Martedì 16 Agosto 2022
   
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CONFERENZA TELA: EMERGONO FATTI INEDITI SUI DOMENICANI-foto

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tela-luigi-mongelliTre santi domenicani e quattro angeli, restituiti al primigenio fulgore, un ostensorio virtuale, forse smarrito nel taglio della tela, oggetti di criptica simbologia e uno scorcio di Paradiso… dal 30 giugno tornano nella Chiesa di San Domenico.

“La vera generosità verso il futuro - a detta di Albert Camus - consiste nel donare tutto al presente…”, e la tela restaurata ne è degno esempio.

Un’opera devozionale racchiude in sé un patrimonio di fede, storia ed arte difficile da monetizzare, progettarne il restauro per restituire alle generazioni future un tassello di storia, ha però un costo.

tela-enzo-quartoIl restauro del quadro di San Pietro da Verona, San Tommaso D’Aquino e San Vincenzo Ferrer - opera eseguita a più mani su una tela dell’800, presumibilmente in bottega - è una delle ultime, eroiche imprese portate a termine grazie all’impegno di pochi – nella fattispecie la Confraternita del SS. Rosario guidata da Andrea Mongelli - in grado di coinvolgere la generosità di tanti.

Eventi, concerti (http://www.gioianet.it/attualita/4058-san-domenico-si-rianima-con-gli-hills-joy-choir-foto.html), sottoscrizioni, conferenze con ospiti dello spessore di Enzo Quarto, giornalista di Rai 3 e presidente regionale U.C.S.I. per la terza volta nella Chiesa di San Domenico tela-piera-de-giorgied altro ancora si è messo in atto pur di raggiungere l’obiettivo.

Quarto conduce amabilmente la serata della presentazione scandendo i tempi e mettendo a proprio agio tutti i relatori. Le sue incursioni in agiologia e teologia sorprendono non meno dell’ingenuo stupore manifestato al cospetto dell’opera e dei suoi santi.

Andrea Mongelli, invitato ad un saluto, con disarmante sincerità confessa di sentirsi disarmato senza la sua penna, cede all’emozione e lascia spazio agli ospiti.

L’assessore alla Cultura Piera De Giorgi ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile questo tela-mario-girardirecupero di cui essere orgogliosi.

“In Europa colgo spesso tanto senso di appartenenza dove c’è davvero poco. Ho guardato questi tre santi, in loro vedo un monito ad aspirare verso l’alto. Mi colpisce la luce pulsante del santo che guarda verso il cielo e si ispira alla leggerezza degli angeli, paradiso in terra. Di fronte a queste opere il tempo si ferma, si desidera lasciar fuori gli affanni quotidiani e dedicarsi alla preghiera.”

Il professor Mario Girardi sottolinea il recupero di memoria storica racchiuso in ogni restauro, rievoca i precedenti lavori (http://www.gioianet.it/attualita/5042-crocifisso-restaurato-ritorna-finalmente-a-casa-foto.html) e annuncia i futuri tra cui il restauro della statua lapidea di San Francesco da Paola, scolpita nei primi decenni del ‘500, una delle opere più preziose che tela-pubblicoinquadra Gioia nel Rinascimento pugliese (http://www.gioianet.it/attualita/5110-iniziato-restauro-statua-san-francesco-da-paola-foto.html).

Lo storico plaude alla confraternita, a Mongelli e a tutti i gioiesi che hanno contribuito affinché la tela fosse restaurata, quindi entra nel merito. Il Losapio nei suoi scritti racconta che i Domenicani sono venuti a Gioia per tener d’occhio gli Albanesi, i Montenegrini e i Greci, in soccorso al re d’Aragona, per controllarne “gli usi strani” e sventare eventuali ortodossie.

