Lunedì 25 Maggio 2020
   
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VISITE GUIDATE ALLA SCOPERTA DELLA NOSTRA STORIA-foto

guide centro storico

guide centro storico4Studiare un territorio, scavare nelle sue memorie storiche, conoscere, analizzare i suoi elementi naturali e antropici e far emergere, poi, i suoi beni artistici culturali e ambientali, non è solo un lavoro a cui si dedicano quotidianamente ricercatori e studiosi, ma potrebbe rivelarsi un approccio particolarmente utile e piacevole per coloro che, nascendo e vivendo nel proprio paese, vorrebbero riscoprire la storia di uomini e fatti che hanno fortemente influenzato il contesto geografico circostante.

Un’occasione da cogliere se, poi, a condurre il cittadino nel suo viaggio conoscitivo sono giovani specializzati in studi archeologici, naturalistici, di restaurazione che mettono a disposizione della collettività il proprio tempo e conoscenze.

Ecco che sarebbe stato un peccato non prendere parte ad una iniziativa promossa dall’Associazione Meridiana ONLUS di Gioia del Colle, la quale in occasione della 25esima edizione della Giornata Internazionale delle Guide Turistiche, ha organizzato gratuitamente tre visite guidate di cui sono state protagoniste le grandi bellezze archeologiche e storiche di Gioia del Colle, al fine di proguide turistichemuovere e valorizzare il ricco patrimonio storico-artistico del nostro paese.

L’evento si è tenuto il 21 febbraio dalle ore 15.00 alle ore 18.30, in cui è stato possibile compiere una promenade tra le vie del paese. Il programma è iniziato con un tour storico-artistico nel centro storico, per proseguire con una escursione nel Parco Archeologico e Naturale di Monte Sannace (purtroppo non tenutosi per cause meteorologiche) e per terminare con una visita al Castello Normanno-Svevo.

Quest’ultima, guidata dall’archeologa e presidente dell’Associazione Annalaura Amatulli, dal vicepresidente e naturalista Daniela Paradiso e dallo studioso di storia locale Domenico Paradiso, ha offerto a curiosi cittadini e ad alcuni ragazzi della 5D dell’ I.C. “Losapio-San Filippo Neri” accompagnati dalla docente Susanna De Mattia, un’imago urbis che ha risvegliato domande e riflessioni sul confronto tra passato e presente del volto di Gioia del Colle.

Malgrado i pochi partecipanti, gli alunni della 5D sono stati in grado di ancorare, per un’ora e mezza, la stanchezza e di ultimare il loro viaggio allguide centro storico3a riscoperta del luogo che fra tutti primeggia su Gioia, e ciò l’hanno intrapreso con uno spirito del tutto spumeggiante e, direi anche, intelligente.

Interessanti sono state le notizie storiche riportateci dal Dott. Domenico Paradiso sulla nascita e sull’evoluzione del Castello, un tempo concepito come luogo di controllo e difesa militare e che oggi risulta essere il risultato di tre interventi costruttivi, il cui aspetto architettonico finale è dovuto all’Imperatore Federico II. Testimonianza delle sue esperienze belliche sono gli influssi arabi, ma non manca materiale di costruzione locale come la pietra calcarea e il carparo rosso.

A giudicar dalla fisionomia attuale, potremmo considerare il monumento il migliore, in Puglia, dal punto di vista conservativo e anche fruibile al popolo dato il suo accesso, dal cortile interno, a stanze un tempo adibite a stalle, depositi, dimore dei domestici e alla possibilità di visitare stanze come la prigione dell’Imperatrice, su una parete della quale sono scolpite due rotondità che secondo una famosa leggenda risulterebbero essere i seni di Bianca Lancia, amante di Federico II, la sala del forno, del trono, del caminetto e infine le Torri De’ Rossi e dell’Imperatrice, le guide centro storico4due rimaste delle quattro originariamente presenti. Curiosità, forse ad alcuni non nota, è che nel 1964 Pier Paolo Pasolini scelse proprio il Castello di Gioia del Colle per girare due sequenze per il film “ Il Vangelo secondo Matteo”, che si svolsero nell’ala nord della corte dell’edificio.

Il tour si è concluso con la visita guidata dalla Dott.ssa Annalaura Amatulli del Museo Archeologico Nazionale, in cui sono esposti reperti datati tra VII e V sec. a.c. , provenienti dall’acropoli di Monte Sannace. Si tratta di vasi greci che testimoniano il suo inserimento nei circuiti commerciali del tempo e che vede nell’arco ionico e nei centri greco-coloniali la principale area di scambio. Vi sono brocche, crateri ( es. il cratere del pittore Memnon)e coppe trovate in stato frammentario, volutamente frantumate e bruciate secondo un rito che contemplava un pasto comune seguito dalla rottura e dalla combustione del vasellame utilizzato. Probabilmente, si tratta di un rito volto a sancire forme di alleanza politica o matrimoniale.

Dunque, eventi imperdibili che aiutano a sentirsi parte integrante della propria città e dei suoi continui cambiamenti. L’obbiettivo che ci si deve prefiggere è quello di continuare a tutelare e conservare al meglio la ricchezza artistica, archeologica e naturale che il territorio offre e di accogliere sempre più menti curiose e pronte al costante approfondimento e avvicinamento a queste tematiche.

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