Lunedì 25 Maggio 2020
   
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DIRITTO COSTITUZIONALE. A LEZIONE DAL PROF. VINCI-foto

vito vinci

SEMINARIO VITO VINCI 2Nonostante la neve ed il cattivo tempo numerosa è stata la partecipazione al primo appuntamento con il Prof. Vito Antonio Vinci, in qualità di Rappresentante dell’Associazione “Libertà e Giustizia”, presso la sede del Movimento SeP, il 26 novembre scorso. Vinci ha incontrato i cittadini per dissertare sul Diritto Costituzionale. Lo ha fatto iniziando con il famoso discorso pronunciato nel 1950 da Piero Calamandrei, notogiurista,politicoescrittoreitaliano, in difesa della Scuola Nazionale. Discorso letto da Mimmo Castellaneta.

Il Prof. Vito Vinci non a caso sceglie il testo di Piero Calamandrei sulla scuola, ma applicabile a qualsiasi campo, poiché i diritti fondamentali della Costituzione descritti nella prima parte, relativa ai Diritti Costituzionali, caratterizzano, strutturalmente in profondità, l’ordinamento costituzionale: questo, tuttavia, verrebbe meno trasformandosi in un ordinamento diverso, nel caso in cui detti principi non fossero osservati e fatti oggetto di specifica tutela. I valori elencati assumono in tal modo una valenza giuridica di tale ‘essincontro vinci 21enzialità’ da poter affermare che la stessa organizzazione dei pubblici poteri sia prevalentemente funzionale al loro svolgimento ed alla loro attuazione.

La “persona”, nel suo patrimonio identificativo ed irretrattabile, costituisce, nella nostra Costituzione, il soggetto attorno al quale si incentrano diritti e doveri. Nel caso corrente “diritti umani”, “diritti inviolabili”, “diritti costituzionali” e “diritti Fondamentali”, sono termini utilizzati in modo promiscuo ma equivalente, stanno ad indicare diritti che dovrebbero essere riconosciuti (da chi governa e amministra n.d.r.) ad ogni individuo in quanto tale. Tutto questo sembrerebbe attestare, in nome e nel senso del “sapere comune”, l’intimo e complesso rapporto che da sempre lega tra loro indissolubilmente “diritto naturale” e “diritto positivo”.

La preoccupazione iniziale del prof. Vinci nel corso del suo discorso, è stata quella di spiegare come avviare fattivamente il procedimento di formazione devito vinci lezionella Costituzione, e di avviarlo con il maggior consenso possibile delle parti. Necessita constatare quanto ci si sia battuti per una Carta costituzionale non ripetitiva di contenuti tradizionali, e per una normativa quanto mai avanzata, tale cioè da riconoscere diritti che non furono contemplati nel 1789, come quelli “al lavoro, al riposo, alle assicurazioni sociali, all’educazione”, sui quali storicamente sarebbero emersi certamente motivi di contrasto.

Per il ché sarebbe stato un errore partire dal dissenso su alcuni di tali diritti, rendendo difficile trovare un terreno di incontro per andare al di là di alcune conquiste, e sarebbe stato invece opportuno studiare uno schema su cui potesse stabilirsi un accordo per poi esaminare i punti di dissenso che riteneva potessero risultare limitati.

Il prof. Vito Vinci ha dato infine appuntamento per il 10 dicembre prossimo sempre presso la sede del movimento SeP, in via Bernal 3, per il secondo appuntamento, nel quale parlerà di Diritto Amministrativo, con particolare riferimento alle materie di competenza degli Enti Locali.

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