“In realtà i documenti storici sono scarsi. Nelle fondazioni domenicane nel 1460 si accenna a un vicariato con annessa chiesetta che nel 1489 - a seguito di donazione - viene ampliata e denominata Santa Maria delle Grazie, a conferma del culto mariano preesistente alle tela-restauratriceorigini. Risale a quel periodo – afferma il luminare -, al 12 maggio del 1593, il primo riferimento all’esistenza della Confraternita del SS. Rosario. Il vescovo Giulio Cesare Riccardi è in visita pastorale a Gioia ed il suo “camerlengo” Giuseppe di Cassano gli riferisce delle poche elemosine per “messe et cera” della confraternita. I confratelli vivono di elemosina, assistono gli infermi e offrono sepoltura. Altre date di riferimento alla chiesa sono il 1652, anno in cui verrà chiusa in quanto non sede priorale, il 1654, data di riapertura, l’ampliamento attuato dal 1764 al 1766 ed il 1809, anno in cui l’editto napoleonico ne detta la soppressione. Il 23 ottobre del 1838, infine, il re Ferdinando II approva lo statuto e l’anno successivo la confraternita si insedia nella Chiesa di San Domenico.”

“L’opera di autore ignoto - afferma la restauratrice Maria Gaetana Di Capua - parrebbe risalire a questo periodo. Il lavoro veniva presumibilmente svolto in bottega, questo spiegherebbe le tela-autoritdifferenze di tratto e colore. La tela - in stato di pessima conservazione – risulta tagliata lungo il perimetro e presenta due cuciture verticali con alette. In passato si tendeva a stressare la tela tendendo e stirando le cuciture per renderle meno visibili, oggi si è più rispettosi. Circa quindici, venti anni fa un pittore, presumo su sollecitazione esterna, vedendo il degrado in cui versava l’opera ha ben pensato di… ridipingerla! Il danno è stato enorme, abbiamo rinvenuto scagliette di colore originale incollate maldestramente al contrario. La tela si presentava deformata e incartapecorita anche a causa dei pigmenti usati, assolutamente inadatti. In pieno accordo con la Sovrintendenza e il committente si è deciso - dopo aver effettuato gli opportuni test - di rimuovere il colore con un solvente non tossico, quindi la tela è stata rifoderata e sono state stuccate le micro lacune. Era possibile vederne i colori al negativo, ben leggibili sul lino. Qtela-frateueste opere - se trattate con rispetto e competenza - vivono ben al di là della vita biologica.”

Il professor Mario Girardi - cui si deve il merito di aver portato a Gioia Padre Giovanni Distante – traccia un breve ed entusiasta profilo del sacerdote domenicano alla sua prima “uscita” dopo le cure a seguito di un infarto.

“Il movimento teologico e storico che da più di un secolo fa ogni sforzo in preghiera, opera e ricerca per addivenire all’unità del mondo cristiano è l’ecumenismo, ed è questo il termine che meglio definisce il pensiero e lo spirito di Padre Giovanni, invitato a parlare di questi tre santi.”

tela-don-tonino“Padre Giovanni Distante – continua Girardi - è nato a Francavilla Fontana il 28 giugno del 1949, ha conseguito la laurea in teologia presso l'Università di Friburgo in Svizzera ed è stato or­dinato sacerdote nel 1974. Ha quindi proseguito i suoi studi - già avviati ad un apostolato ecumeni­co - presso l'Institut Catholique di Parigi. Nel 1981 è stato trasferito nella Basilica di San Nicola, per undici anni ha rivestito il ruolo di Segretario dell'Istituto di Teologia Ecumenica e Direttore del Centro Ecumenico e fondato la rivista "O Odigos", di cui è stato direttore. Priore della Provincia Domenicana S. Tommaso d’Aquino dell’Italia Meridionale, dal 16 gennaio del ’94 al ’99 è stato rettore della Basilica pontificia di San Nicola. Nel corso del suo rettorato è stata realizzata la "Cittadella Nicolaiana" - progetto ereditato sia dal Priore Padre Damiano Bova, che ne ebbe l'idea nel 1986, che dal restauro tela tre santi domenicaniPriore Padre Salvatore Manna - e celebrato il IX centenario del Concilio di Bari.”

