Domenica 31 Maggio 2020
   
Text Size

“SI TRATTA DI DONNE”, INTENSA CONFERENZA-TESTIMONIANZA

prostituzione-si-tratta-di-donne-pp

 

prostituzioneDSC03781Nel chiostro del comune ha avuto luogo lunedì, 27 maggio, “Si tratta di donne”, un’interessante conferenza - testimonianza sulla prostituzione.

Relatori:  il sindaco, Sergio Povia, Giuseppe Quarto, assessore provinciale ai servizio alla persona, Loredana Samarelli e Lucia Capogna, della comunità Papa Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi, il parroco della chiesa madre di Gioia, don Tonino e Giuseppe Durante, segretario vicario SIAP (sindacato Polizia). L’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, per impegni imprevisti non era presente.

Pubblico non molto numeroso - tra cui diversi sacerdoti -, ma quello giusto per recepire e veicolare i contenuti del dibattito.

Dà inizio alla serata l’assessore alla Cultura, Piera De Giorgi, valida promotrice e sostenitrice delle molteplici iniziative culturali che si susseguono dall’inizio del suo mandato.

prostituzioneDSC03780L’assessore esordisce dicendo che si tratterà del mestiere più vecchio del mondo e che tutto quello che può dirsi e farsi in merito non avrà mai risultati definitivi e totali. Ma ciò non significa che non bisogna provarci. Ricorda ai presenti che quest’incontro segue quello tenutosi tempo fa presso la parrocchia dell’Immacolata, aggiungendo che “una comunità cresce, quando si ritorna a parlare degli argomenti fondamentali per il vivere civile”.

Conclude ringraziando la comunità Papa Giovanni XXIII che si impegna a 360° conoscendo, avvicinando, reintegrando, approfondendo questa realtà per capire quale tipo di dinamica porta a determinate situazioni e mettendo in guardia dai pericoli del fenomeno.

Il sindaco saluta gli ospiti e li ringrazia per l’impegno e le iniziative tendenti a risolvere il problema. Precisa che il casus belli è la sollecitazione ad emanare un’ordinanza per allontanare il fenomeno dalle città. Ordinanza che, a suo parere, non farebbe molto di più che spostare più in là la fenomenologia della cosa. Si pone quindi l’interrogativo se rispondere acriticamente o cercare di capire. Legge alcuni dati statistici presi da una ricerca del quotidiano “la Repubblica”, da cui si evince che quello delle prostituzioneDSC03778prostitute è un esercito. Il numero riguardante le donne ridotte in schiavitù per formare questo esercito è impressionante, ma ancora più impressionante è il numero dei clienti. Un terzo degli uomini di ogni età in Italia!

Ancora più impressionante il giro “commerciale” del fenomeno. Una vera e propria industria. L’unica ancora fiorente in questo momento di crisi generale. “Sarà sufficiente un’ordinanza?”, si chiede il sindaco.

L’ispettore di Polizia Giuseppe Durante è altrettanto scettico. Secondo lui bisognerebbe colpire, rieducare i “porci” che, con la loro richiesta alimentano tale infame mercato. Lo ribadisce più volte con veemenza: non la prostituta è colpevole, ma il fruitore. La prostituta non lo fa per fame, ma perché costretta da chi l’ha schiavizzata. E chi ha fatto ciò, conta - per i suoi interessi - su di un vero e proprio esercito di porci. L’ispettore, quindi, esalta l’operato delle operatrici della comunità Papa Giovanni XXIII che hanno rinunciato ad una vita propria per dedicarsi agli altri, andando anche per le strade a proprio rischio e pericolo!

prostituzioneDSC03777Prende la parola, di seguito, Loredana Samamerelli della comunità che parla con entusiasmo del fondatore della stessa, Don Oreste Benzi, un piccolo, grande sacerdote che ha fatto della sua vita un dono al prossimo. Il suo sogno di aiutare gli altri ha generato un esercito che tenta di diffondere una nuova cultura di vita alle nuove generazioni.

