonio per il suo romanzo, strutturandolo su tre piani cronologici che si snodano attraverso una scrittura fluida e semplice, assolutamente adatta allo spetali di rose liceocopo di intercettare e carpire l’attenzione e l’interesse anche dei più giovani in modo da avvicinarli alla storia - cui spesso li si trova restii -dimostrando come la storia dei grandi eventi sia spesso anche una proiezione o conseguenza dei piccoli tasselli che costituiscano la storia personale di ciascuno.

Scrivere di Rose mi ha cambiato la vita- afferma l’autore. Mi ha dato consapevolezza di ciò che sapevo, poi legato dal personaggio. Ho potuto inoltre conoscere tante persone. Un grande arricchimento, superiore all’impegno profuso per il romanzo”.

Grazie alla proposta avanzata da Caradonio, presto a Bari, in via dei Mille sarà affissa una targa commemorativa intitolata a Rose Montmasson, con l’auspicio che grandi donne come lei possano riemergere dal dimenticatoio ed essere scoperte e rivalutate nella straordinaria importanza dei loro contributi, seppur troppe volte relegati in sordina.

 

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