Giovedì 21 Marzo 2019
   
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PROF. GIANNINI NARRA STORIA CHIESA SANTA LUCIA

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RedazioneIl professor Franco Giannini - in occasione del 25° anniversario della Consacrazione della Parrocchia di Santa Lucia, dedica ai fedeli un incontro per raccontarne la storia.

L’iniziativa - inserita nella felice rassegna di conferenze organizzate dalla Commissione Famiglia e Cultura della Parrocchia e da don Giuseppe Di Corrado - ha riunito in chiesa numerosi fedeli ed appassionati di storia.

Un’esperienza iniziata ricordando il culto di San Filippo Neri, don Rocco Traversa nel centenario della sua nascita (http://www.gioianet.it/attualita/5458-ricordo-di-don-rocco-traversa-foto-e-atti-inediti-.html), la Confraternita di Santa Lucia in occasione del 130° anniversario della sua fondazione e rievocando il culto della Santa a Gioia il 13 dicembre.

La Chiesa di S. Lucia - ricorda il professore Giannini il 27 dicembre a fine messa - è stata un tempo una modesta Cappella rurale di rito greco, costruita alla periferia del paese probabilmente nel 16° secolo. Nel verbale della prima Santa Visita dell'Arcivescovo di Bari Antonio Puteo, tenutasi a Gioia il 24 ottobre 1578, si parla del culto di Santa Lucia de' Greci.

La Confraternita di S. Lucia, istituita il 15 luglio 1882 dall'Arcivescovo Pedicini, che tra i suoi scopi statutari si occupa di culto e di attività caritative, il 6 dicembre del 1881 ottiene la concessione di un suolo al Camposanto per costruirvi dei loculi percappella 2 i suoi confratelli.

Da una delibera della Giunta comunale del 19 giugno 1882  - continua Giannini - veniamo a conoscenza della decisione di migliorare alcune piazze di Gioia e tra queste  il marciapiede che dalla Cappella di Santa Lucia porta alla stazione ferroviaria. 

Nel 1885 la Cappella viene distrutta dal terremoto; si salva solo una immagine della Santa, che viene portata nella Cappella dell'Addolorata, di proprietà della famiglia Buttiglione, all’ingresso di via Bartolomeo Paoli. Tale Cappella viene sconsacrata nel 1921.

Della vecchia Cappella oggi non restano che le fondazioni sulle quali sono stati costruiti gli ambienti della casa canonica e una piccola statua in pietra raffigurante S. Lucia, in via Cappellini, strada adiacente al lato destro della chiesa, situata sul tetto della costruzione  addossata all'abside.

Il 10 novembre 1899 il Consiglio Decurionale di Gioia si riunisce per deliberare sulla domanda presentata dalla Confraternita di S. Lucia per ottenere un concorso del Comune nelle spese di costruzione dellacristoforo pinto Chiesa.

Le opere in muratura sono già in uno stadio avanzato in via Stazione, dove c'è uno spiazzo per uso pubblico. I Decurioni deliberano un contributo di 500 lire.

Un'ulteriore richiesta di concorso nelle spese di costruzione della Chiesa è esaminata dalla Giunta in il 26 aprile del 1900. La Chiesa, in stile gotico, viene edificata su progetto dell'architetto Cristoforo Pinto, che ne dirige i lavori. Il progetto originale prevede che la pianta della chiesa arrivi sino ai margini della strada, un tempo via Stazione ora via Roma, ma per mancanza di fondi, non va in porto.

I lavori proseguono lentamente a causa dei costi elevati, tanto che la Confraternita presenta una nuova richiesta di sussidio al Comune, ricordando che la stessa da molti anni ha dato l'avvio ai lavori, che sono in uno stadio avanzato; tale richiesta viene accettata dal Consiglio comunale in data 1 ottobre1906 eroga un contributo di altre 500 lire.

Nel 1907 il Comune provvede a riparare il piazzale di Santa Lucia, a causa del degrado in cui versa.
Il prospetto della Chiesa viene ultimato nel 1918 e abbellito con un'immagine della Santa, in pietra, opera eseguita da uno scultore di Martina Franca.