Padre Giovanni Distante apprezza l’impegno della comunità nel voler tener viva la memoria. Ricorda i nomi dei dieci frati che i 1° ottobre del 1809 si riunirono in commissione  per "sottoscrivere e crocesegnare" il verbale di soppressione del Convento San Domenico: P. Saverio Panessa (Superiore), P. Ottavio Chiarella, P. Pietro Giove, P. Domenico Panessa, P. Domenico Giove, P. Alberto Lanzillossa e i Frati Luigi Vico (ex Reggente), Domenico Losito, Rocco Olivieri e Michele Latorre.

“E’ facile riconoscere in alto San Vincenzo Ferrer per le ali, la sacra fiamma e la tromba tenuta dall’angelo, simboli dei predicatori dell’Apocalisse. Il terzo in basso, quasi prostrato è San Pietro da Verona, con la mannaia infissa nella testa, simbolo di martirio. L’angelo gli porge la palma mentre il Santo intinge la mano nel sangue per scrivere “Credo”. San Tommaso d’Aquino è al centro, il sole brilla incastonato nel suo petto, virtù di sapienza, lo sguardo è rivolto all’ostensorio, summa delle sue encicliche nelle quali manifesta la sua fede nell’eucarestia. I domenicani non possono essere autentici predicatori se non riescono a far concepire l’unione, la comunione con Cristo e portarla nel mondo.”

Quindi, osservando il confessionale sotto il pulpito ricorda le parole di Alberto Magno, uno dei santi eucaristici, maestro di Tommaso: “Ogni volta che due cose si uniscono, vince la più forte, il più potente trasforma in sé il più debole. Poiché questo cibo possiede una forza più potente di coloro che ne mangiano, trasforma coloro che lo DSC06405mangiano in Gesù.”

"Ai Domenicani viene attribuita la prima istituzione della Confraternita del SS. Sacramento il 30 novembre del 1569 ad opera di Fra' Tommaso Stella, come pure il pio esercizio delle "Quarantore" ad opera di P. Ambrogio Salvio."  

“La spiritualità eucaristica è dominante – afferma Padre Distante - questa dimensione ecclesiale è stata ricordata nel 50° Congresso eucaristico a Dublino, tenutosi in giugno. Eucarestia è entrare in comune con Cristo e fra di noi in modo visibile su questa terra, comunione che prefigura quella del cielo.”

Enzo Quarto dà quindi la parola a don Tonino Posa che ringrazia tutti e si complimenta con Mongelli ricordando che ogni rettoria per 40 ore - tante quante Gesù giacque nel Sepolcro - adora l’ostensorio contenente l’eucarestia, il SS. Sacramento, devozione le cui origini risalgono al 1214, per poi riunirsi nella Chiesa Madre.

“La carità - per Santa Teresa di Lisieux - è la via per eccellenza che conduce sicuramente a Dio...” e la serata si conclude con l’esortazione - rivolta a tutti i fedeli - a perseverare in essa e sostenere con generosità i futuri restauri.

Un sincero grazie a Mario Di Giuseppe per aver messo a disposizione di tutti i suoi scatti fotografici.

Commenti  

 
#8 Il Santo 2012-07-14 23:03
Cara Lucrezia, Alfonso Turra ha lasciato il posto ai compagni tuoi!!!
 
 
#7 lucrezia 2012-07-14 13:38
alfonso turra che fine ha fatto.lui che era sempre presente a cerimonie di chiesa.non mi dite che con tutto sto caldo si è sciolto al sole come un ghiacciolo.poverino.
 
 
#6 Paolo 2012-07-13 23:16
Il signor Antonicelli occupa non solo i posti in prima fila ,ma spesso anche posti riservati ad altri!
 
