Lunedì 25 Maggio 2020
   
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ANTONELLA LOZITO E GIANNI LAROCCA “GUERRIERO CHEF”

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antonella lozito gianni larocca guerriero Se lo sguardo è lo specchio dell’anima, il volto ne è la cornice. E su di essa e parte del corpo, Antonella Lozito “dipinge” arte.

Ogni centimetro di pelle viene esplorato, ripensato, ridisegnato e talvolta “accessoriato” per teatralizzare l’espressione e al contempo mascherare ogni fragilità. Zigomi e arcate ispirano e suggeriscono geometriche rivisitazioni, il colore non è mai casuale… rivela “a pelle” stati d’animo, messaggi subliminali che la sensibilità dell’artista percepisce e traduce in armoniche cromie. La creatività domina la realtà, ne tatua i contorni, la rende unica, emblematica, le doantonella lozito gianni larocca guerrierona forza e vigore.

Ed il volto che di volta in volta “indossa” i colori, pur se “velato” e schermato, svela tanto di sé.

Gianni Larocca, 26 anni - giovane chef trasformato in magnifico guerriero della notte -, si racconta. Ad attestarne il coraggio e la forza, Antonella ingioiella il suo volto con tribali borchie e piercing collocati ad arte. Esperienze internazionali in prestigiosi contesti, lo collocano accanto a “maestri” a tre stelle a Milano, in Sardegna, a Copenaghen… Passione e competenza affiorano mentre descrive lo choc termico per conservare colore e gusto di verdure, la complessità del fondo bruno di un caramellato, la cremosità di un divino tiramisù…

Affascinano la sua visione d’arte del cibo, le audaci creazioni di Bottura, accostamenti di colori e sapori assolutamente surreali: gelato su crosta di pelle di faraona, con “spruzzatina” di profumo dell’arrosto “catturato ed imprigionato” in un diffusore, cocktail “molecolari” ed altre raffinatezze che portano la cucina italiana nel gotha della gastronomia internazionale. Una visione che si scontra con una realtà fatta di menù turistici a basso costo, sempre più spesso a base di cantonella lozito gianni larocca guerrieroibi precotti e surgelati, lavorati con poca cura e fantasia, perché si bada al risparmio più che alla qualità, sminuendo il complesso lavoro che vi è dietro ogni pietanza.

“Il costo di un piatto confezionato con originalità, con ingredienti di primissima qualità, lavorati freschi e con amore, non può essere lo stesso di un precotto anche se ben condito e saporito!” L’era dei fast food ha sacrificato sull’altare del “presto e subito” la sacralità del cibo, la sua ritualità e l’educazione al gusto.

Nonostante la fatica, ci sono esperienze che appagano. Scopri che si può “osare” e coniugare tradizione e innovazione con arte contemporanea e design… il piatto è un’opera d’arte: lo gusti con gli occhi, ne respiri la fragraantonella lozito gianni larocca guerrieronza, lo ascolti mentre lo assapori, è caldo o freddo… nutre lo spirito ancor prima del corpo!”

Anche se, dal punto di vista umano, non è una vita da “prova del cuoco”.

Quando lavori nelle cucine di ristoranti a tre stelle o in club esclusivi, non ci sono orari. A volte stacchi dopo 12 ore anche se hai un contratto per due… Vivi in cucina, ne subisci le gerarchie, come in una caserma. Si viene sfruttati e anche maltrattati, ma ci sta pure se si ha modo di crescere ed imparare, e si impara tantissimo lavorando sul fresco, ti educhi al sapore. Alla fine della giornata, però, sei solo, non hai neanche il tempo di coltivare amicizie e nel tempo libero devi curare mille cose, dalla casa alla spesa antonella lozito gianni larocca guerrieroe devi sperare di star bene in salute…”.

Gianni ha sperimentato anche la peggiore delle solitudini, quella di dover essere curato in strutture sanitarie lombarde a seguito di un incidente d’auto, con costi proibitivi per assistenza e fisioterapia… da pagare con uno stipendio “part time”. Il ritorno a casa, la scelta di riproporsi sul territorio, è stata una necessità ma anche una sfida cui Larocca non si è sottratto, ma non è mai facile, così come non lo è ripartire.

“Ogni volta che sono andato via da casa per lavoro, mi mostravo pieno di entusiasmo e forte, ma dentro c’era freddo e buio… sapevo a cosa andavo incontro!”

E’ lo sgomento di tanti giovani che vorrebbero spendersi nella loro terra e non possono. Sono “arruolati” nel precariato, costretti a diventar guerrieri per sopravvivere ed affermarsi professionalmente. Le opportunità per dimostrare chi sono e quanto valgono sono altrove, e spesso si rivelano chimere. Vincere la diffidenza dei clienti, puntare sulla qualità, investire nel proprio territorio, è questa la nuova sfida cui Gianni e tanti altri ragazzi sono chiamati… magari indossando il look di “guerrieri della notte”, brand del make up d’arte di Antonella Lozito.

 

Commenti  

 
#1 Nicla 2013-12-12 13:20
Vai Larocca!!!!!!! ti sei dimenticato della cena che ci dovevi.. :D
 

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