La Chiesa diviene parrocchia il 16 dicembre 1919 tenuta a “battesimo” da Monsignor Giulio paolo meliotaVaccaro, Arcivescovo di Bari che - in data 3 febbraio 1920 -, nomina parroco il sacerdote don Rocco Passiatore.

A causa degli ingenti costi sopportati, la Giunta comunale di Gioia il 18 maggio1920 delibera di concedere al parroco un sussidio, finalizzato alla costruzione della Chiesa, di 150 lire..

Alla morte del Passiatore subentra, il 26 luglio 1963, don Paolo Meliota. A lui si deve la costruzione dell'oratorio, di una palestra e di una sala cinematografica.

A seguito del violento sisma del 23 novembre 1980 don Paolo si adopera per ottenere finanziamenti per 60 milioni dalla Regione Puglia, 29 dai fedeli parrocchiani ed altrettanti dalla confraternita di S. Lucia, per i primi interventi di restauro della Chiesa.

Dalla perizia effettuata da tecnici del Genio Civile e da esperti interpellati risulta che per un restauro completo occorrono circa 400 milioni di lire. In realtà a danneggiare la Chiesa non è stato il sisma, ma le strutture tecniche non eseguite a regola d'arte durante il periodo di costruzione.

chiesa s. lucia anni 70Dopo due anni, grazie ai lavori di consolidamento delle strutture murarie, il 31 ottobre 1982, con il ritorno solenne della statua di Santa Lucia dal cinema parrocchiale adibito a luogo di culto, la Chiesa si riapre ai fedeli.

Meno di due anni dopo, però, il 21 luglio 1984, don Peppino Cutrone, subentrato a don Paolo Meliota, con la collaborazione del Genio Civile, provvede al consolidamento delle fondazioni in cemento armato lungo il perimetro della chiesa e al rinforzo dei muri laterali con colate di cemento all'interno degli stessi, fino all'altezza della volta.

Per questo secondo lotto di lavori, la spesa si aggira sui 350 milioni.

L'apertura definitiva della Chiesa, con la consacrazione della stessa e dell'altare si tiene il 27 dicembre 1987 con la partecipazione di Monsignor Andrea Mariano Magrassi, Arcivescovo di Bari.

La Chiesa di S. Lucia gode di donazioni lasciate da illustri e pii parrocchiani, tra cui la nobildonna Annetta Savino e il signor Paolo Miraglino.”

Dopo aver raccontato la storia della Chiesa, il professor Franco Giannini ne traccia le coordinate artistiche ed architettoniche.interno altare s. teresa

Il prospetto della Chiesa, in stile gotico, è suddiviso in tre parti da altrettante lesene, la cui presenza farebbe pensare ad una costruzione a tre navate; in realtà le due parti estreme costituiscono la base su cui poggiano i due campanili laterali. La parte centrale è caratterizzata da una scansione dal basso verso l'alto in tre sezioni. La prima presenta alla base il  portone d'ingresso, chiuso da un architrave. Questo, su cui campeggia la scritta "AVE MARIA", è  sormontato da un arco ogivale, con la scritta "Pel culto della fede nello slancio dell'anima religiosa Nicola Miraglino il suolo di questa Chiesa e l'immagine della Vergine Martire offrì 1918". Il tutto è  racchiuso in un frontone triangolare sulla cui sommità è stata posizionata la statua di S. Lucia, alla cui base è scritto: Nicola Miraglino 1918. Ai lati del portone due colonne reggono la trabeazione cuspidale su cui è posta la statua della Santa e terminano con una testa di angelo sormontato da un tempietto quadrangolare che nella parte terminale richiama le guglie dei due campanili. A questa prima parte, che alla base è costruita in pietra, segue per tutta la restante altezza una seconda parte in materiale tufaceo locale. La parte centrale è occupata in gran parte da un enorme rosone a 16 petali che si snoda intorno ad un rosone più piccolo a quattro spicchi. La parte superiore con timpano cuspidale presenta nel centrportone di giueppe Vincio  un oculo, mentre sul punto di massima altezza  è posta  una croce in muratura.