Don Oreste cercava il bisogno, il disagio nelle strade, negli ospedali, nelle carceri. Ha cominciato fondando delle case famiglia, in cui operatori volontari si occupano delle persone in difficoltà per 24 ore al giorno. Queste si sono moltiplicate velocemente, attraverso storie ed esperienze diverse, laboriose, faticose, sino a costituire un esercito del bene, contro quello del male. Al centro di questo movimento la figura, l’insegnamento di Cristo. Papa Giovanni Paolo II ha definito questo sacerdote “apostolo della carità”.

Loredana afferma che i problemi morali della nostra società derivano da una profonda crisi dei valori morali, da una evidente confusione ideologica per cui tutto viene vissuto come normale, sino ad arrivare alla banalizzazione del male. E’ sotto gli occhi di tutti quanto ciò sia verprostituzioneDSC03782o e pericolosamente dilagante. Don Oreste andava ovunque pensasse di poter agire per il bene del prossimo: per le strade, nelle carceri, in Parlamento. Lavorava per una società del “Noi-Nostro” fermamente contrario a quella dell’Io. Un suo slogan era: “Ama Dio, i poveri, il resto non conta!”, convinto che bastassero questi impegni di vita a rendere giusto un uomo, lo stesso insegnamento di Don Tonino Bello.

Segue la proiezione di un video sull’impegno di Don Oreste, che mette in evidenza il potere del denaro, la decadenza della famiglia e la pazzia collettiva di una società senza più valori.

Lucia Capogna, operatrice della comunità, prendendo la parola dopo la proiezione del video, dice che le immagini sono più efficaci delle parole. Infatti il filmato, oltre a notizie sulla vita del sacerdote, riporta la dolorosa testimonianza di una ex prostituta salvata dalla comunità. Ritorna quindi all’argomento della prostituzione parlando di dignità calpestate, di promesse di lavoro non mantenute, di famiglie colpevoli, di mercato infame, di enormi difficoltà di recupero. Il suo intervento si conclude con un’affermazione categorica: “Nessuna donna nasce prostituta!”.

Su questo grido, s’innesta la testimonianza di una ex prostituta. Una ragazza poco più che trentenne che, aiutata dall’associazione, è riuscita a rifarsi una identità.

Venduta dalla famiglia, ancora tredicenne, ha sofferto l’infamia della prostituzione per impossibilità a ribellarsene e mancanza di aiuto. Racconta di aver pianto in occasione di prestazioni obbligate e di aver sofferto ancora di più per l’indifferenza spietata, quasi o propriamente la maggiore soddisfazione, per questa sua prostrazione dei clienti occasionali. L’ispettore di Polizia al suo fianco, rabbrividendo, ripete: “Porci, porci!”

prostituzioneDSC03779Anna, questo il nome della ragazza, dichiara di essere passata, entrando nella comunità, dalle tenebre alla luce, di aver trovato nell’amore di Dio tanto bene che la ripaga esaurientemente del male subito. Arriva a dire anche, con un sublime esempio di vera carità, che prega anche per chi l’ha messa sulla strada, perché ciò le ha permesso d’incontrare l’amore di Dio.

Don Tonino ringrazia il sindaco per l’impegno sociale dimostrato con la messa a fuoco del problema, un problema difficile da risolvere, ma che va affrontato e che deve vederci tutti alleati. Bisogna sensibilizzare la coscienza di tutti, perché anche un piccolo contributo è importante, necessario.

Il sindaco conclude affermando che è un fenomeno che nessuno può far di finta di non vedere. Tanta amarezza per le vicende ascoltate, ma un filo di speranza, nella grande forza dell’amore. L’amore delle operatrici della comunità Papa Giovanni XXIII, e nella capacità di perdono della giovane Anna.

 (Scatti fotografici, quei pochi consentiti dagli organizzatori, a cura di Mario Di Giuseppe)

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.