Martedì 25 Giugno 2019
   
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L’IMPRONTA DI CALIFANO PER SEMPRE AL UÈFFILO-video/foto

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franco califano arrivo ueffiloIl 21 marzo Franco Califano è a Gioia, in concerto nel Jazz Club Uéffilo. Un inizio di primavera di cui il cantautore godrà per soli nove giorni.

Tre giorni prima è al Sistina di Roma, tra i suoi progetti rivisitare con Enrico Giaretta alcune sue canzoni in romanesco in chiave jazz e portarle in tour.

A Gioia il cantautore - sia pur provato dalla malattia - dà il massimo e si concede al pubblico ed agli scatti di Gianni Lamanna.

In tanti ad omaggiarlo, anche il sindaco Sergio Povia, seduto in prima fila.

Non credo presentisse che quello di Uéffilo sarebbe stato il suo ultimo concerto - confessa Angelo Calculli, gestore del Jazz Club - ci ha franco califano gestore ueffiloprofondamente emozionato dedicandoci sette dei suoi brani più importanti ed un monologo tra i più belli. Vederlo commosso e sorridente sul palco di Uéffilo insieme ai suoi più stretti collaboratori ed amici - Alberto Laurenti ed Enrico Giaretta - mi ha confermato che era tra noi un grande uomo ancor prima che un grande artista e poeta. Il pubblico ha cantato insieme al Califfo ogni singolo brano, quasi a dargli forza e sostegno.”

“Franco era molto provato, una brutta caduta dalle scale gli rendeva difficile muoversi e un piccolo ematoma all'occhio lo ha costretto a negare un acclamatissimo bis... ma la sua forza e la sua energia in quei sette brani si è vista e sentita tutta. Abbiamo cenato insieme e più volte mi ha chiesto la maglia di Uéffilo insistendo fin quando gliel'ho consegnata. Un grande uomo, semplice, diretto, schietto e tutt’altro che duro, anzi franco califano al ueffilomolto dolce”.

L’idea di intitolare la sala concerto a Franco Califano - dichiara Maddalena Teofilo, public-relation di Uéffilo - è un piccolo gesto per manifestare tutta la commozione di una realtà culturale del Sud Italia con una tradizione importante nella musica jazz e non solo, che ha annoverato lo spettacolo del Califfo tra i più emozionanti e coinvolgenti nella storia del club”.

Dedicargli uno spazio nella sala in cui si è tenuto il suo ultimo show - conclude Calculli -, al di là delle sciocche critiche lette sui social network per questa decisione, poiché il Ueffilo è notoriamente un jazz club e Franco non era un jazzista, è il mio personale omaggio ad un grande Poeta e Maestro della musica italiana, amato e odiato ma indiscutibilmente grande. Ed i suoi musicisti ci hanno dato la loro disponibilità ad organizzare califanoun concerto in suo onore per ufficializzare questo gesto.

In risposta ad un bilancio su questi primi mesi di gestione, Angelo Calculli non ha dubbi.

La rassegna di quest’anno è molto impegnativa da ogni punto di vista. Abbiamo deciso di diversificare l’offerta musicale con concerti non più solo jazz ma anche soul, funk, musica d’autore italiana e musica popolare napoletana, affiancandoli a spettacoli di show cooking ma anche di teatro e cabaret. Dopo il grande successo dei concerti di Ron, Califano, Joey De Francesco, Brian Blade, Antonio Sanchez, John Patitucci, ci prepariamo ad inaugurare nei prossimi giorni una nuova rassegna “Ueffilo d’Autore” che vedrà ospiti personaggi del calibro di Sergio Rubini, Lina Sastri, Claudio Santamaria, Alessandro Haber. Non solo, abbiamo in calendario Tony Esposito & gli Uduchà il 12 aprile, i Tortured Soul il 5, franco califano-ueffilo pubblicoJames Senese e Napole Centrale il 18, Teresa De Sio il 30 aprile e tanto altro ancora”.

Che Califano - nato letteralmente e casualmente in volo a Tripoli il 14 settembre del 1938 - abbia vissuto una vita fuori dagli schemi, non vi è alcun dubbio.

Il cantautore, “tra genio e sregolatezzaconquista un meritato spazio nelle pagine della storia della musica italiana. In molti ne ricordano il sorriso abbagliante sulla copertina dell’album “Tuo Califano” che lo ritrae con sigaro e gamba fuori dal finestrino di una cabriolet, un’immagine “cult” che assurge a profezia di vita.

I suoi amori e le disavventure giudiziarie per uso di stupefacenti e porto abusivo di armi, lo portano negli anni ’70 e ’80 agli onori delle franco califano al ueffilo2cronache, tanto da oscurare la sua genialità di autore particolarmente fecondo. Oltre ad aver inciso venti album compone e scrive i testi di circa mille canzoni, molte proposte con successo da cantanti famosi: Ornella Vanoni "La musica è finita" e "Una ragione di più", Mia Martini "Minuetto", Bruno Martino "E la chiamano estate", Peppino Di Capri "Un grande amore e niente più", Fred Bongusto "Questo nostro grande amore"…

Roma gli deve molto, non solo per aver animato la movida notturna, ma per aver scritto le più belle pagine della canzone dialettale romanesca.

Califano è un personaggio controverso, per alcuni mito, poeta e maestro, per altri esempio di dissolutezza. I media lo definiscono "il Prévert di Trastevere", "il Brel romanesco", "il Pasolini della canzone", 536407 170531989767141 1515483608 n"il Belli di quest'epoca", "un personaggio kafkiano". La sua filosofia di vita è racchiusa nel titolo del più famoso dei suoi brani: "Tutto il resto è noia", un testo che - tra filosofia e pragmatismo - è ancor oggi oggetto di discussione in molte aule scolastiche italiane.

Non è un caso che Califano venga insignito della Laurea Honoris Causa in Filosofia all'università di New York "per aver scritto una delle più belle pagine della Canzone Italiana”, al pari di Eduardo De Filippo nel teatro.

L'universo espresso da Califano tocca una dimensione filosofica ed esistenziale che sa andare in profondità e cogliere sentimenti universali, per quanto assolutamente non banali.”

Non tutti ricordano il suo esordio come attore di fotoromanzi e Tuo-Califano-cover2cinematografico nel ’63 in “Sciarada alla francese” o l’incisione di un disco nella sua roulotte, mentre è agli arresti domiciliari ed ancora le sue pubblicazioni nelle vesti di scrittore e saggista: “Ti perdo - Diario di un uomo da strada”, “Il cuore nel sesso”, “Sesso e sentimento e Calisutra - Storie di vita” e l'autobiografia “Senza Manette”.

Tra alti e bassi, senza mai arrendersi vive quotidianamente quanto disposto per il suo trapasso, quando la malattia rende evidente il declino e l’artista suggerisce venga incisa la scritta lapidea “Non escludo il ritorno” e rivedendolo nel video registrato a Uèffilo, come dubitarne? La sua voce aleggia ancora tra le volte e gli archi ed il suo nome resterà inciso su queste antiche mura, simulacro di eternità.

Commenti  

 
#1 Veleno 2013-04-03 20:59
Grande Califano e ottima la gestione di Ueffilo. BRAVI!
 

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