La facciata si completa lateralmente con due campanili uguali e simmetrici che presentano due aperture sovrapposte per ogni torre, una monofora gotica e una bifora anch'essa gotica,  che terminano con una guglia sulla cui punta è appoggiata una sfera.

Da ammirare il prezioso portale in legno con due battenti, opera dell'intagliatore gioiese Giuseppe Vinci. La parte superiore presenta i quattro evangelisti, mentre la restante parte è formata di formelle lignee: quattordici, piccole, raffigurano alcuni momenti della vita di S. Lucia; due, più grandi, raffigurano due fedeli, un uomo e una donna, nell'atto di invocare S. Lucia, che è in cielo attorniata dagli angeli.Completa la facciata una Croce metallica sita sul lato destro, a ricordo delle S.S. Missioni predicate dai P.P. Passionisti dal 24 novembre all'otto dicembre del 1929.

Sulle facciate laterali sono visibili due bifore di stile gotico, due piccoli rosoni ciechi, un rosone identico a quello frontale, nella zona del transetto e un altro piccolo rosone, anch'esso cieco, nella zona presbiteriale.chiesa anni 50

L'interno della Chiesa, ad una navata, ricalca lo stile gotico della facciata.

Sul lato sinistro una rientranza accoglie in una teca la statua di S. Lucia. Segue un altare privilegiato, in marmo policromo, fatto costruire a devozione dei coniugi Domenico e Annina Pavone, che racchiude un trittico in altorilievo, rappresentante la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, sormontata dall'immagine dell'Eterno Padre, opera del 1925 del cav. Raffaele Caretta di Lecce. Ai piedi dell'altare è presente una statua raffigurante la Madonna della Pace.

Sul  versante opposto si nota un quadro che rappresenta S. Gerardo Maiella. Segue un altro altare in marmo policromo, che racchiude la statua del Cuore di Gesù e quella di statuaS. Margherita Maria Alacoque, Vergine, opera risalente al 1925.

Sul lato destro, nella zona a confine con il presbiterio si può osservare una grande pala, opera del pittore Umberto Colonna, di Bari, che raffigura il martirio di S. Lucia; questa pala, prima degli ultimi lavori di restauro, era situata nella zona absidale immediatamente retrostante l'altare maggiore.

Il passaggio dalla zona destinata ai fedeli a quella presbiteriale è sottolineata nella parte superiore da una cupola ottagonale, che, oltre a dare slancio alla struttura, serve anche a dar luce alla chiesa, attraverso le otto aperture circolari.

Dietro l'altare centrale, in marmo policromo, campeggia un artistico Gesù crocifisso, poggiato sulla parete absidale che presenta 5 slanciate monofore gotiche.  Nella parte superiore del  dipinto è rappresentata la Creazione, con  il Padre, Adamo, Eva e l'Albero del Bene e del Male. Sotto l'albero si libra una colomba che rappresenta lo Spirito Santo, che  crea un collegamento con la Croce sottostante e completa la rappresentazione della Trinità.  Ai lati dei bracci corti della Croce si può notare l'immagine di due apostoli; ai lati del Cristo Crocifisso, dal cui costato sgorga  un fiotto di sangue, sono rappresentati l'apostolo Scrocifossoan Giovanni con il rotolo del vangelo e la Madonna che raccoglie le ultime gocce di sangue del Figlio, mentre ai piedi della Croce c'è l'immagine di S. Lucia.

L'opera, commissionata dall'allora parroco don Giuseppe Cutrone, è stata eseguita dall'artista barese Bux.

Un organo a canne,  posizionato sulla artistica bussola d'ingresso, completa l'arredo della Chiesa.

L'attuale  parroco, don Giuseppe Di Corrado, ha  avviato  e  portato  a  compimento alcuni lavori  di restauro e ammodernamento dell'arredamento della Chiesa.”

Le foto sono tratte dal sito parrocchiale: http://parrocchiasantaluciagioiadelcolle.blogspot.it/.  

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