 
#5 aurora 2012-07-13 11:09
Si rilegga l'articolo per favore sig Ferri. Ho solo estrappolato le parole che lo stesso Mongelli ha usato in tale occasione. Le faccio osservare inoltre che, la sua difesa verso quest'ultimo è davvero esagerata.Sappia che "Uno solo è il Maestro" e non è sulla terra. Per quanto persone degne di stima in quanto impegnate nel sociale e umanamente. Appassionati nello studio delle Scritture e della tradizione profetica, ma povere di testimonianza vera.
 
 
#4 giovanni ferri 2012-07-13 09:28
Il suo problema come quello di altri in questo strano e stramaledetto paese d’ipocriti latenti e che i giudizi espressi e dati sulle persone sono formulate sulle loro idee politiche o sul loro impegno politico e non sulle loro competenze, sulla loro statura intellettiva e morale, sul loro impegno sociale e umanitario. Non essendoci andato a letto con Andrea Mongelli, per parafrasare il suo argomentare conoscitivo nella nota precedente, poiché ritengo che per conoscere veramente una persona bisogna viverci insieme, ma li entriamo nella sfera privata di ciascuno di noi che credo non interessi a nessuno se non ai voyeur o ai gossippari. E ritornando al nostro disquisire, per non divagare oltre, lei nella sua prima nota dolente consigliava al buon priore Andrea Mongelli: "a lasciar la sua tanta amata penna perché non è fatta per lui.Faccia altro che é meglio", ma in quest’avvenimento di mecenatismo e di fede la penna non rientrava per nulla, in quanto il buon Andrea svolgeva semplicemente e unicamente la sua funzione rappresentativa di Priore della Confraternita e, quindi, di padrone di casa. Allora, devo desumere che per alcuni uomini la preclusione è, solamente, di tipo personale e ideologico a prescindere dal loro impegno e dalla sua natura. Perciò, come uomo libero e razionale, non posso accettare minimante le critiche che lei gratuitamente ha elevato contro il “Maestro”, conoscenza a parte, perché per mio principio e convinzione basilare, ho un’ammirazione estrema e una stima per gli uomini che tendono a elevarsi, anche senza eccellere, in qualsiasi campo compreso il giornalismo e la scrittura.
 
 
#3 aurora 2012-07-12 22:25
Evidentemente lei sig. Ferri non conosce appieno il "buon priore Mongelli", altrimenti non avrebbe commentato in tal modo. Cordialmente
 
 
#2 giovanni ferri 2012-07-12 12:02
Un commento cattivo e irriguardoso nei confronti del buon Priore Andrea Mongelli, il quale si sta prodigando con notevole abnegazione personale e con i pochi mezzi finanziari a disposizione per il restauro e la conservazione dei beni della Confraternita del Rosario. Rendendo di fatto a tutta la collettività gioiese un grande servizio sociale e di fede che non ha riscontri nella storia recente di questo paese. Sicuramente egli è un bel esempio per tanti altri cattolici credenti e osservanti. Maestro mi scuso, ancora, per questa signora e ti saluto con questa frase di San Tommaso d'Aquino "Tu non possiedi la verità: è la verità che possiede te".
 
 
#1 aurora 2012-07-11 18:16
Il consigliere Federico Antonicelli è sempre disponibile quando gli è ceduto un posto in prima fila. Se poi si tratta di processioni, messe e conferenze varie, che dire; egli si tuffa anima e corpo pur di apparire... ma non sempre però. Infatti, lo si è visto battere la ritirata dopo appena mezz’ora di presenza alla conferenza del Mobile Imbottito. Ricordo che nella processione del Corpus Domini, il consigliere Antonicelli, con l’incarico di rappresentanza delle autorità civili, s’interpose in mezzo a due cavalieri Templari. Non era una bella scena da vedersi. Vanità pura e semplice. E anche ridicolo. Anche il priore Mongelli non è da meno purtroppo. Bene farebbe a lasciare la sua tanta “adorata penna” perché non è fatta per lui. Faccia altro che è meglio.
 

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