Lunedì 25 Maggio 2020
   
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PARROCCHIA SACRO CUORE FIORE CARITÀ MISSIONARIA

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veglia carità missionariaPer celebrare la “Giornata Missionaria Mondiale” (che coincide con la penultima domenica del mese di ottobre) anche quest’anno i giovani della Parrocchia S. Cuore, in collaborazione con la Caritas parrocchiale, hanno organizzato una Veglia Missionaria sullo schema proposto da Missio Giovani, organismo ecclesiale di animazione missionaria.

L’appuntamento del 18 ottobre scorso ha avuto però, a differenza delle precedenti edizioni, un filo conduttore nascente dalla lontana terra del Brasile che, lo scorso luglio, si è rivestita dei colori della gioia e della fede testimoniata dai milioni di giovani, giunti da ogni parte del mondo, per partecipare al consueto evento quadriennale della “Giornata Mondiale della Gioventù”.

In continuità con il tema di Rio de Janeiro: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”, i nostri ragazzi hannoveglia carità missionaria preparato un momento di preghiera molto intenso, oltretutto arricchito del bagaglio di esperienza maturata durante le giornate trascorse in Brasile da tre di loro: Donatella Iacobellis, Carmela Parlante, Filippo Ripa.

La Veglia ha avuto inizio sulle note del celebre pezzo di Ennio Morricone, colonna sonora del film “The Mission”, con l’ingresso in processione del parroco, don Mario Natalini, accompagnato da alcuni di loro recanti un mappamondo e cinque candele. Il mappamondo è stato poi deposto ai piedi dell’altare insieme con cinque fasce colorate che si irradiavano a raggiera, simboleggiando così i continenti, sulle quali erano impresse orme umane.

Il primo momento della preghiera daveglia carità missionarial titolo “In cammino con la Parolaha avuto per protagonista la Parola di Dio, a dimostrazione del fatto che tutto ha inizio da lì, senza di essa tutto il nostro agire e anche la nostra vocazione missionaria sarebbero vani. Il Vangelo, infatti, ci ha ricordato che Gesù stesso è stato il primo missionario andandosene per città e villaggi predicando e annunciando la buona notizia del Regno di Dio.

Il secondo e terzo momento, intitolati “In cammino come testimoni della Parola” e “In cammino di fede”, hanno dato voce a varie testimonianze tra cui quella di una famiglia della diocesi di Verona composta dal papà Damiano, dalla mamma Francesca e dal figlioletto di cinque anni, Isacco. Nel 2010 sono stati inviati in Brasile dalla loro diocesi come fidei donum. Nelle loro parole c’era tutto il combattimento interiore derivante da una simile scelta: “Nessuno ci dice dove andare, nessuno ci da indicazioni preveglia carità missionariacise. Quali sono le strade del mondo? Non è così facile lasciare tutto alle tue spalle ed entrare in una vita nuova. Ma Gesù ha forse detto che era facile? Ci ha dato le soluzioni? Se non avessimo avuto Lui al nostro fianco forse saremmo tornati in Italia quasi subito”. Per farsi conoscere e per conoscere gli abitanti della loro nuova residenza, partecipando attivamente a tutte le messe possibili, dopo soli tre mesi hanno imparato i nomi di centinaia di fedeli che con il tempo, poi, son diventate facce note e successivamente amici veri.

Sì, perché la fede, l’ospitalità e il calore del popolo brasiliano non hanno eguali nel nostro mondo occidentale. Lo ha ben compreso anche Donatella Iacobellis, giovane della parrocchia S. Cuore, nei suoi giorni di missione in Brasile. Tgiornata mondiale della gioventù 2013erminato il soggiorno dei suoi amici, partecipanti come lei alla GMG, dopo la loro partenza si è ritrovata sola tra persone sconosciute. Inizialmente si è sentita disorientata, ma poi tutto è cambiato come lei stessa ha detto quando ha affermato: “Un semplice sorriso e un abbraccio caloroso mi hanno riempito il cuore di gioia. La famosa accoglienza dei Brasiliani non si smentisce mai!”. Nella “Casa da Crianza” (la casa dei bambini), struttura in parte finanziata con fondi provenienti dalle missioni, gruppi di volontari quotidianamente curano bambini affetti da disturbi dell’alimentazione: alcuni sottopeso, altri in sovrappeso. Lì, dopo un iniziale momento di timidezza, le tante manine che l’avvolgevano, gli occhi dolci e a volte tristi, velati di lacrime, i sorrisi, le urla di gioia, le hanno permesso di vivere un momento unico e irripetibile in cui non ha contato molto non conoscere la loro lingua perché a parlare sono stati i gesti e le emozioni condivise.giornata mondiale della gioventù 2013

La testimonianza di Donatella è quindi terminata, non senza un pizzico di comprensibile commozione, con un riferimento all’impossibilità di descrivere fino in fondo le tante, belle emozioni che si sono avvicendate in quei giorni nel suo cuore andando a costituire “un bagaglio di bei ricordi e di fede maturata” grazie al quale potrà affrontare quello che la vita le porrà dinanzi con spirito rinnovato.

C’è stato inoltre un brevissimo intervento di don Ambrogio Avelluto, direttore dell’Ufficio Missioni diocesano, solo per invitare i giovani che volessero vivere un’esperienza missionaria a contattarlo tramite il loro parroco. Sarà cura della diocesi stabilire di volta in volta in quale delle comunità missionarie da essa gestite inviare ciascuno di loro, se in Bangladesh, Etiopia, Somalia, ecgiornata mondiale della gioventù 2013c.

La preghiera si è poi conclusa con un pensiero rivolto alle tante nazioni in guerra dove la missione si fa più complicata, perciò il sacerdote ha invitato i fedeli a uscire dai banchi per andare incontro ai fratelli con i quali scambiare un abbraccio di pace. Questo bel gesto ha simboleggiato l’abbattimento dei muri in cui spesso ci barrichiamo nel nostro mondo occidentale divenendo sempre più vittime di un diffidente isolamento e individualismo. Eppure, come don Mario ha ben ribadito, ogni cristiano è chiamato ad essere missionario ovunque si trovi, non solo in terre lontane ma anche nella sua città, nel suo quartiere, nel suo condominio, nella sua parrocchia, nei luoghi di lavoro, di studio o durante il viaggio sui mezzi pubblici per raggiungere tali luoghi… Insomma, in ogni circostanza in cui gli viene posto accanto il prossimo. A tal proposMadre-Teresa-di-Calcutta-13ito, significative risultano le parole di una grande Missionaria della Carità, Madre Teresa di Calcutta, in questa sua riflessione: “Vi sono diversi generi di povertà. In India c’è gente che vive e muore di fame: là, anche un pugno di riso è prezioso. Nei Paesi occidentali non vi è povertà materiale nel senso comune di questa parola: qui nessuno muore di fame. In Occidente però trovate un altro genere di povertà: la povertà spirituale. Ed è la povertà di gran lunga peggiore. La gente non crede in Dio, la gente non prega. Non si curano l’uno dell’altro. Trovate la povertà di gente che non è soddisfatta di quello che fa, che non sa come affrontare la sofferenza, che si abbandona alla disperazione. Questa povertà del cuore è spesso più difficile da alleviare e rimediare. In Occidente trovate molte più famiglie spezzate, bambini trascurati, divorzi su larga scala” (MTC, 226 - 227).

Che l’ottobre missionario sia perciò, per ciascuno di noi, occasione propizia per ravvivare la propria fede missionaria tra le tante “povertà del cuore” che la vita odierna ci presenta.

 

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