Mercoledì 27 Maggio 2020
   
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I GIOVANI E IL LAVORO: ATTENTI ALLE TRUFFE

Giovani-Lavoro-pp

lavoro imagesDammi una soluzione
Dammi una speranza
Dammi un lavoro che non insulti la mia dignità
Oppure distruggila pure
Ma dammi un lavoro
Dammi una politica senza parole e soubrette
Dammi persone e non grottesche imitazioni di se stessi
Dammi un futuro
Dammi la possibilità di poter mettere al mondo un figlio
Dammi una spiegazione alle irragionevoli condizioni che ci offrono
Dammi una soluzione
Dammi una speranza
E per piacere, che non sia un Dio
Oppure spostati da lì
e fammi volare via.

Questi versi, scritti con un tratteggio incerto che ancora tradisce la mia rabbia, li ho scritti di getto, martedì, dopo un colloquio di lavoro che non so se definire più uno schiaffo alla mia dignità di neo laureata o una truffa vera e propria.

Qualche giorno fa sono sGIOVANI-E-LAVORO largetata contattata da un’azienda barese, senza specificare il nome, senza che avessi mandato il curriculum, senza essermi mai candidata a quella posizione. Mi dicono che sono presente nel loro database. Ecco qua, mi sono detta, un colpo di fortuna, quasi un segno del destino nella mia mente “vergine” dalle brutture e dalle delusioni del mondo del lavoro italiano e meridionale (verginità che è durata poco). Al telefono mi fissano il colloquio per il 16 luglio elogiando il mio curriculum e proponendomi un lavoro d’ufficio e la possibilità di far carriera quasi da subito, un full time ben pagato, mi dicono. Un sogno insomma! Mi reco entusiasta, so già quel che dirò, già penso di firmare contratti e stringere mani. Mi viene proposto uno stage di tre mesi (non retribuito) dopo di che si può firmare il contratto. L’impatto con il mondo reale, inevitabile, mi colpisce subito in piena faccia. Il gentilissimo signore incravattato davanti a me mi comunica che il mio vero ruolo,lavoro 2-72363-NDP a quel punto, sarà quello di agente porta a porta per vendere macchine dell’acqua. Senza un fisso mensile! Sorrido avvilita e declino l’invito.

E pensare che aveva elogiato la mia formazione, i miei studi, le mie capacità comunicative. Ok, è solo stata una brutta esperienza mi dico. Ma non posso fare a meno di chiedermi se è questo davvero il mondo del lavoro, se è la crisi, se è la mentalità del Sud, o se sono io ad essere sbagliata.

Di certo qualcosa non va. Di certo il futuro che ci prospettano non è quello che immaginavamo quando ci siamo iscritti all’Università. Se hai titoli di studio non hai esperienza. Se hai esperienza non hai titoli di studio. La Germania offre posti di lavoro, dicono i media, così sia. Ma qui, i luoghi che ti hanno vista crescere, sono un grembo inospitale e insidioso.

Passi essere sottopagati e sfruttati o non assicurati, ma ingaggiati dal database dei polli, questo no, non l’accetto!

 

Commenti  

 
#2 Nome 2013-07-18 16:39
Io sono in procinto di chiudere la mia attività, ho provato a metterci passione e professionalità ma il mercato locale non va. Ora ci sono spese su spese, perchè per chiudere bisogna pagare...Non ho neanche 30 anni e mi ritroverò di nuovo a cercare una soluzione lavorativa (che da queste parti non c'è...) e per quanto sia scoraggiante opterò per il lavoro nero e spero di non arrivare a ledere un "altrui" per garantirne la mia sopravvivenza nella terra che mi ha cresciuto e che comunque amo.
 
 
#1 indignata 2013-07-17 12:20
Sono una tua coetanea, laureata da un anno in relazioni internazionali, come te in cerca di un impiego e già stata delusa da questo fantomatico "mondo del lavoro", però in terra olandese. Purtroppo è così, la nostra generazione non ha dignità né diritti agli occhi di questo nuovo mondo a cui proviamo ad affacciarci. La crisi li autorizza non pagarci perchè o non abbiamo abbastanza esperienza, o siamo troppo istruiti e se ci pagano è per mansioni che non richiedono competenze acquisite durante gli studi . Altri, come nel tuo caso, giocano sulla disperazione oggi in circolazione proprio tra noi, quelli che dal mondo dell'università ci escono con gli occhi sgranati e con una voglia insaziabile di lanciarsi in una professione da eseguire con passione. Solo una cosa: non pensare che sia il sud il problema. Purtroppo quest'era di crisi che ci stiamo trovando a vivere sta portando a due conseguenze gravissime e valide ovunque (almeno in Europa): da una parte la totale violazione della dignità umana e dei suoi diritti (e te lo dico io che nel mondo dei diritti umani vedo solo stage non pagati, né professionalizzanti, in cui i signoroni ti chiedono semplicemente di fare cose che loro non vogliono fare, vd. stages all'ONU), dall'altra il rischio di abbandonare i propri sogni e accontentarsi di quel che si trova pur di cominciare ad autofinanziarsi.
Io mi sono incaponita ed ho deciso che non accetterò nulla che sia non arricchente per me, che mi farò una risata quando mi diranno che il mio cv non va bene perchè è troppo o troppo poco e che continuerò, comunque, a cercare la MIA strada.
C'è da indignarsi e visto che urlare nelle piazze non serve più, né va più di moda, l'unico modo è puntare i piedi e provare noi a dettar leggi. Lasciati alle spalle ciò che è successo e traine ancora più forza per continuare sulla strada che per te hai scelto, qualsiasi sacrificio essa comporti. Buona fortuna.
 

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