Domenica 24 Ottobre 2021
   
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EMOZIONANTE INCONTRO CON LA POESIA DI GARCÌA LORCA

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Omaggio a Garcia Lorca«Alle cinque della sera./ Eran le cinque in punto della sera./ Un bambino portò il lenzuolo bianco […]/Il vento portò via i cotoni […]/ Solo il toro ha il cuore in alto!/ Alle cinque della sera. […]/ Non voglio vederlo! Dì alla luna che venga,/ ch’io non voglio vedere il sangue/ d’Ignazio sopra l’arena. […]».

Si apre con l’emozionante ‘Lamento per Ignacio Sànchez Mejìas’ – elegia interpretata magistralmente dall’attore acquavivese Tommaso Procino –, la serata di domenica 2 marzo, presso la bellissima location di Spazio Unotre, gentilmente messa a disposizione dell’arte, in ogni sua forma, da un ospite dalla grande sensibilità artistica, quale è Mario Pugliese.

Un omaggio al poeta e drammaturgo spagnolo, Federico Garcìa Lorca: un’iniziativa fortemente voluta da Fortunato Buttiglione, che ha introdotto la serata, e dagli altri promotori – Giacomo Leronni e Giorgio Gasparre – degli incontri dedicati alla cultura. La formula è sempre la medesima: un’interessante sintesi delle svariate forme artistichOmaggio a Garcia Lorcae oscillando, per la speciale occasione, fra le armonie della chitarra classica di Sergio Chiarito; mirabili disegni di Mario Pugliese; e i versi dello straordinario poeta spagnolo Garcìa Lorca.

Un viaggio attraverso le maggiori composizioni del poeta, nelle quali emerge la tematica dell’amore infelice, travagliato e, poi, irrimediabilmente, perduto. «Il mio cuore oppresso/ […]/ La luce dell’aurora porta/ rimpianti a non finire/ […]/ Perché per sempre ti ho perduto in quella sera?/ Oggi il mio cuore è arido/ come una stella spenta». Nella quale emergono i colori e paesaggi della sua terra, tratteggiati da bellissimi chiaroscuri e da distese di ulivi. Un disegno di Mario Pugliese riproduce il frontespizio della raccolta ‘Canciones e Romancero Gitano’: “Il Gitano è quanto di più alto, più aristocratico vi è nel mio Paese. Un libro che è anche un retablo dell’Andalusia. Un libro dove non vi è nessun altro personaggio, se non la pena andalusa […]”.

Ed è così che Silvana Kuhtz – altra protagonista dalla suadente voce della serata – declama: «Sul monte spoglio/ un calvario./ Acqua chiara/ e ulivi centenari/ […]/ O paese perduto nell’Andalusia del pianto». Un viaggio che ci conduce nei momenti fondamentali della breve, seppur intensa vita, del poeta che, apertamente a favore delle forze repubblicane, venne ucciso da ignoti – quasi sicuramente legati al nazionalismo fascista – dopo l’inizio della Guerra Civile.

Un excursus che ci conduce nel drammatico momento, rappresentato dalla sua permanenza negli Stati Uniti. Che ci conduce a quella totale avversione per il capitalismo e per quel progresso galoppante. A quel suo cercare di vivere la sua verità, di vivere pienamente i suoi sentimenti e la sua omosessualità senza reticenze. «L’aurora di New York geme/ per l’immense scale/ Omaggio a Garcia Lorcacercando nei cantoni/ balsami di angoscia disegnata./ L’aurora arriva e nessuno l’accoglie nella sua bocca/ perché non c’è domani né speranza possibile». Fino ad arrivare a dire: «La luce è sepolta da catene e rumori/ […]/ Nei sobborghi c’è gente che vacilla insonne/ come appena uscita da un naufragio di sangue». Una sensualità e una vita tormentata, quella di Garcìa Lorca.

Una vita di grandi emozioni che, grazie ai due attori – Tommaso Procino e Silvana Cuz –, alla musica di Sergio Chiarito, e alla rappresentazione grafica di Mario Pugliese, arrivano ai presenti in tutta la loro forza e passionalità.

 

 

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